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editoriale di Ugo La Pietra

Le Arti Applicate oggi in Italia

Sono passati 10 anni da quando organizzai quattro giorni

di seminari sulle Arti Applicate alla Triennale di Milano. Fatto ad Arte era il titolo degli incontri che si sono succeduti in quella che era stata la più importante struttura culturale dedicata all’area progettuale, che passò alla storia come Arte Decorativa. Da allora ho più volte cercato di sensibilizzare questa prestigiosa struttura e molte altre, nella speranza di iniziare un’attività costruttiva e continuativa per esplorare questa nostra particolare realtà culturale e progettuale, purtroppo senza risultato. Per gli uomini di cultura parlare di oggetti vuol dire declassare le strutture museali e culturali al livello delle fiere! Spesso mi sono sentito dire che: “C’è già il Macef che si occupa di queste cose!”. Così la struttura ufficiale continua a liquidare questo settore e quando dimostra una certa attenzione, ecco che si rivolge al passato. Proprio come, da sempre, nelle nostre città è possibile imbattersi in negozi di modernariato dove appaiono in bella vista oggetti di Gio Ponti, Ulrich, Mollino, ecc., così ogni tanto vengono organizzate mostre storiche. Mostre che sembrano ricordarci i bei tempi perduti, a dimostrazione che oggi il nostro Artigianato Artistico da tempo non è più capace di fare cultura e tutt’al più può essere materiale per le fiere: sagre paesane portate a livello urbano per la quantità dei partecipanti (espositori e pubblico) e quindi importanti solo per il volume di affari che producono; luoghi considerati dalla massa, dove viene spesso commercializzato il “cattivo gusto”! Da tempo in Italia esiste la Biennale di Arte, di Architettura, della Musica e Spettacolo, del Cinema. Nessun amministratore, politico o istituzione ritiene

interessante o possibile un progetto che veda rinascere la Biennale delle Arti Decorative o Arti Applicate. Qualche intellettuale negli ultimi tempi ha cercato di proporre un simile progetto, senza risultato. E intanto dalle varie aree artigiane (da Cantù a Bovolone, da Volterra a Saluzzo) si alza alto il grido di disperazione per il progressivo degrado e abbandono di quelli che fino a poco tempo fa erano territori dove l’oggetto d’arte era considerato un valore. Ma non si può far crescere un simile settore produttivo occupandosi solo di “vendere”. Il mobile di Cantù è ancora famoso in tutto il mondo anche se sono stati chiusi i migliori laboratori, ma occorre ricordare che la fama era cresciuta negli anni ’50 con l’attività di ricerca culturale (premi, rassegne, la Permanente, ecc.), che architetti come Zanuso, De Carli, Ico Parisi svilupparono proprio in quel territorio con entusiasmo e passione. Oggi dove sono i ricercatori? Dove possiamo trovare un terreno per confrontare le varie esperienze, farle crescere e dare all’oggetto quel valore aggiunto di cui ha bisogno per essere portatore di qualità e di cultura? Dobbiamo continuare a vedere mostre storiche e riempirci di languida nostalgia o possiamo pensare a ciò che può essere la nostra esperienza contemporanea, tale da poterci inserire e confrontare a pieno diritto a livello internazionale? Basta valicare le Alpi per trovare in tutta Europa musei di Arte Applicata, Istituzioni, Gallerie, collezionismo, mercato, artigiani/artisti con quotazioni al pari, o quasi, di artisti del sistema dell’Arte. Intanto continuo a bussare alla porta della Triennale per riuscire a fare almeno ogni 10 anni un seminario sul “Fatto ad Arte”!

The Applied Arts nowadays in Italy

Ten years have gone by since I organized four days of seminars about the Applied Arts at the Triennial of Milan. Fatto ad Arte (Skilfully Made) was the title of the meetings hold in what had been the most important cultural structure dedicated to the project sector, which was referred to as Decorative Art. Since then I have tried several times, without succeeding, to make this and many other structures more aware of the situation, hoping to start a continuative activity whose aim is to explore this particular cultural and project reality. For the men of culture to talk of objects means to declass the museum and cultural organization to the level of fairs! I have often been told: “Macef is already attending to these matters!”. Therefore, the official structure, when showing a certain attention to this sector, turns to the past: as always in our cities there have been modern object shops where items by Gio Ponti, Ulrich, Mollino etc. are exposed, so from time to time are organized historical exhibitions, which seem to bring us back to the good old times, proving that today craftsmanship can be only matter for fairs: country festivals taken into urban settings, therefore important for the possible business volume, places where the “bad taste” is often commercialized! In Italy there has been for a long time the Biennial Exhibition of Art, of Architecture, of Music and Show, of Cinema, but no manager, politician or institution considers interesting a

project about the Biennial of the Decorative Arts or Applied Arts, and in vain of lately there has been an attempt at proposing a similar project. Meanwhile from the several Italian artisan areas people protest for the progressive decline and disrepair of those territories where once the art object was valuable.Certainly there is no possibility of making such a productive sector grow devoting oneself only to “selling”. The furniture of Cantù is still famous worldwide though the best workshops have been closed, anyway its fame grew in the Fifties with the cultural research activity architects like Zanuso, De Carli, Ico Parisi developed precisely in that land. Where are the researchers nowadays? Where is it possible to confront the various experiences, make them grow and give the item that added value needed for making it bearer of quality and culture? Will we continue to see with nostalgia exhibitions or are we allowed to take into account our contemporary experience so as to be able to join in and confront one another on an international level? All around Europe there are museums of Applied Arts, Institutions, Galleries, collection of objects, market, craftsmen/artists quoted almost or on the same level as artists of the art system. Meanwhile, I will continue to knock on the Triennal’s door in order to succeed and organize, at least every ten years, a seminar about the “Skilfully Made”!

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Profile for Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte

Artigianato 54  

Italian Magazine about crafts and arts

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