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MAT E R IALI

& TECNICHE A lato: modulo pavimentale in terrazzo realizzato con smalti, Massimiliano Pavon, 1999.

Bibliografia di riferimento “Dal sasso al mosaico - Storia dei terrazzieri e mosaicisti di Sequals” a cura di G Colledani e Tullio Perfetti, edito nel 1994 dal Comune di Sequals (PN).

Sotto, da sinistra: modulo pavimentale in terrazzo realizzato con elementi di marmo di Carrara, vetro e alluminio, Vittorio Pierini e Monica Bianchettin, 1999; modulo pavimentale in terrazzo realizzato con elementi di sinterizzazione, Aldo Furlan, 1999; pavimentazione in terrazzo, Scuola Mosaicisti del Friuli, 1999.

“Pavimenti a terrazzo” di Paolo Coretti rivista Artigianato tra Arte e Design n.25 (aprile/giugno 1997), edita da Amilcare Pizzi Editore, Milano. “Pavimenti a Venezia” di T. Sammartini con la consulenza tecnica di A. Crovato, edito nel 1999 dalla Vianello Libri, Treviso. “Scuola di Mosaico & Mosaici - Nuove poetiche pavimentali” a cura dei maestri Silvano Pighin, Romeo Burelli, Igor Marziali, catalogo della mostra edito nel 1999 da Scuola Mosaicisti del Friuli, Spilimbergo (PN). “Carta del terrazziere”, documento scritto per il Convegno Generale dei Terrazzieri, che si è tenuto a Treviso l’11 dicembre 1999, a cura del Consorzio “Il terrazzo alla veneziana” di Castelfranco Veneto (TV).

Le scuole “Se tutti quelli che vorranno lavorar in ditta Nostra Arte de terrazzer siano tenuti intrar in questa Scola, e per il primo anno pagar debbono ducato uno per benintrada e dopo il primo anno chi vuole essere socio come Maestro sia tenuto far le sue prove. Deve saper costruire [un terrazzo nuovo] in una stanza, levigato e lucidato come comanda la nostra Arte. Se sarà trovato sufficiente, sarà accettato nella Scola e dovrà pagare due ducati [di iscrizione]. Tutto questo perchè li galantuomini cittadini e altri che fabbricano non siano gabbati da persone che non sappiano il mestiere.” Questo breve testo, che registra in modo comprensibile i contenuti del documento e che trascrive in maniera quasi del tutto corretta la sua versione originale, è tratto dal già citato Statuto dell’Arte de’ Terrazzeri approvato a Venezia il 13 settembre 1586 e dichiara, in modo inequivoca-

bile, la necessità - in evidenza fin da quel tempo - di disporre di una scuola in grado di istruire i futuri terrazzieri, di omologare il loro sapere al modo di realizzare il terrazzo e garantire costruttori e clienti, circa la qualità del prodotto eseguito. Anche dopo la chiusura dell’antica corporazione e, di conseguenza, anche durante la diaspora che ha portato i terrazzieri friulani e veneti in tutte le contrade del mondo, i principi enunciati alla fine del 1500 sono stati tenacemente rispettati. Sono stati tramandati da artigiano ad artigiano. Resi concreti da pavimento a pavimento. Fino a consolidare uno stile. Un modo di operare costante e perfettamente riconoscibile. Ed è per continuare a preservare questo patrimonio che la Scuola Mosaicisti di Spilimbergo, riconosciuta fin dal 1922, ha istituito un corso in cemento e terrazzo, corso che, condotto dal maestro Romeo Burelli assistito dai maestri Silvano Pighin e Igor Marziali, si tiene oggi nella sede di via Corridoni 6, a Spilimbergo, nella città che, per eredità naturale, ha raccolto e continua a tramandare l’antica arte dei terrazzieri.

Il mercato È il momento in cui, nel fare pavimentazioni in genere, segna il passo l’applicazione quasi automatica di elementi ceramici o lapidei di tipo seriale. Viviamo in un periodo nel quale l’omologazione delle funzioni e dei simboli viene giustamente messa in discussione e, nel contempo, viene ricercato un modo di esprimersi più personale e più legato al luogo. Sono convinto che oggi, e oggi più di sempre, sia il momento adatto per dare nuova vita alla tecnica del terrazzo. Per realizzare in ciascun locale una diversa ipotesi decorativa. Per adattare il segno e la materia policroma alla luce, all’orientamento dell’edificio, ai colori del luogo. Per rivestire uno spazio orizzontale - sia esso un pavimento o un tavolo - con una sorta di tappeto, sempre condiviso da chi lo realizza e da chi abiterà quelle stanze. Per vivere di volta in volta un’esperienza unica e sorprendente e per far vivere, a coloro che abiteranno, un’ir-ripetibile storia di pietre spezzettate capaci di comporre un dipinto, che altro non è che la somma di colori e timbri di una natura vera e, allo stesso tempo, nuova in quanto inventata.

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Artigianato 54  

Italian Magazine about crafts and arts

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