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MOSTRE di Adriano Gatti

“Gioielli. Collezioni etnografiche subalpine”

Oltre 300 ornamenti popolari del XIX secolo sintesi di un lungo e laborioso percorso di ricerca in mostra nei comuni di Rivoli e Valenza

Costruire una nuova e realistica consapevolezza dell’importanza del nostro patrimonio culturale, rivedendo criticamente la storia di alcune collezioni etnografiche d’oreficeria subalpina del XIX secolo: è questo il messaggio che i curatori, Francesca Gandolfo e Lia Lenti, hanno voluto dare nel realizzare la mostra “Gioielli. Collezioni etnografiche subalpine”, con la partecipazione dei Comuni di Rivoli e Valenza. Sintesi di un laborioso percorso di ricerca durato due anni, la mostra ha offerto una selezione di oltre 300 ornamenti “popolari” provenienti dalle collezioni del Museo Civico d’Arte Antica di Torino (racc. Bosetti), dal Museo del Territorio di Biella (racc. Cucco), dal Museo Leone di Vercelli (racc. Leone e Borgogna), dall’Istituto Statale d’Arte di Firenze (racc. Bernardy), dal Museo Civico di Cuneo (acquisizione Milano), dalla Parrocchia di San Giacomo Maggiore di Campertogno (raccolta privata). Una novità in senso assoluto è rappresentata dalla collezione Bernardy, conservata dal 1964 presso l’Istituto Statale d’Arte di Firenze e finora inedita. Amy Allemand Bernardy (1889-1959), studiosa fiorentina di tradizioni popolari, volle lei stessa lasciare all’Istituto la sua raccolta etnografica, composta non solo da gioielli, ma anche da stampe, bambole in costume popolare, mobili, ceramiche, oggetti di paglia intrecciata, libri, lettere e fotografie. Nelle due edizioni della mostra si è potuto ammirare un repertorio scelto di monili definiti popolari, molti dei quali associati al costume tradizionale

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Artigianato 54  

Italian Magazine about crafts and arts

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