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A R T I G I A N AT O tra arte e design NUMERO 54 Luglio/Settembre 2004 Trimestrale Anno XIV I 6,50 Spedizione in abbonamento postale 45% articolo 2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di Milano

www.ArtigianArteDesign.it

TABULA R A R A

VITTORIO ZECCHIN BIANCO E B L U

P R O G E T T O ACTA

MIA MONZA MACEF MILANO ARRESOJAS M U S E U M IMAGE ARTE FESTIVAL DEL LIBRO D’ARTE ISABELLA BERTOCCO

L E ARTI A B E R L I N O

U N NETWORK PER IL M A D E IN ITALY

IL L E G N O DI SALUZZO RIVA L U TAZIONE DEL C O M PARTO CERAMICO ARTIGIANARTE IN GIAPPONE GIOIELLI: COLLEZIONI ETNOGRAFICHE SUBALPINE L E ARTI APPLICAT E IN ITALIA

9 771724 937002

40054

PA O L A PA R O N E T T O E LETIZIA M A G G I O

Edizioni IMAGO INTERNATIONAL

Con il patrocinio del Ministero Industria Commercio e Artigianato

D’ARTIGIANATO TRA ARTE E DESIGN

Anno XIV - Numero 54 luglio/settembre 2004 Registrazione al Tribunale di Milano n. 45 del 30.1.1991 ISSN 1724-9376

54 LUG/SET 2004

D’ARTIGIANATO TRA ARTE E DESIGN

ENGLISH TRANSLATION

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SOMMARIO

www.ArtigianArteDesign.it

Dalla mostra “Il Liberty a Milano” vaso in terraglia forte verde di Giorgio Spertini, 1903, Collezione Antonello, Milano.

DIREZIONE, Amministrazione e Abbonamenti Edizioni Imago International s.r.l. Corso Indipendenza 6 - 20129 Milano Tel. 02.70009474/02.70009480 - Fax 02.71092112 info@edizionimago.com - www.ArtigianArteDesign.it Segreteria di Redazione Via Guercino 7 - 20154 Milano Tel. 02.33608400 - Fax 02.33608389 Direttore Responsabile Ugo La Pietra Direzione Editoriale Adriano Gatti, Giovanni Mirulla comitato scientifico Enzo Biffi Gentili, Giancarlo Bojani, Gillo Dorfles, Vittorio Fagone, Anty Pansera Hanno collaborato a questo numero Per i testi: Eduardo Alamaro, Felice Bonalumi, Gian Carlo Bojani, Eva Bozzi, Elena Arrò Ceriani, Paolo Coretti, Giuseppe De Biasi, Cristiana di Nardo, Gaetano Franzò, Adriano Gatti, Federico Gatti, Florinda Gaudio, Ugo La Pietra, Fernando Murilo Moro, Sergia Mozzo, Mauro Paolucci, Stefano Pronti, Alba Scapin, Viviana Siviero, Carla Sonego, Isabella Taddeo, Osvaldo Valdi, Antonio Viviani.Per le fotografie: Archivio Skira, Fabio Morrocchi, P. Mussa, Paolo Robino, Francesco Smania. Inserzioni pubblicitarie Koinè II cop.; Rigatti p.1; Salone del Bricolage p.2; Iris arte su cuoio p.3; Morelato p.4; I.S.O.L.A. p.5; Abitare il Tempo p.6; Ass. It. Città della Ceramica p.7; Autumn Fair p.8; Vetreria Paci p.9; MIA Monza p.10; Artigianato della Majella p.11; Artigianato Lombardo p.12; Gallery of Kioto p.13; Mirco-Taormina Gift Fair p.14; Intergift-Madrid p.15; Museum Image p.16; Artigianato Artistico Religioso p.90; Arte Festival p.91; GMF Pianeta p.92; Architettura minimalista p.93; Imago Shop & Fair p.94; D’Artigianato tra Arte e Design p.95; Aracne, Fonderia Artistica Bortoletti, Laboratorio Italiano, Vetreria F.lli Pitau, Italvetrine III cop.; Macef IV cop. IMPAGINAZIONE Il Quadratino s.a.s., Milano FOTOLITO Fotoprocess, Milano stampa E CONFEZIONE SATE s.r.l., Zingonia - Verdellino (BG) CONCESSIONARIA PER LA PUBBLICITÀ MIRCO s.r.l., Via Italo Calvino, 19 01030 Vitorchiano (VT) Call center 899.200070 - mirco1931@emil.it Tel. 0761.371773 - Fax 0761.371951 Tel. 0942.628926 - Fax 0942.623770 Edizioni Imago International s.r.l. Corso Indipendenza 6 - 20129 Milano Tel. 02.70009474/02.70009480 - Fax 02.71092112 Distribuzione Italia - EDICOLA italian press s.r.l., Via Falcone s.n.c. Località Bariana - 20024 Garbagnate Milanese (MI) Tel. 02.9944991 - Fax 02.994499227 Distribuzione Estero A.I.E., Via Manzoni, 12 - 20089 Rozzano (MI) Tel. 02.5753911 - Fax 02.57512606 Abbonamenti Italia 4 Numeri + speciali € 24,00 annuale; € 44,00 biennale. Numeri arretrati € 8,00 Abbonamenti ESTERO 4 Numeri + speciali € 37,00 annuale; € 70,00 biennale. Numeri arretrati € 11,00 © 2004 Edizioni IMAGO INTERNATIONAL s.r.l. Tutti i diritti riservati. Riproduzione dei testi e delle foto solamente previo consenso scritto dell’Editore.

Editoriale Editorial LE  ARTI  APPLICATE  IN  ITALIA THE  APPLIED  ARTS  NOWADAYS IN  ITALY di Ugo La Pietra Storia History VITTORIO  ZECCHIN di Carla Sonego Iniziative Initiatives UN  NETWORK AL  SERVIZIO dEL  MADE  IN  ITALY A  NETwork at the service of the made in italy di Eva Bozzi ARTIGIANARTE  IN  GIAPPONE ARTIGIANARTE  IN  JAPAN di Sergia Mozzo progetto acta Acta project di Giuseppe De Biasi Musei Museums Le arti a berlino the arts in berlin di Gian Carlo Bojani Mostre Exhibitions bianco e blu white and blue di Viviana Siviero Gioielli. collezioni etnografiche subalpine jewels. sub-alpine ethnographic collections di Adriano Gatti tabula rara di Isabella Taddeo Rivalutazione del comparto ceramico Revaluation of the ceramic sector di Florinda Gaudio Progetti e territori Awards and contexts il legno di saluzzo the woodworks of saluzzo di Elena Arrò Ceriani Autori Authors isabella bertocco di Adriano Gatti paola paronetto e letizia maggio di Osvaldo Valdi Fiere e Saloni Fairs and shows macef milano 2004 di Gaetano Franzò VII BIENNALE arresojas di Federico Gatti ARTE FESTIVAL  DEL  LIBRO  D’ARTE di Fernando Murilo Moro museum iMAGE  E  MUSEUM  STUDIO di Antonio Viviani 59 a MIA mostra dell’arredamentO di Felice Bonalumi Rubriche Columns MATERIALI E TECNICHE: LA LAVORAZIONE DEL TERRAZZO  ALLA  VENEZIANA di Paolo Coretti AREE REGIONALI omogenee SEGNALAZIONI CALENDARIO degli eventi Indirizzi Addresses

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COMITATO D’ONORE

COMItato TECNICO E CORRISPONDENTI PER LE AREE ARTIGIANE

MINISTERO INDUSTRIA  COMMERCIO E ARTIGIANATO Antonio Marzano (Ministro Attività Produttive) CASARTIGIANI Giacomo Basso (Presidente) Nicola Molfese (Direttore Generale) C.L.A.A.I. Franco Prinzivalli (Vicepresidente vicario) Marco Accornero (Segretario nazionale) C.N.A. Ivan Malavasi (Presidente) Giancarlo Sangalli (Segretario generale) Giovanni Morigi (Pres. Settore Artig. Art.) Walter Ferracci (Segr. Settore Artig. Art.) CONFARTIGIANATO Luciano Petracchi (Presidente) Guido Bolaffi (Segretario Generale) Raffaele Masprone (Resp. Artigianato Artistico) Federazione Nazionale Artigianato Artistico Lamberto Mancinelli e Antonio Parrucca

Gilda Cefariello Grosso Luciano Marziano Maria Luciana Buseghin

Cofanetto in ceramica di Ugo La Pietra, realizzato da Ceranima (Sesto Fiorentino), 2002; Museo Internazionale delle Arti Applicate, Torino.

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Alabastro di Volterra Irene Taddei Bronzo del veronese Gian Maria Colognese Ceramica campana Eduardo Alamaro Ceramica di Albisola Roberto Costantino Viviana Siviero Ceramica di Caltagirone Francesco Judica Ceramica di Castelli Vincenzo Di Giosaffatte Ceramica di Deruta Nello Zenoni Ceramica di Grottaglie Ciro Masella Ceramica di Laveno Marcello Morandini

Ceramica di Nove Katia Brugnolo Ceramica di Palermo Rosario Rotondo Ceramica di Vietri Sul Mare Massimo Bignardi Ceramica faentina Tiziano Dalpozzo Ceramica piemontese Luisa Perlo Ceramica sestese Stefano Follesa Ceramica umbra Nello Teodori Cotto di Impruneta Stefano Follesa Cristallo di Colle Val d’Elsa Angelo Minisci Ferro della Basilicata Valerio Giambersio Ferro di Asolo Stefano Bordignon Gioiello di Vicenza Maria Rosaria Palma

Intarsio di Sorrento Alessandro Fiorentino Legno di Cantù Aurelio Porro Legno di Saluzzo Elena Arrò Ceriani Legno della Val d’Aosta Franco Balan Marmo di Carrara Antonello Pelliccia Marmi e pietre del trapanese Enzo Fiammetta Marmo del veronese Vincenzo Pavan Mosaico di Monreale Anna Capra Mosaico di Ravenna Gianni Morelli Mosaico di Spilimbergo Paolo Coretti Oro di Valenza Lia Lenti Peperino Giorgio Blanco

Pietra di Apricena Domenico Potenza Pietra di Fontanarosa Mario Pagliaro Pietra di Lavagna Alfredo Gioventù Pietra lavica Vincenzo Fiammetta Pietra leccese Luigi De Luca Pietra Serena Gilberto Corretti Pizzo di Cantù Aurelio Porro Tessuto di Como Roberto De Paolis Travertino romano Claudio Giudici Vetro di Altare Mariateresa Chirico Vetro di Empoli Stefania Viti Vetro di Murano Marino Barovier Federica Marangoni


editoriale di Ugo La Pietra

Le Arti Applicate oggi in Italia

Sono passati 10 anni da quando organizzai quattro giorni

di seminari sulle Arti Applicate alla Triennale di Milano. Fatto ad Arte era il titolo degli incontri che si sono succeduti in quella che era stata la più importante struttura culturale dedicata all’area progettuale, che passò alla storia come Arte Decorativa. Da allora ho più volte cercato di sensibilizzare questa prestigiosa struttura e molte altre, nella speranza di iniziare un’attività costruttiva e continuativa per esplorare questa nostra particolare realtà culturale e progettuale, purtroppo senza risultato. Per gli uomini di cultura parlare di oggetti vuol dire declassare le strutture museali e culturali al livello delle fiere! Spesso mi sono sentito dire che: “C’è già il Macef che si occupa di queste cose!”. Così la struttura ufficiale continua a liquidare questo settore e quando dimostra una certa attenzione, ecco che si rivolge al passato. Proprio come, da sempre, nelle nostre città è possibile imbattersi in negozi di modernariato dove appaiono in bella vista oggetti di Gio Ponti, Ulrich, Mollino, ecc., così ogni tanto vengono organizzate mostre storiche. Mostre che sembrano ricordarci i bei tempi perduti, a dimostrazione che oggi il nostro Artigianato Artistico da tempo non è più capace di fare cultura e tutt’al più può essere materiale per le fiere: sagre paesane portate a livello urbano per la quantità dei partecipanti (espositori e pubblico) e quindi importanti solo per il volume di affari che producono; luoghi considerati dalla massa, dove viene spesso commercializzato il “cattivo gusto”! Da tempo in Italia esiste la Biennale di Arte, di Architettura, della Musica e Spettacolo, del Cinema. Nessun amministratore, politico o istituzione ritiene

interessante o possibile un progetto che veda rinascere la Biennale delle Arti Decorative o Arti Applicate. Qualche intellettuale negli ultimi tempi ha cercato di proporre un simile progetto, senza risultato. E intanto dalle varie aree artigiane (da Cantù a Bovolone, da Volterra a Saluzzo) si alza alto il grido di disperazione per il progressivo degrado e abbandono di quelli che fino a poco tempo fa erano territori dove l’oggetto d’arte era considerato un valore. Ma non si può far crescere un simile settore produttivo occupandosi solo di “vendere”. Il mobile di Cantù è ancora famoso in tutto il mondo anche se sono stati chiusi i migliori laboratori, ma occorre ricordare che la fama era cresciuta negli anni ’50 con l’attività di ricerca culturale (premi, rassegne, la Permanente, ecc.), che architetti come Zanuso, De Carli, Ico Parisi svilupparono proprio in quel territorio con entusiasmo e passione. Oggi dove sono i ricercatori? Dove possiamo trovare un terreno per confrontare le varie esperienze, farle crescere e dare all’oggetto quel valore aggiunto di cui ha bisogno per essere portatore di qualità e di cultura? Dobbiamo continuare a vedere mostre storiche e riempirci di languida nostalgia o possiamo pensare a ciò che può essere la nostra esperienza contemporanea, tale da poterci inserire e confrontare a pieno diritto a livello internazionale? Basta valicare le Alpi per trovare in tutta Europa musei di Arte Applicata, Istituzioni, Gallerie, collezionismo, mercato, artigiani/artisti con quotazioni al pari, o quasi, di artisti del sistema dell’Arte. Intanto continuo a bussare alla porta della Triennale per riuscire a fare almeno ogni 10 anni un seminario sul “Fatto ad Arte”!

The Applied Arts nowadays in Italy

Ten years have gone by since I organized four days of seminars about the Applied Arts at the Triennial of Milan. Fatto ad Arte (Skilfully Made) was the title of the meetings hold in what had been the most important cultural structure dedicated to the project sector, which was referred to as Decorative Art. Since then I have tried several times, without succeeding, to make this and many other structures more aware of the situation, hoping to start a continuative activity whose aim is to explore this particular cultural and project reality. For the men of culture to talk of objects means to declass the museum and cultural organization to the level of fairs! I have often been told: “Macef is already attending to these matters!”. Therefore, the official structure, when showing a certain attention to this sector, turns to the past: as always in our cities there have been modern object shops where items by Gio Ponti, Ulrich, Mollino etc. are exposed, so from time to time are organized historical exhibitions, which seem to bring us back to the good old times, proving that today craftsmanship can be only matter for fairs: country festivals taken into urban settings, therefore important for the possible business volume, places where the “bad taste” is often commercialized! In Italy there has been for a long time the Biennial Exhibition of Art, of Architecture, of Music and Show, of Cinema, but no manager, politician or institution considers interesting a

project about the Biennial of the Decorative Arts or Applied Arts, and in vain of lately there has been an attempt at proposing a similar project. Meanwhile from the several Italian artisan areas people protest for the progressive decline and disrepair of those territories where once the art object was valuable.Certainly there is no possibility of making such a productive sector grow devoting oneself only to “selling”. The furniture of Cantù is still famous worldwide though the best workshops have been closed, anyway its fame grew in the Fifties with the cultural research activity architects like Zanuso, De Carli, Ico Parisi developed precisely in that land. Where are the researchers nowadays? Where is it possible to confront the various experiences, make them grow and give the item that added value needed for making it bearer of quality and culture? Will we continue to see with nostalgia exhibitions or are we allowed to take into account our contemporary experience so as to be able to join in and confront one another on an international level? All around Europe there are museums of Applied Arts, Institutions, Galleries, collection of objects, market, craftsmen/artists quoted almost or on the same level as artists of the art system. Meanwhile, I will continue to knock on the Triennal’s door in order to succeed and organize, at least every ten years, a seminar about the “Skilfully Made”!

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INIZIATIVE di Eva Bozzi

La forza di un network al servizio del Made in Italy L’artigianato artistico e agro-alimentare italiano selezionato da un comitato tecnico-scientifico dal 23 giugno è in vetrina sul sito www.regalitalia.it ideato e fortemente voluto da Confartigianato

Www.regalitalia è un progetto

promosso da Confartigianato, co-finanziato dal Ministero delle Attività Produttive nell’ambito dell'Accordo di settore sottoscritto alla fine del 2002, che intende avvicinare sia l’utente-consumatore italiano ed europeo all’artigianato italiano di qualità, che le imprese artigiane a un nuovo modo di fare immagine e di stimolare la promozione e il commercio estero. L’iniziativa ha preso il via, ed è stata presentata, il 23/6 a Roma, presso la Sede Confederale, dal presidente di Confartigianato Luciano Petracchi e dal viceministro alle Attività produttive On. Adolfo Urso. Durante il suo intervento il viceministro ha sottolineato l’importanza di regalitalia come “nuovo strumento per favorire l’internazionalizzazione delle imprese artigiane che esprimono l’eccellenza del made in Italy nel mondo”. “Regalitalia – ha aggiunto –

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rappresenta un’opportunità soprattutto per le imprese del Mezzogiorno, che così raggiungeranno più facilmente nuovi mercati, e per quelle aziende

interessate a settori, magari di nicchia, ma pur sempre di dimensione mondiale, che solo il web può offrire”. Obiettivo primario del progetto è la creazione di un e-market place


- una vetrina virtuale di prodotti e oggetti artigiani di alta qualità bilingue (italiano, inglese) che garantisca visibilità alle imprese artigiane, che costituiscono un mercato formato da migliaia di aziende, dando soprattutto alle aree meno raggiungibili d’Italia la possibilità di presentarsi a un bacino di utenza internazionale. Ogni prodotto che compare in vetrina viene presentato con un’immagine e la relativa scheda esplicativa, che segnala materiali, tecnica di esecuzione e dati dell’artigiano realizzatore. Per garantire la miglior selezione possibile dei prodotti da “esporre” nelle vetrine del sito è stato istituito un Comitato tecnico-scientifico cui partecipano a rotazione specialisti del settore ed esperti provenienti dalle associazioni territoriali di Confartigianato. Il progetto, in particolare, intende guidare le imprese verso una modernizzazione che permetta loro di aumentare il giro d’affari e consentire al Sistema Italia di promuovere le tipicità territoriali, vera attrazione per il consumatore straniero. Per ottenere questi risultati è necessario indirizzare le imprese, attraverso un periodo di affiancamento-formazione, verso una cultura d’impresa che si apra al commercio internazionale, sostenendole, per le differenti categorie merceologiche, nella progettazione e realizzazione sia di prodotti adatti a una vetrina virtuale come quella del portale www. regalitalia.it, sia di un sito d’impresa raggiungibile, attraverso www. regalitalia.it, dal consumatore

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Nelle quattro pagine: forme di artigianato artistico e alimentare italiano presenti nelle vetrine del sito www.regalitalia.it. In the four pages: forms of Italian artistic and alimentary craftsmanship available in the showcases of the site www.regalitalia.it.

e dall’operatore straniero. I criteri con cui il Comitato tecnico-scientifico seleziona le imprese e i prodotti del portale suddetto si rifanno ad alcuni “principi” che intendono esaltare le qualità del’artigianato italiano, presentandone al consumatorenavigatore “il bello, il buono, l’autentico”. Le molte vetrine presenti nel sito si ispirano all’idea di regalo, quindi al meglio che si possa desiderare per sé e per gli altri e anche all’obiettivo di rappresentare al pubblico internazionale il gusto, lo stile e le tradizioni per cui l’Italia è famosa nel mondo. Anche se non esistono confini di settore o di materia, ogni proposta dovrà tener conto di alcuni elementi, quali il valore estetico, l’elevata presenza di manualità, l’elevata componente innovativa e inventiva nella forma, nel decoro e nell’utilizzo dei materiali, l’unicità o singolarità del prodotto, i riferimenti a tecniche esecutive tradizionali, l’elevato rapporto tra progettazione, esecuzione e resa visiva ecc. In particolare, per il settore agro-alimentare la scelta dei prodotti sarà orientata verso quelli tipici e tradizionali, mentre per la vetrina “Scelti per voi” si darà preferenza a pezzi unici o di piccola serialità e ad opere realizzate con materiali innovativi; Regalitalia ha in progetto di inserire in questa vetrina anche uno spazio riservato ai “giovani emergenti”. Seguendo queste indicazioni è possibile creare le vetrine virtuali di un grande “negozio” Italia, diverso dai negozi specializzati monotematici

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o dai negozi generici. Va anche detto che se le modalità di scelta dei prodotti sono molto importanti per una buona resa visiva complessiva sul web, altrettanto lo è la qualità tecnica delle immagini pubblicate. Inoltre, il portale Regalitalia, con le sue funzionalità, è in grado di offrire alle imprese servizi in alcuni settori: e-Commerce, che facilita gli accessi dei consumatori ai singoli siti degli espositori; informazione specialistica e di consulenza, con dati basilari sul commercio

internazionale, brevi notizie sui paesi, rimandi a siti specializzati, modalità di trasporto e Incoterms, contrattualistica di base per l’export. Infine, verranno realizzate periodicamente delle rassegne tematiche on line su particolari eventi, quali mostre internazionali di settore, festività, rassegne di imprese emergenti, collettive di giovani creatori e saranno promosse le maggiori opportunità e Fiere dell’artigianato in Italia, fisiche e virtuali.


The strength of a network at the service of the Made in Italy The Italian artistic craftsmanship and the agri-food sectorselected by a technical-scientific committee since 23rd June is on show on the site www.regalitalia.it conceived and strongly wanted by Confartigianato

Www.regalitalia.it is a project promoted by Confartigianato, co-financed by the Ministry of the Productive Activities whose purpose is to lead both the Italian and European user-consumer to know better the quality Italian craftsmanship and the artisan enterprises to build up a look in a new way and to stimulate the foreign commerce together with its promotion. Major aim of the project is the creation of an e-market place – a virtual showcase of high quality artisan products and items – bilingual (Italian, English) guaranteeing visibility to a market made up of thousands of artisan enterprises, allowing above all the Italian areas less easily reachable to show themselves to international users. Every product which appears on the showcase is introduced with an image and the relative explanatory card, with materials, carrying out technique and data of the craftsman who made it. In order to ensure the best possible selection of the products to “expose” in the site’s showcases has been created a technical-scientific Committee in which the sector’s specialists participate. In particular the project’s aim is to lead the companies towards a modernization enabling them to increase the turnover, directing them, by means of a collaborationtraining period, to a business culture open to the international commerce, supporting them in designing and carrying out both products right for a virtual showcase and a business site reachable with www.regalitalia.it by the consumer and the foreign operator. The criteria for selecting the companies and the products of the above-mentioned portal are based on some “principles” which exalt the qualities of the Italian craftsmanship, getting inspiration from the idea of gift

and also from the aim of representing the taste, style and traditions for which Italy is famous worldwide. Every proposal will have to take into account elements such as the aesthetical value, the high presence of manuality, the innovative and inventive component in the shape, decoration and utilization of the materials, the uniqueness of the product, the reference to traditional carrying out techniques etc. Specifically for the agri-food sector

typical and traditional products will be chosen, whereas for the showcase “Chosen for you” unique examples or reproduced in small series and works carried out with innovative materials will be preferred; Regalitalia is planning also a space for the “emergent youths”. Following these indications it is thus possible to create the virtual showcases of a big Italy “shop”, different from the monothematic specialized shops or from the generic shops.

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INIZIATIVe di Sergia Mozzo

Artigianarte in Giappone

All’interno dell’area dedicata ai maestri artigiani lombardi presso la Gallery of Kyoto Traditional Arts & Crafts il nuovo progetto di MIA-Ente Mostre di Monza e Brianza “Italia - Design & artigianato d’arte 2004-2005” presenta l’artigianato della Provincia Autonoma di Trento

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al mese di giugno 2004 e fino alla fine del 2005, nella nuova Gallery of Kyoto Traditional Arts & Crafts, grazie al progetto promosso dalla Direzione Generale Artigianato della Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, realizzato da MIA-Ente Mostre di Monza e Brianza e TASKTraditional Arts School of Kyoto, gli artigiani-artisti lombardi possono avere una vetrina di prestigio all’interno del mercato giapponese. L’obiettivo è quello di dare continuità alle azioni fin qui svolte in questa area che hanno portato nuove opportunità commerciali per le imprese artigiane. Per i giapponesi il “cuore” della loro nazione è l’antica capitale Kyoto, città che rappresenta al meglio lo spirito e le tradizioni dell’intera nazione. L’artigianato della Prefettura di Kyoto ha una storia più che millenaria, che avvicina la Regione di Kyoto e la Lombardia, la regione italiana con il miglior artigianato d’arte presente sui mercati internazionali. All’interno della Gallery of Kyoto Traditional Arts & Crafts, un’area sarà dedicata ai maestri artigiani lombardi con le loro produzioni di ceramica, legno, tessuto, argento, metallo, vetro, pietra, ecc. e si prevede l’invio dei prodotti di due o tre artigiani ogni sei settimane, per la durata di cinque settimane espositive. Per dare continuità a tutti i progetti promossi dagli Enti lombardi preposti, il progetto sarà realizzato con la partecipazioni delle Associazioni di categoria e con il marchio Artigianarte,

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che la MIA da anni è impegnato a divulgare nel mondo per sottolineare il valore storico, culturale e commerciale dell’oggetto nell’artigianato d’arte. A tal fine è stato creato il sito www. kyoto-artigianarte.com, dove si possono trovare le notizie inerenti al progetto e le informazioni di tutte le aziende partecipanti con i pezzi esposti. Nell’ambito del progetto di interscambio culturale-tecnico-economico tra Giappone e Italia, recentemente e in occasione di eventi diversi quali Italia/Giappone FuoriSalone 2003, MIA-Mostra dell’arredamento 2002, MIA Primavera 2002, Mostra dell’Abitare 2003, Abitare e Benessere 2004, Bolzano Salus 2004, si è avuta la partecipazione di maestri artigiani della Regione di Kinki in Italia. Ora, nel nuovo centro espositivo di Kyoto, inaugurato nel giugno

di quest’anno con una mostra dedicata all’Artigianato d’arte lombardo, saranno presenti mostre tematiche dedicate al design e all’artigianato d’arte delle Regioni italiane con il coinvolgimento anche di Provincie e Consorzi di settore. Il titolo di questo grande evento è “Italia - Design e artigianato d’arte 2004 -2005”, organizzato e coordinato anch’esso dagli stessi Enti alla Gallery of Kyoto Traditional Arts & Crafts, centro espositivo di alto livello, dove è possibile vedere: le migliori opere dei maestri artigiani della Prefettura di Kyoto; mostre dedicate all’artigianato della Regione di Kinki; una selezione delle migliori opere dei giovani artigiani di TASK Traditional Art School of Kyoto; una selezione delle opere dei maestri lombardi del complemento d’arredo che si alternano ogni sei settimane;


Nella due pagine: oggetti di artigianato artistico trentino presenti in mostra alla Gallery of Kyoto Traditional Arts & Crafts.

In the two pages: items of artistic craftsmanship from Trento area present on show at the Gallery of Kyoto Traditional Arts & Crafts.

mostre di artigianato giapponese e internazionale (a invito). La prima mostra, all’interno di “ITALIA Design e artigianato d’Arte”, è della Provincia Autonoma di Trento e ha come titolo: “I giovani parlano di design e di artigianato locale – Opere dei maestri artigiani e progetti di artigianato”. Promossa dagli Istituti delle Arti “A. Vittoria” e “F. A. Bomporti” di Trento con gli Assessorati alla Cultura e all’Artigianato della Provincia Autonoma di Trento e il Consorzio Artigianato Artistico e di Qualità Trentino, è nata nel segno del design e della creatività ed è un’occasione di scambio di progettualità artigiane tra una cultura specifica come quella trentina e l’esperienza millenaria giapponese.

Artigianarte in Japan

Since the month of June 2004 till the end of 2005, in the new Gallery of Kyoto Traditional Arts & Crafts, thanks to the project promoted by the Craftsmanship Head Office of the Lombardy Region and Lombardy Unioncamere, carried out by MIA-Exhibitions Board of Monza and Brianza and TASK – Traditional Arts School of Kyoto, the Lombard craftsmen-artists can have a prestigious showcase inside the Japanese market which has so far provided the artisan enterprises with new commercial opportunities. To the Japanese people the “heart” of their nation is the ancient capital Kyoto, which represents the temperament and the traditions of the whole nation. The craftsmanship of the Prefecture of Kyoto has a very old history, which bring nearer Region of Kyoto and Lombardy, the Italian region with the best artistic craftsmanship present on the international markets.

Inside the Gallery of Kyoto Traditional Arts & Crafts an area will be dedicated to the Lombard artisan masters with their ceramic, wood, fabric, silver, metal, glass, stone, etc. production and is planned the sending of two or three craftsmen’s products every six weeks throughout a five week exposition. The project will be realized with the brand Artigianarte, which MIA for years has been engaged to divulge all over the world for underlining the historical, cultural and commercial value of the object within the artistic craftsmanship. For this purpose has been created the site www.kyotoartigianarte.com where can be found the news concerning the project and the information about all the firms participating with the exposed pieces. In the project of cultural-technicaleconomic exchange between Japan and Italy, recently and on the occasion of different events, participated artisan masters from the Kinki Region in Italy. Now, in the new expositive centre

of Kyoto, inaugurated this year with an exhibition dedicated to the Lombard artistic craftsmanship there will be thematic exhibitions dedicated to design and the artistic craftsmanship of the Italian regions. The title of this great event is “Italy – Design and artistic craftsmanship 2004-2005” also this organized and coordinated by the Gallery of Kyoto Traditional Arts & Crafts. The first exhibition, within “Italy – Design and artistic craftsmanship”, is of the Autonomous Province of Trento and has as title “The young talk of design and local craftsmanship – Works of the artisan masters and craftsmanship’s projects”. Promoted by the Trento Institutes of Arts “A. Vittoria” and “F.A. Bomporti”, it was born following the dictates of design and creativity and it is an occasion of exchange of artisan projectuality between a specific culture like Trento’s and the millennial Japanese experience.

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INIZIATIVE di Giuseppe De Biasi

Progetto ACTA

L’interessante convegno di Firenze “I marchi di tutela aiutano l’export dell’artigianato artistico italiano” e le prossime mostre di Oristano, Assemini e Lodi confermano l’intenso programma di attività in corso

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n dibattito interessante e ricco di spunti di riflessione quello tenutosi a Firenze il 28 aprile all’interno di ART 2004. Organizzato da “Artex” e inserito all’interno del Progetto ACTA - articolato programma finanziato dal Ministero delle Attività Produttive e gestito dall'Agenzia Polo Ceramico di Faenza -il convegno ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, economisti ed autorevoli espertidel settore, tutti d’accordo che il deprezzamento del dollaro rispetto all’euro ha creato non poche difficoltà all’export italiano ed in particolare alle produzioni dove la manodopera è un costo preminente, come nel settore dell’artigianato artistico.Claudio Zanetti, vicepresidente nazionale dell’Associazione Ceramica di Confartigianato, ha sottolineato come “la provenienza di queste produzioni e la valorizzazione dei marchi di origine rappresentano

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un valore aggiunto ed una necessaria difesa nei confronti delle imitazioni”, mentre Walter Ferracci, segretario nazionale ASNAART-CNA, ha ribadito “il forte legame culturale e sociale tra le aree di provenienza ed i prodotti dell’artigianato artistico e l’importanza dei marchi come strumenti di marketing delle produzioni italiane”. Inoltre, da un’indagine condotta da Artex sull’artigianato toscano è emerso - come ha sottolineato il direttore Alessandro Ricceri - che “la Toscana è nell’immaginario collettivo degli americani un luogo d’arte, cultura e bellezze paesaggistiche e architettoniche. Questa percezione positiva potrebbe essere un traino per i prodotti dell’artigianato artistico, ma negli Stati Uniti il nome del produttore italiano scompare e sugli oggetti viene applicato il marchio del distributore locale”. Proprio per questo Stefano Collina - Presidente dell’Associazione Italiana Città della Ceramica ha posto l’accento sull’importanza

culturale e di garanzia del marchio “Ceramica Artistica & Tradizionale” che identifica l’eccellenza e la tipicità della cultura artigianale ceramica italiana, del suo radicamento con il territorio, con gli stili e la storia di ognuno dei 33 Comuni di antica tradizione raccolti nella AICC, mentre Gian Nicola Babini - Responsabile del progetto ACTA e Consigliere Delegato dell’Agenzia Polo Ceramico di Faenza ha voluto sottolineare l’importanza del progetto ACTA “per la massiccia campagna di informazione e di promozione del marchio CAT sulle principali testate nazionali e regionali e per lo sviluppo dell’innovazione del settore in un’ottica di rilancio del comparto sul mercato italiano ed estero, attraverso la rete di 13 Centri di Promozione per l’Artigianato ceramico (CPA) dislocati sull’intero territorio nazionale, nei quali opereranno i 26 tutor d’impresa che garantiranno agli artigiani un costante supporto per l'innovazione,


Nella pagina a fronte: ceramiche esposte in mostra a “Art 2004”. In the front page: ceramic items exposed in the show “Art 2004”.

All’interno di “L’Autunno è di Lodi” Info: 0371.409291 (Comune di Lodi) Oristano Ceramiche d’Italia Mostra di rappresentanza dell’AICC 3 - 25 luglio 2004 Tre settimane di esposizioni storiche, archeologiche e di dimostrazioni artigianali dedicate alla tradizione ceramica di Oristano, fra cui segnaliamo questa mostra – curata dall’Associazione Italiana Città della Ceramica e inserita all’interno del progetto ACTA finanziato dal Ministero delle Attività Produttive – che raccoglie un centinaio di pregevoli manufatti ceramici provenienti dai 33 comuni che possono fregiarsi del marchio Ceramica Artistica & Tradizionale, segno che identifica e tutela la produzione d.o.c.g. dell’arte ceramica nazionale. Il tornio di via Figoli Palazzo Arquer, Via Lamarmora Ingresso gratuito. Info: 0783.791210 Orari 10.00-13.00/15.00-19.00

i servizi e la formazione”. Assemini (CA) Ceramiche d’Italia Mostra di rappresentanza dell’AICC 28 luglio - 10 settembre 2004 Da Oristano ad Assemini. I due capoluoghi della ceramica artistica sarda si passano il testimone della mostra di rappresentanza dell’Associazione Italiana Città della Ceramica, inserita all’interno del progetto ACTA, finanziato da Ministero delle Attività Produttive. Un’occasione in più per i tanti turisti presenti nell’isola per ammirare e apprezzare l’arte ceramica espressa dai 33 Comuni che possono apporre alle proprie opere il marchio d.o.c.g. della Ceramica Artistica & Tradizionale, segno inequivocabile di tradizione artigianale e tipicità produttiva. Ex Municipio Centro Storico, Piazza San Pietro

In questa pagina, da sinistra: ceramiche tipiche di Oristano, Assemini e Lodi. In this page, from the left: ceramic items typical of Oristano, Assemini and Lodi.

Ingresso gratuito. Info: 070.949251 Orari: 10.00-13.00/15.00-19.00 Lodi Mostra di rappresentanza dell’AICC 25 settembre - 17 ottobre 2004 Anche quest'anno il Comune di Lodi organizza “L'Autunno è di Lodi”, una serie di manifestazioni volte al rilancio economico di attività artigianali tradizionali, oltre che commerciali, per promuovere gli aspetti artistici o tipici del territorio, e creare richiamo e interesse, in chiave turistica, verso la città. La maggior parte delle iniziative si terranno in Piazza Castello. Punti di forza dell’evento la valorizzazione della tradizione ceramista, ed in particolare della ceramica “Vecchia Lodi”, dell’artigianato nelle sue molteplici forme espressive, dell’associazionismo artistico e della tradizione gastronomica con la promozione di prodotti tipici.

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In questa pagina: particolari di tre vetrine della mostra tenutasi a Firenze ad Art 2004; locandina della mostra di Oristano. In this page: details of three showcases of the exhibition held in Florence at Art 2004; poster of the Oristano exhibition.

ACTA Project

The interesting meeting “The protection marks help the export of the Italian artistic craftsmanship” held in Florence and the next exhibitions of Oristano, Assemini and Lodi confirm the intense programme of the ongoing activities In Florence on 28th April, within ART 2004, was held a meeting full of ideas organized by “Artex” and included into the ACTA Project, programme financed by the Ministry of the Productive Activities and run by the Ceramic Centre Agency of Faenza, attended by institutional representations, economists and sector experts, who agreed on the importance of the mark Artistic & Traditional Ceramic which identifies the excellence and uniqueness of the Italian artisan ceramic culture, of its rooting into the territory, into the styles and the history of each of the 33 Municipalities of ancient tradition gathered in AICC. Oristano, “Ceramics of Italy” 3rd-25th July 2004 The exhibition organized by the Ceramic Towns Italian Association is part of the three weeks of historical and archaeological exposition and of artisan demonstrations dedicated to the ceramic tradition of Oristano, with about one hundred hand-manufactured items coming from the 33 Municipalities which can put the d.o.c.g. mark of the Artistic & Traditional Ceramic to their works.

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Assemini (CA), “Ceramics of Italy” 28th July – 10th September 2004 From Oristano to Assemini: the two principal towns of the Sardinian artistic ceramic pass each other the baton of the representation exhibition of the Ceramic Towns Italian Association incorporated into the ACTA project. An opportunity for tourists to admire and appreciate the ceramic art expressed by the 33 Municipalities which can put the d.o.c.g. mark of the Artistic & Traditional Ceramic to their works.

Lodi, “Autumn belongs to Lodi” 25th September – 17th October 2004 Also this year the Municipality of Lodi promotes “Autumn belongs to Lodi”, a series of events for the revival of traditional and commercial artisan activities, exploiting the artistic and typical aspects of the territory, and creating appeal and touristic interest in the “Old Lodi” traditional ceramics, the craftsmanship in its many expressions, the artistic associationism and the gastronomic tradition.


MUSEI di Gian Carlo Bojani

C

urioso destino quello dell’originario Museo delle Arti Decorative di Berlino, ora chiamato per diversa funzione “Martin-Gropius-Bau”, dal nome dell’architetto che ne progettò la costruzione nel 1881. Esso pare riflettere la situazione generale europea di una eclisse delle arti decorative, ma in realtà non è da vedersi in modo così negativo. Quel solido e un po’ tetro edificio, collocato peraltro a fianco di atroci rimembranze naziste, dalle linee neorinascimentali con paramento in laterizio rosso scuro, incastonato di mosaici e bassorilievi raffiguranti le allegorie delle Arti maggiori e delle Arti minori, è ora destinato a mostre di arte contemporanea. L’interno a loggiati e ad ambienti percorribili quasi senza soluzione di continuità, appare oggi molto adatto a performances, a installazioni, sperimentazioni. Esso è risultato assai felice per l’esibizione che vi ho visto di recente dedicata alle macchine artigianali-tecnologiche di Fabrizio Plessi, inquietanti nelle loro moli incombenti, sommerse nel buio con improvvisi squarci e bagliori di luci,

Le arti a Berlino

Una sempre maggiore attenzione alle arti decorative ispira e rinnova l’intensa attività dei musei berlinesi di arte contemporanea

stranianti nei loro sommessi rumori di operatività fabbrili. La manualità artigianale e la programmazione video-informatica vi trovavano un singolare connubio, assai efficace. Dunque, non tutto è perduto dell’antica sede rimasta, delle sue finalità originarie: mentre le arti decorative e industriali trovano ora posto poco lontano, nel funzionale, ra zionalistico“Kunstgewerbemuseum im Tiergarten”, quasi l’Acropoli berlinese delle arti, costruito tra il 1978 e il 1985. Vi ho visto, nello scorso mese di febbraio, una bella mostra di design scandinavo con percorso avviato nel segno delle “Lezioni americane” di Italo Calvino e intitolata “Scandinavian Design beyond the Mith”. Una prestigiosa sede storica, lo Schloss Kopenick, presenterà già da quest’anno raccolte di pregiato arredo, parte integrante delle sue collezioni. Non sempre, dunque, si perde a cambiare pelle, involucro, guscio: collocarsi altrove può rappresentare, ed è di fatto, oltre che una metafora del rinnovamento, una realtà che ci proviene da Berlino in modo molto vitale ed esemplare.

Martin-Gropiuus Bau, ex Museo Arti Decorative.

The arts in Berlin

The destiny of the former Museum of Decorative Arts of Berlin, named for a different function “Martin-Gropius Bau” (after the architect who designed it in 1881), echoes the European situation of eclipse of the decorative arts, but it is not quite negative. The neo-Renaissance building is now place of contemporary art exhibitions. The inside seams fit for events like the recent one about the artisan-technological machineries by Fabrizio Plessi, big-sized, overwhelmed with dark, with glares of lights and noises, in a union of artisan manuality and video-informatic programming: not everything is lost of the initial purposes of the centre. The decorative as well as the industrial arts have their right place in “Kunstgewerbemuseum im Tiergarten”, where in February was held an exhibition called “Scandinavian Design beyond the Mith”. Schloss Kopenich, a prestigious historical seat, will present this year some furniture from its collections. So, sometimes it is worth to change skin: to settle down elsewhere can be both a metaphor of the change and a reality that in this case comes from Berlin in a commendable way.

Kunstegewerbemuseum im Tiergarten, Museo Arti Decorative.

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MOSTRE di Viviana Siviero

G

razie ad una produzione che dura ininterrottamente da cinque secoli, le Albisole e parte di Savona hanno ricevuto il titolo di città di antica tradizione ceramica. Questa piccola, rinomata porzione di Liguria è nota, a livello mondiale, grazie all’attività delle sue manifatture: le maioliche prodotte a partire dal XVI secolo si sono evolute nel tempo, attualizzando le loro caratteristiche, finendo per coincidere con l’identità locale. Le Albisole e il territorio circostante possono essere considerate un museo diffuso: a partire dall’esempio “pubblico” più eclatante costituito dalla Passeggiata degli Artisti ad Albisola Marina, antologia di un periodo basilare, gli anni ’60, fino alla moltitudine di pannellature, rivestimenti e decorazioni, firmate De Salvo, Sabatelli, Porcù, Salino, ecc., visibili passeggiando fra le vie cittadine. La Regione Liguria e la Provincia di Savona – in collaborazione con vari comuni ed enti – hanno deciso di organizzare un grande evento in onore della vera “vocazione” della nostra terra: la ceramica. “Bianco Blu. Cinque secoli di grande ceramica in Liguria” è il titolo dell’esposizione che si snoda fra Savona, Albissola Superiore, Vado Ligure e Albissola Marina (la sezione “Introduzione al Bianco Blu” allestita al Palazzo Ducale di Genova, è stazione di presentazione e invito alla mostra). La storia del Savonese, fin dai tempi antichi, oscilla fra quotidianità e arte; l’esposizione mira a ricostruire l’identità provinciale attraverso la ricostruzione per manufatti delle vicende della storia, dalle origini agli sviluppi novecenteschi. In mostra più di 300 esemplari,

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Bianco e blu

La storia della ceramica savonese nella mostra “Bianco Blu. Cinque secoli di grande ceramica in Liguria” un evento speciale tra quotidianità e arte a Savona, Albissola Superiore, Vado Ligure e Albissola Marina


Nella pagina a fronte: “Figura femminile” di Lucio Fontana, terracotta smaltata, oro al terzo fuoco, h. cm. 26, 1951. In the front page: “Female figure” by Lucio Fontana, glazed terracotta, gold at the third firing, height cm 26, 1951. In questa pagina, dall’alto: piatto reale, maiolica, ø cm. 44, XVII secolo; piatto di Antonio Sabatelli, maiolica, ø cm. 40, 1960 ca. In this page, from the top: royal plate, majolica, ø cm 44, seventeenth century; plate by Antonio Sabatelli, majolica, ø cm 40, about 1960.

selezionati fra importanti collezioni pubbliche ed inedite raccolte private. Veri e propri tesori dislocati nelle varie sedi secondo un ordine cronologico e tipologico. Savona Palazzo del Commissario, Complesso Monumentale del Priamàr “La grande tradizione della ceramica ligure. I secoli dal XVI al XVIII” Il blu, steso sul fondo bianco o azzurrognolo (smalto berrettino) della maiolica, è il colore che caratterizza la produzione ceramica ligure a partire dal XVI secolo. La fortuna di questa produzione è dovuta principalmente a due fattori: una grande funzionalità (il minerale di cobalto, macinato per ottenere il blu, resisteva bene alle alte temperature ed era economico) unita alla raffinatezza del decoro di ispirazione orientale (il “bottino” dei tanti viaggi dei naviganti liguri, che avevano riportato ceramiche ottomane e porcellane cinesi decorate in bianco-blu). I ceramisti locali si scoprirono bravi imitatori ed entrarono con le loro produzioni nel mercato internazionale, divenendo fra le manifatture più qualificate d’Europa. Sono di questo periodo le girali e le decorazioni dette a cinque fiori di derivazione iznik. Il pubblico cui era destinata la produzione del ’600, che risente della grande pittura genovese, era costituito dalla ricca aristocrazia, come documentato dai tanti esemplari di oggetti “da parata”, produzione che si sviluppa parallelamente ad un’altra, legata alla storia della medicina e dei suoi rimedi. Le decorazioni

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più “alla moda” sono il calligrafico naturalistico, quelle derivanti da esempi persiani e lo stile detto “ad animali risparmiati” con cervi, capre e cavalli che emergono a risparmio dal fondo bianco. Coerentemente allo sviluppo dei fasti genovesi anche la narrazione si complica, finchè la superficie del manufatto non viene completamente occupata da complesse scene mitologiche storiche o religiose. Nel corso del settecento infine, il blu perderà il suo ruolo di protagonista e agli stili orientaleggianti si aggiungeranno quelli di derivazione francese, maggiormente consoni all’estetica “rococò”. Completano la sezione una decina di dipinti di scuola genovese del ’600 in cui si ritrovano manufatti ceramici riprodotti. Albisola Superiore Museo Manlio Trucco “Tra ’800 e ’900. Artefici e manifatture” Visibili in quella che fu la casa del ceramista Manlio Trucco, una serie di prodotti che hanno il pregio di aver rivitalizzato il mercato ceramico, entrato in crisi alla fine del XVIII secolo. Il periodo

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è caratterizzato dalla produzione di stoviglie “a buon mercato” (la più diffusa è quella nota come taches noires, seguita dalla terraglia nera e dalla ceramica “gialla e nera”) che incontrano grande fortuna anche nei ceti più elevati, fino ad essere esportate in varie parti del mondo (dal sud della Francia all’America), ispirando a loro volta produzioni locali. Il ’900 segna il ritorno alla maiolica con i prodotti dei Piccone e dei Poggi prima e quelli della nota fornace dei F.lli Folco poi. Nel 1903 Bepi Mazzotti fonda l’omonima casa, cui seguono, negli anni ’20, l’Alba Docilia di Mario Gambetta, la Casa dell’Arte di Angelo e Giulio Barile e la Fenice di Manlio Trucco. Quasi tutti i ceramisti si confrontano con lo stile “antica Savona”, scoprendosi bravi imitatori e contraffacendo addirittura le marche. Vado Ligure Villa Groppallo “L’esperienza della manifattura Rèvol” Nel 1897 il francese Gustavo Rèvol fonda una fabbrica a Vado Ligure, rilevata nel 1901 dalla Richard Ginori. Per la prima volta viene esposta al pubblico la produzione della fabbrica (chiusa nel 1913):

zuppiere, stoviglie, veilleuse e servizi per la tavola delle bambole, con il tipico decoro a fiorellini raccolti in festoni e ramoscelli blu eseguiti a tamponatura sul fondo. Albissola Marina Villa Faraggiana “I grandi artisti del Novecento” Nell’affascinante cornice di Villa Faraggiana vengono presentati quei manufatti realizzati dai grandi artisti internazionali, giunti per sperimentare la fama tecnica dei ceramisti albisolesi, coniugando il piacere del lavoro nei “forni aperti” (messi a disposizione degli artisti) agli svaghi offerti dalla cittadina balneare, nel pieno della sua fioritura turistica. I momenti fondamentali di quest’epoca sono due: gli anni ’30 del secondo futurismo grazie alla presenza carismatica di Marinetti e gli anni ’60, in cui Albissola – come afferma Crispolti nel catalogo – vive una delle congiunture più feconde nella vicenda della ceramica italiana ed europea del XX secolo. Il blu della tradizione permane quale libera scelta creativa per artisti come Lucio Fontana che, con altri, nel 1954, partecipa agli importantisimi “Incontri Internazionali di Ceramica”


Nella pagina a fronte: tazzina con piattino, terraglia, h. tazzina cm. 5,5, ø piattino cm. 13,5, XIX secolo. In the front page: small cup with saucer, pottery, height of the small cup cm 5,5, ø saucer cm 13,5, nineteenth century. In questa pagina, dall’alto: bricco con coperchio, grès, h. cm. 24; vaso da elettuari, maiolica, h. cm. 30, 1666. In this page, from the top: Jug with lid, grès, height cm 24; jug for electuaries, majolica, height cm 30, 1666.

ad Albissola Marina, organizzati dal Mouvement Internationale pour une Bauhaus Imaginiste fondata da Jorn, che si concretizzano in una mostra curata da Tullio Mazzotti d’Albissola. Fondamentale citare – oltre ai piatti di Fontana – i cavalli mediterranei di Aligi Sassu, le rivisitazioni ironiche di Antonio Sabatelli, l’opera plastica di Luigi Broggini, ma soprattutto le produzioni di Emanuele Luzzati, forse l’artista che ha utilizzato con maggior frequenza il colore dell’antica tradizione. “Bianco Blu. Cinque secoli di grande ceramica in Liguria” 12/5-15/8/2004 a cura di Cecilia Chilosi Sedi della mostra Palazzo del Commissario, Fortezza del Priamar (C.so Mazzini, Savona); Museo della Ceramica “Manlio Trucco” (C. so Ferrari 193, Albisola Superiore); Museo di Villa Groppallo (via Aurelia 72, Vado Ligure); Villa Faraggiana (Via Salomoni 117, Albissola Marina); Palazzo Ducale, Liguria Spazio Aperto (P.zza Matteotti, Genova). Info e visite guidate (www.provincia.sv.it) Segreteria, tel. 019.822700 - 335.7891710 Didattica (alla scoperta del Bianco Blu) Percorso didattico multimediale con giochi e racconti per bambini e ragazzi (Provincia di Savona. www.provincia.sv.it-retemuseale). Il percorso è attivo da ogni sede di mostra con postazioni video-collegate al sito provinciale. Pinacoteca Civica di Savona (P.zza Chabrol 1), “Le forme e i loro contenuti. La collezione ceramica della Pinacoteca”, ogni sabato mattina (o. 10-13) fino al 31 luglio. Laboratorio a cura dello staff didattico della Pinacoteca. Villa Groppallo: prestazione didattica a cura dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri Catalogo Skira

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White and Blue

The history of the ceramics of the Province of Savona in the exhibition “White Blue. Five centuries of great ceramics in Liguria”, a special event between everyday life and art at Vado Ligure, Savona, Albisola Superiore and Albissola Marina Thanks to a production which has lasted for five centuries, both Albisola Superiore and Albissola Marina and part of Savona have received the title of town of ancient ceramic tradition. This corner of Liguria is known worldwide thanks to its factories: the majolica wares produced since the sixteenth century evolved till coinciding with the local identity. The two Albisola and the surrounding territory are almost an extended museum, with the “public” example represented by the Walk of the Artists at Albisola Marina, anthology of the 60s, and by the panel sets, coverings and decorations, signed by De Salvo, Sabatelli, Porcù, Salino etc. visible along the town streets. In honour of ceramics, true “vocation” of our land, the Region Liguria and the Province of Savona have organized “White Blue. Five centuries of great ceramics in Liguria”, exposition which unwinds between Vado Ligure, Savona, Albisola Superiore and Albissola Marina (at the Ducal Palace of Genoa, place of presentation, there is the section “Introduction to the White Blue”). The history of the Province of Savona for centuries has alternated between everyday life and art: the exhibition aims at reconstructing the identity through the manufactured articles of its history, from the beginning to the twentieth century. On show in the several branches more than 300 specimens, chosen among public and unknown private collections. Savona Palace of the Superintendent Monumental block of the Priamàr “The great tradition of the Ligurian ceramics. The centuries from the sixteenth to the eighteenth” The blue colour, spread out on the white or bluish background

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of majolica, has characterized he Ligurian ceramics since the sixteenth century. The success of the production is due to the great functionality (the cobalt blue, grinded to obtain the blue, stood up well to high temperatures and was cheap) and to the refinement of the oriental-inspired decoration (the Ligurian seamen brought white-blue painted Ottoman ceramic wares and Chinese porcelain wares). Of this period are the ornamental volutes reproducing painted vegetable stylized elements typical of the Roman or Renaissance art and the decorations called “five flowered” of iznik origin. The production of the seventeenth century, intended for the rich aristocracy as documented by the “parade” articles, develops next to that connected to medicine and its remedies. The decorations are the naturalistic calligraphic, those coming from Persian examples and the style named “at spared animals”, with quadrupeds emerging “spared”, i.e. not painted, from the white background. Along with the development of the Genoese pomp the manufactured article comes to be quite painted up by complex mythological, historical or religious scenes. During the eighteenth century, at last, the blue colour and the oriental-inspired styles leave room to those of French origin, similar to “rococo”. Complete the section about ten paintings, of the seventeenth century Genoese school, where ceramic manufactured articles are reproduced. Albisola Superiore Manlio Trucco Museum “Between the nineteenth and twentieth century. Authors and factories” In the house once belonging to the ceramist Manlio Trucco are exposed products which have given new sap to the ceramic market, suffering a crisis since the end of the eighteenth century. The period is characterized by “inexpensive” crockery (the most well-known are the taches noires, the black pottery and the “yellow and black” earthenware) which meets great fortune also with the higher social classes and in different areas of the world, from Southern France to America, in their turn inspiring

the local productions. In the twentieth century majolica becomes trendy again with the products by Piccone, Poggi and the Folco Brothers. In 1903 Bepi Mazzotti founds the house of the same name; in the 20s follow Alba Docilia of Mario Gambetta, the House of Art of Angelo and Giulio Barile and Fenice of Manlio Trucco; almost all the ceramists, good imitators, abide by the style “ancient Savona”. Vado Ligure Villa Groppallo “The experience of the Révol factory” In 1897 the French Gustavo Révol sets up a factory at Vado Ligure, acquired by Richard Ginori in 1901 and closed in 1913, when for the first time the production is shown: crockery, veilleuse, dinner services for the dolls etc., with the typical small flowers gathered in blue festoons and twigs on the background. Albissola Marina Villa Faraggiana “The great artists of the twentieth century” At Villa Faraggiana are on show the manufactured articles made by great international artists, attracted by the Albissola ceramists’ famous technique. The 30s of the second futurism with Marinetti’s charismatic presence are fundamental and so are the 60s, when Albissola – as Crispolti writes in the catalogue – lives a very fruitful period for the Italian and European ceramics of the twentieth century. The traditional blue is chosen by artists such as Lucio Fontana, who in 1954 attends with others to the “Ceramics’ International Meetings” at Albissola Marina, organized by the “Mouvement International pour une Bauhaus Imaginiste” founded by Jorn, which give birth to an exhibition prepared by Tullio Mazzotti of Albissola. Besides the dishes by Fontana we have to mention the horses by Aligi Sassu, the reconsiderations by Antonio Sabatelli, the works by Luigi Broggini and the productions by Emanuele Luzzati, the artist who most has utilized the colour of the ancient tradition.


From the top, starting from the left: epergne, majolica, ø cm 33, second half of the seventeenth century; bottle, majolica by Sandro Cherchi, height cm 57, about 1990; epergne, majolica, ø cm 34, end of the seventeenth century, beginning of the eighteenth century; epergne, majolica, ø at the base cm 29, eighteenth century.

Sopra: sottocoppa (alzata), maiolica, ø cm. 33, seconda metà del XVII secolo. Sotto: sottocoppa (alzata), maiolica, ø cm 34, fine del XVII secolo, inizi del XVIII secolo.

Sopra: bottiglia, maiolica di Sandro Cherchi, h cm. 57, 1990 circa. Sotto: alzata, maiolica, ø base cm. 29, XVIII secolo.

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MOSTRE di Adriano Gatti

“Gioielli. Collezioni etnografiche subalpine”

Oltre 300 ornamenti popolari del XIX secolo sintesi di un lungo e laborioso percorso di ricerca in mostra nei comuni di Rivoli e Valenza

Costruire una nuova e realistica consapevolezza dell’importanza del nostro patrimonio culturale, rivedendo criticamente la storia di alcune collezioni etnografiche d’oreficeria subalpina del XIX secolo: è questo il messaggio che i curatori, Francesca Gandolfo e Lia Lenti, hanno voluto dare nel realizzare la mostra “Gioielli. Collezioni etnografiche subalpine”, con la partecipazione dei Comuni di Rivoli e Valenza. Sintesi di un laborioso percorso di ricerca durato due anni, la mostra ha offerto una selezione di oltre 300 ornamenti “popolari” provenienti dalle collezioni del Museo Civico d’Arte Antica di Torino (racc. Bosetti), dal Museo del Territorio di Biella (racc. Cucco), dal Museo Leone di Vercelli (racc. Leone e Borgogna), dall’Istituto Statale d’Arte di Firenze (racc. Bernardy), dal Museo Civico di Cuneo (acquisizione Milano), dalla Parrocchia di San Giacomo Maggiore di Campertogno (raccolta privata). Una novità in senso assoluto è rappresentata dalla collezione Bernardy, conservata dal 1964 presso l’Istituto Statale d’Arte di Firenze e finora inedita. Amy Allemand Bernardy (1889-1959), studiosa fiorentina di tradizioni popolari, volle lei stessa lasciare all’Istituto la sua raccolta etnografica, composta non solo da gioielli, ma anche da stampe, bambole in costume popolare, mobili, ceramiche, oggetti di paglia intrecciata, libri, lettere e fotografie. Nelle due edizioni della mostra si è potuto ammirare un repertorio scelto di monili definiti popolari, molti dei quali associati al costume tradizionale

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Nella pagina a fronte: argento e seta (spadini, ago con capocchie, fiocco rosso), bottega valsesiana, XIX secolo. In the front page: silver and silk (ornaments in the shape of small swords, needle with heads, red ribbon), shop of the Val Sesia area, XIX century.

In questa pagina, dall’alto: argento e seta dell’orafo Carlo Savini, XIX secolo; pettine a tre denti, argento dorato, pettine a cinque denti, argento, bottega vercellese, XIX secolo. In this page, from the top: silver and silk by the goldsmith Carlo Savini, XIX century; three-toothed comb, gold-plated silver, five-toothed comb, silver, shop of the Vercelli area, XIX century.

delle aree montane e pedemontane del territorio piemontese, raccolti da orafi e studiosi locali. Numerose sono le reticelle, gli spilloni da testa tremblant con tremolini e gli spilli di varie tipologie. Seguono diademi, forcine, croci, ciondoli, collane, anelli e orecchini, alcuni dei quali di pregevole fattura, che ci restituiscono immagini, a volte sovrapposte e non sempre chiaramente leggibili, del quadro produttivo all’interno del quale operavano le maestranze orafe locali.L’arco cronologico di riferimento dei materiali esposti è il XIX secolo, anche se non mancano eccezioni riferibili al ’600, al ’700 e agli inizi del ’900. Lo studio delle botteghe artigiane di produzione dei gioielli, dei meccanismi che hanno presieduto alla loro circolazione sotto forma di doni o tramite trasmissioni ereditarie, doti, vendite e acquisti effettuati anche all’estero a seguito di emigrazioni temporanee, ha evidenziato la pluralità di funzioni assunte dal gioiello nella fase di trapasso dalla civiltà agricola a quella industriale. Da indicatore della condizione civile e sociale, diventa bene rifugio, elemento di identità localistica, etnica e religiosa. Né bisogna trascurare gli aspetti magico-rituali e quelli puramente ornamentali, che hanno finito per prevalere e coinvolgere i vari strati sociali in un complesso processo competitivo fatto di prestiti, scambi e imitazioni, tanto da poter essere apprezzati ancora oggi, adattandosi alla sensibilità, al gusto e ai modelli di vita contemporanea, come già è successo per i monili “etnici” di importazione extraeuropea.

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“Jewels. Sub-alpine ethnographic collections”

Over 300 folk ornaments of the XIX century on exhibition in the Municipality of Rivoli and Valenza To build up a new and realistic awareness of the importance of our cultural heritage, reviewing critically the history of some ethnographic collections of sub-alpine jewellery of the XIX century: this is the message the two organizers, Francesca Gandolfo and Lia Lenti, wanted to transmit while preparing the exhibition “Jewels. Subalpine ethnographic collections”, with the participation of the Municipalities of Rivoli and Valenza. Synthesis of a research lasted two years, the exhibition presented over 300 “folk” ornaments coming from several public and private collections. An absolute novelty is the Bernardy collection, kept since 1964 at the State Art Institute of Florence and so far never shown. Amy Allemand Bernardy (1889-1959), a Florentine researcher of folk traditions, gave the Institute her ethnographic collection, made up of jewels, prints, dolls in folk costume, furniture, ceramic wares, weaved straw items, books, letters and photographs. In the two editions of the exhibition it was possible to admire a chosen inventory of jewels defined “folk”, many of which associated with the tradition of Piedmont’s mountain and pre-mountain areas, collected by goldsmiths and local researchers. Many are the hair-nets, the tremblant hair-brooches with tremblants and the pins, as well as diadems, hairpins, crosses, trinkets, necklaces, rings and earrings, which restore to us images of the productive situation in which the local skilled goldsmiths worked. The materials exposed belong to the XIX century, with some exception referring to the Seventeenth, Eighteenth and beginning of the Twentieth century. The study of the artisan shops producing both jewels and the mechanisms in charge of their circulation pointed out the different functions taken on by the jewel in the transit from the agricultural to the industrial civilization: from indicator of the civil and social condition it becomes

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a shelter-commodity, element of local, ethnic and religious identity. Also the magic-ritual aspects as well as those solely ornamental have to be taken into account, those which have prevailed, involving the several social strata in a process made of loans, exchanges and imitations, so much as to be appreciated still nowadays, adapting to the taste and models of the contemporary life, as it has already happened for the non-European “ethnic� jewels.

In questa pagina, dall’alto: Nella pagina a fronte, dall’alto: reticelle per capelli con pendenti, cercini ornamentali, bottega vercellese, bottega vercellese, XIX secolo, XIX secolo, argento filigrana e doratura; argento dorato, oro e ottone; ornamenti copricrocchia, cerchietti per capelli, bottega vercellese, XIX secolo, bottega vercellese, XIX secolo, argento e argento dorato. argento, argento dorato, paste vitree verdi. In the front page, from the top: In this page, from the top: circle-shaped hair ornaments with eight flowers, hair-nets with pendants, shop of the Vercelli area, XIX century, shop of the Vercelli area, XIX century, silver filigree and gold-plating; gold-plated silver, gold and brass; ornaments for covering chignons, hair-bands, shop of the Vercelli area, shop of the Vercelli area, XIX century, XIX century, silver, gold-plated silver and gold-plated silver. silver, green glassy pastes.

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MOSTRE di Isabella Taddeo

La “scenografia della tavola”

è sempre stata considerata un’arte degna di nota, lo dimostrano anche i numerosi trattati nei quali si fa riferimento alla magnificenza di alcuni banchetti organizzati in onore di importanti personalità o preparati in occasione di grandi festeggiamenti, nonché le eloquenti e particolareggiate descrizioni fatte da contemporanei che ci riportano ad antichi fasti e ci permettono di percepire meglio alcune abitudini e caratteristiche di un periodo storico. Molti artisti ed intellettuali di rilievo furono chiamati nel corso dei secoli presso le più importanti corti europee per studiare vere e proprie rappresentazioni legate al rito del “mangiare”, rito che esulava dall’essere semplice momento di nutrimento per il corpo perché diventava sia momento di piacere per i sensi sia vero e proprio godimento per lo spirito. Oltre che divertire e stupire, questi banchetti testimoniavano tutta la magnificenza e la grandezza del casato davanti agli ospiti e naturalmente non si badava a spese nemmeno nella scelta degli “organizzatori”: Leonardo da Vinci presso la corte degli Sforza si occupò della scenografia di alcuni ricevimenti come quello in occasione del matrimonio di Gian Galeazzo Sforza, ma anche Gianlorenzo Bernini e Andrea del Sarto diedero il loro contributo in occasioni analoghe. In un trattato del 1825 il magistrato e gastronomo Jean Anthelme Brillat-Savarin scrisse: “Invitare una persona è

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Tabula rara

Uno spettacolare allestimento di tavole arredate da artisti designers stilisti nello spazio Rossana Orlandi a Milano


Nella pagina a fronte, dall’alto: tavole arredate da Vanda Bucci Bernasconi; Lucio Del Pezzo. In the front page, from the top: tables prepared by Vanda Bucci Bernasconi; Lucio Del Pezzo.

In questa pagina, dall’alto: tavole arredate da Aura Cesari; Adelaide Astori; Stephan Janson; Rosita Missoni. In this page, from the top and from the left: tables prepared by Aura Cesari; Adelaide Astori; Stephan Janson; Rosita Missoni.

occuparsi della sua felicità durante tutto il tempo che essa passa sotto il nostro tetto”: questa raffinata riflessione ci ricorda quale debba essere l’obiettivo anche nella preparazione della tavola, considerata quale mezzo di comunicazione privilegiato per entrare in comunione con l’ospite. Oltre al cibo, anche gli oggetti svolgono un ruolo comunicativo ed evocativo ben determinato e riflettono un significato totale solo nel “gioco” della ritualità del mangiare: attraverso la loro disposizione possiamo trasmettere una serie infinita di stimoli

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In questa pagina, dall’alto: tavole arredate da Mavi Tonolli; Anna Maria Broglia. In this page, from the top: tables prepared by Mavi Tonolli; Anna Maria Broglia.

percettivi creando situazioni allegre, fantasiose, colorate o meno, intorno ad un tema piuttosto che ad un altro, osservando le regole base del nostro galateo o stravolgendole di proposito, sempre nella consapevolezza di ciò che vogliamo trasmettere attraverso questo momento, che è in realtà una cerimonia, un rito che si compie con determinati gesti. Le tavole medioevali cosparse di fiori con vivande dall’aspetto inusuale e sorprendente, i fasti del XV e XVI secolo, le tavole del ’700 con i preziosi vasellami d’argento non sono poi così lontani perché tutt’oggi questa ritualità continua ad essere oggetto di nuove ed interessanti indagini come quella proposta dallo Spazio Rossana Orlandi di Milano, dove si sono potuti ammirare in mostra 23 autori, provenienti dal mondo del design, dell’arte, della moda (Acerbi, Bernasconi, Broglia, Biffi, Cibic, Cesari, Del Pezzo, Gerini, Gini & Baker, Grassi & Fair, Janson, La Pietra, Longhi, Merati, Missoni, Moldenhauer, Mulas, Rossetti, Rusconi, Schezen & Bono, Tonolli, Camerana, Zanelli) che si sono confrontati sul tema proponendo altrettante tavole imbandite. Veramente notevole è stata la grande ricchezza e varietà di linguaggi: ogni tavola era un universo a sé in cui emergevano carattere e personalità dell’artefice e la propria personale concezione dello “stare a tavola”, attraverso la scelta accuratissima degli oggetti, a volte accessori puri e discreti per esaltare le vivande, altre volte protagonisti in un gioco di scambio di ruoli tra il piatto e il suo contenuto.

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Nella pagina a fronte, dall’alto: tavole arredate da Ugo La Pietra; Maria Mulas; Giulia e Mariella Merati. In the front page, from the top: tables prepared by Ugo La Pietra; Maria Mulas; Giulia and Mariella Merati.


Tabula rara

An impressive display of tables furnished by artists, designers, stylists at Spazio Rossana Orlandi, Milan The “scenography of the table” has always been considered an art and this is proved also by the fact that over the centuries very great artists called to work in the most important European courts studied real performances linked to the rite of “eating”, for demonstrating the greatness of the family name: among them Leonardo, for Gian Galeazzo Sforza’s wedding, Gianlorenzo Bernini and Andrea del Sarto. In a treatise dated 1825 the magistrate and gastronomist Brillat-Savarin wrote: “To invite a person is to take care of his or her happiness all the time he or she spends under our roof”: apart from food also the laying of the table is a way of getting on the same wavelength as the guest, through the arrangement of the items a series of perceptive stimuli are transmitted, creating cheerful, fanciful, coloured or not situations, abiding by the basic rules of our good manners or changing them radically on purpose. The medieval tables covered with flowers with unusually looking food or those of the Eighteenth century with precious silver wares are not so far from our way of thinking, after all: the rituality of the table is subject of investigations like that proposed by Spazio Rossana Orlandi, where 23 authors coming from the design, art and fashion domain challenged one another in an exhibition about the above-mentioned theme with as many sumptuously laid tables. The richness and variety of the styles were considerable: each table was a universe apart in which stood out the author’s temper and his or her personal idea for “behaving at table” through the accurate choice of the objects, sometimes only fittings to draw attention to the foods, other times protagonists, in a game of role exchanges between the plate and its contents.

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Mostre di Florinda Gaudio

Rivalutazione del comparto ceramico

Opere di tradizione e innovazione lombarde e italiane presentate a Lodi nell’evento “Terre di Ceramica” e forme e colori dei ceramisti della Provincia di Milano in esposizione a Osaka nella mostra “Milano e la ceramica” a cura di MIA-Ente Mostre di Monza e Brianza “Terre di ceramica” Opere di tradizione e innovazione lombarde e italiane Dal 24 settembre a Lodi una mostra dedicata alla promozione del “prodotto” e del “mondo” artigiano lombardo e italiano del settore della ceramica, mostra che nasce dalla volontà di valorizzare ancora una volta un patrimonio culturale artistico ed economico che permette di comunicare ai popoli tramite “il fare” oggetti di grande tradizione e design di alta capacità tecnico-artistica. Il progetto “Terre di ceramica” vuole essere una vetrina per promuovere dibattiti e confronti sulle ceramiche lombarde per incentivare la produzione territoriale e mantenere le origini artigianali. La mostra, promossa dalla Direzione Generale Artigianato della Regione Lombardia e da Unioncamere Lombardia, è realizzata da MIA-Ente Mostre di Monza e Brianza nell’ambito di “Lodi fa ceramica”. Non poteva esserci città più idonea di Lodi, prima città lombarda insignita del DOC ceramico, a ospitare la mostra. Infatti il Comune di Lodi, con Camera di Commercio, Provincia di Lodi e Confartigianato della Provincia di Lodi, nei mesi di settembre e ottobre realizzerà l’evento “Lodi fa ceramica”, costituito da mostre, convegni e iniziative. Presso la sala convegni Bipielle City di Lodi verrà presentato il progetto che prevede ben 4 mostre: “Le ceramiche dell’Associazione Italiana Città della ceramica”; “Omaggio alla ceramica doc di Lodi”; “Terre di ceramica tradizioni e innovazioni lombarde”; Opere del concorso nazionale 2004 “Lodi fa ceramica”.

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“Milano e la Ceramica” a Osaka Nel prossimo mese di ottobre i ceramisti milanesi saranno presenti a Osaka alla Japan Ceramic, la mostra più importante del Giappone per quanto riguarda la ceramica d’arte. L’area dedicata alla nazione ospite, nella scorsa edizione intitolata alla Francia, quest’anno presenterà l’Italia con una selezione di ceramisti della Provincia di Milano. Una presenza realizzata con il patrocinio della Camera di Commercio di Milano, da Ente Mostre di Monza e Brianza con il supporto della Fondazione per la promozione dell’arte e dell’artigianato tradizionale di Kyoto. La mostra, intitolata “Milano e la ceramica - Forme e colori dei ceramisti della Provincia di

Milano”, espone opere di venti ceramisti milanesi, selezionati in funzione delle tecniche e delle forme più significative e innovative, al fine di dare uno spaccato di quanto i laboratori artigianali di una grande metropoli possono essere in grado di esprimere. Gli obiettivi principali del progetto si possono riassumere in tre punti: valorizzare la tradizione ceramica artistica della Provincia di Milano all’estero; sostenere i ceramisti milanesi su mercati potenzialmente “forti” al fine di incentivare la produzione e trovare nuovi sbocchi commerciali; favorire l’interscambio di esperienze progettuali tra gli artigiani milanesi e quelli giapponesi. Alla fine della manifestazione la rassegna sarà ospite della Gallery of Kyoto Traditional Arts & Crafts, dove rimarrà ospite per circa un mese.


Nella due pagine: opere ceramiche di tradizione e d’innovazione presenti in mostra a Lodi (pagina a fronte e colonna di sinistra di questa pagina) e ad Osaka (colonna di destra di questa pagina). In the two pages: ceramic works of tradition and innovation on show in Lodi (front page and left column of this page) and in Osaka (right column of this page).

“Ceramic Lands” Works of Lombard and Italian tradition and innovation

Since 24th September in Lodi will be held an exhibition dedicated to the promotion of the Lombard and Italian craftsmanship of the ceramic sector, exhibition which develops from the will of exploiting still once an artistic and economic cultural heritage which allows the communication between peoples through “making” objects of great tradition and design of high technical-artistic skill. The project “Ceramic Lands” has the purpose to be a “showcase” for promoting debates and comparisons about the Lombard ceramics in order to boost the territorial production and keep the artisan origins. The exhibition is carried out by MIAExhibitions Board of Monza and Brianza within “Lodi is ceramic”. There could not be a most suitable town than Lodi, as first Lombard town upon which has been conferred the ceramic DOC, for holding the exhibition. In fact the Municipality of Lodi, with other Boards of the province, in the months of September and October will carry out the event “Lodi is ceramic”, represented by exhibitions, conventions and initiatives. On the premises of the convention hall Bipielle City of Lodi will be presented the project which has not less than 4 exhibitions planned: “Le ceramiche dell’Associazione Italiana Città della ceramica”; “Omaggio alla ceramica doc di Lodi”; “Terre di ceramica tradizioni e innovazioni lombarde”; Opere del concorso nazionale 2004 “Lodi fa ceramica”. “Milan and Ceramic” in Osaka In the next month of October the Milanese ceramists will be in Osaka at the Japan Ceramic, the most important Japanese exhibition as far as artistic ceramic is concerned. The area dedicated to the guest nation, in the past edition it was France,

this year will present Italy with a choice of ceramists from the Province of Milan. The exhibition, entitled “Milan and Ceramic - Shapes and Colours of the Ceramists of the Province of Milan”, shows works of twenty Milanese ceramists, chosen depending on the most significant techniques and shapes, in order to give a profile of what the artisan workshops of a big city may express. The main purposes of the project are three: exploiting the artistic ceramic tradition of the Province of Milan abroad; supporting the Milanese ceramists on the potentially “strong” markets in order to boost the production and find new commercial outlets; promoting the exchange of project experiences between the Milanese craftsmen and the Japanese ones. At the end of the event the exposition will be guest of the Gallery of Kyoto Traditional Arts&Crafts,

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PROGETTI E TERRITORI di Elena Arrò Ceriani

L

a tradizione dei mestieri artigiani scopre a Saluzzo un’autentica vocazione autonoma e imprenditoriale agli inizi del secolo scorso, grazie all’attività del faentino Amleto Bertoni (1875-1967) che crea i presupposti per il suo sviluppo manageriale. Le attività saluzzesi si specializzano nella raccolta antiquariale, nel restauro e nella “ricostruzione” del mobile in stile ed il laboratorio Bertoni si trasfoma, in breve tempo, in ciclo produttivo autosufficiente cui partecipano falegnami, ebanisti, doratori, laccatori e tappezzieri, consentendo al lavoro più complesso di essere interamente compiuto all’interno della bottega. L’attuale quadro delle imprese artigiane di lavorazione artistica, dedite esclusivamente alla doratura, laccatura, scultura, intarsi, non forma tuttavia un comparto omogeneo e forte sostenuto da un’idea comune ed organica di promozione di mercato. L’assenza di una “scuola saluzzese”, connotata da una precisa identità nei mestieri d’arte, rappresenta un problema non risolto e conferma la necessità, sempre più urgente, di porre un argine ad una caduta che investe non solo gli aspetti economici del settore, ma la sua tensione creativa. Ciò nonostante, varie strategie di sviluppo sono state promosse da parte dell’Ente Mostre e dall’amministrazione comunale per ridurre il divario tra la bottega artigiana e la scuola, tra il pubblico e i prodotti dell’arte e tra l’eccellenza della produzione e la capacità di rispondere alle complesse esigenze del mercato. Passi concreti in tale direzione sono state le esperienze di artigiani e di progettisti con

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Il legno di Saluzzo

Dall’antiquariato al restauro dalla ricostruzione del mobile in stile fino alle nuove proposte progettuali l’attività degli ebanisti del territorio di Saluzzo


Nella pagina a fronte, dall’alto: Saluzzo (CN), museo di Casa Cavassa, XV-XVI secolo, esempio di abitazione signorile del Marchesato; artigianato del legno a Saluzzo, intarsio secondo le tecniche tradizionali (foto P. Mussa). In the front page, from the top: Saluzzo (Province of Cuneo), museum of Casa Cavassa, XV-XVI century, example of an aristocratic house of the Marquisate; woodwork in Saluzzo inlay according to the traditional techniques (photograph P. Mussa).

“Abitare il Tempo” a Verona, “Progetti e Territori” mostre coordinate da Ugo La Pietra, dall’alto: A.A.V.V., capi d’opera realizzati dal Consorzio Artigiani del Legno - Cuneo, per la mostra “Piemonte” curata da Elena Arrò e Toni Cordero, 1993; R. Gabetti e A. Isola, letto, libreria e toilette “La stanza della memoria”, realizzato da Carena e Vigna per la mostra “Piemonte” curata da R. Gabetti e A. Oreglia d’Isola, 1992.

“Living the Time” in Verona, “Projects and Territories” exhibitions coordinated by Ugo La Pietra, from the top: A.A.V.V., work items realized by the Wood Craftsmen Consortium - Cuneo, for the exhibition “Piemonte”organized by Elena Arrò and Toni Cordero, 1993; R. Gabetti e A. Isola, bed, bookcase and toilette “The room of memory”, realized by Carena and Vigna for the exhibition “Piemonte” organized by R. Gabetti and A. Oreglia d’Isola, 1992.

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gli studenti e i docenti dell’Istituto d’Arte cittadino e l’Università di Architettura di Torino, attingendo al repertorio culturale dell’antico Marchesato. Non sono mancate inoltre iniziative tese a sviluppare confronti qualificati tra progettisti e artigiani realizzate per Progetti e territori a Verona in collaborazione con Ugo La Pietra. Le fucine di “Abitare il Tempo” a Verona e “Abitare con Arte” a Milano hanno sviluppato un complesso lavoro di rivitalizzazione dell’Artigianato Artistico, favorendo l’avvicinamento tra architetti-designers ed esecutorieredi di mestieri tradizionali. Gli architetti Gabetti e Isola, Arrò, Drocco, Deferrari, Jacomussi, Germak e Laurini, Isnardi, Luzi, Mamino hanno disegnato per le aziende produttrici del saluzzese “Mobili fra Amici”, presentando alle Giornate Internazionali dell’Arredo di Verona porte personalizzate, tavoli, cornici, contenitori, letti e carrelli. Quasi a voler simboleggiare come la provincia, per tanto tempo denigrata quale sede per eccellenza di mode conservatrici, legata più al passato che al presente ed al futuro, possa essere portatrice di nuovi linguaggi, la mostra allestita nel 1994 per “Abitare il Tempo” ha lanciato la sfida intellettuale di “Capi d’opera” in legno, ferro o vetro realizzati dalle aziende del saluzzese su progetto di giovani studenti dell’Istituto d’Arte cittadino e di designers provenienti da varie aree culturali italiane e straniere. Maturata nella mente dei curatori, Toni Cordero ed Elena Arrò, la mostra è una esaltazione della progettualità slegata dal valore d’uso degli oggetti ed unita alla creatività della mano dell’artigiano. Esaltando il contrasto “novità-tradizione” i pezzi ricercano gli archetipi del fare artigiano senza costringere la produzione nei limiti dell’utilità. Conessenza di Antonio Arrò, realizzata dall’Amleto Bertoni, è una scala senza tempo “liberata” da un tronco di noce: come una provocazione “dada”, una mano scende le scale, movimentando e dando sonorità all’opera. Anche in assenza di confronti

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“Abitare il Tempo” a Verona, “Progetti e Territori”, mostre coordinate da Ugo La Pietra: di Elena Arrò, mobile “Stipo” realizzato da Mobilarte per la mostra “Piemonte” curata da R. Gabetti e A. Oreglia d’Isola. “Living the Time” in Verona, “Projects and Territories”, exhibitions coordinated by Ugo La Pietra: by Elena Arrò, forniture “Stipo” realized by Mobilarte for the exhibition “Piemonte” organized by R. Gabetti and A. Oreglia d’Isola.


Mostra-concorso “L’oggetto neoeclettico”, “Abitare il Tempo”, Verona: di Elena Arrò, mobile multiuso prodotto da Mobilarte in materiali tradizionali, legno di ciliegio massello e ghisa bocciardata. Exhibition-competition “The neo-eclectic Object”, “Living the Time”, Verona: by Elena Arrò, multi-use furniture produced by Mobilarte with traditional material, solid cherry-wood and bush-hammered cast iron.

con il mercato, la sperimentazione oltre la routine, oltre la ripetitività del lavoro e dei suoi vincoli, ha contribuito a destabilizzare i ruoli degli operatori producendo alchimie, nuclei di idee, campi di applicazione inediti. Se talvolta il narcisismo di alcuni progetti, anziché rivitalizzare l’artigianato, lo ha soffocato e stancato con la produzione di oggetti inutili, fuori mercato, scoraggianti per l’estrema difficoltà di esecuzione, il perbenismo di un pensiero artigiano ostile alle novità è stato scosso, facendo affiorare un autentico bisogno di progettualità oltre il “maquillage” dell’oggetto, individuando nuove nicchie di produzione. Testimoni muti di un’antica diffidenza artigiana al cambiamento - mobili in essenze pregiate, volute ed arditi accostamenti di materiali - affollano gli archivi di molti studi di designers e sembrano invocare un silenzio del “gesto” progettuale a favore di un “non gesto” che lasci affiorare la memoria (il progetto, come un fiume carsico, ogni tanto dovrebbe scomparire...): tuttavia la vera scommessa sul futuro dell’artigianato passa attraverso la creatività, l’instancabile e sapiente rilettura del “genius loci” attraverso un efficace sistema di trasmissione del sapere manuale. Spesso lo sforzo organizzativo di scuole e di corsi di formazione professionale incentra i programmi in vista di professioni genericamente legate al design o alla gestione amministrativa d’azienda, perché più vicine alle aspirazioni dei giovani, eludendo il vero problema dell’artigianato, legato all’acquisizione

The Woodworks of Saluzzo

From antique-trade to restoration from the furniture re-construction according to the modes of past styles till the new project proposals the activity of the cabinet-makers of Saluzzo’s territory.

degli strumenti del fare, attraverso una conoscenza delle tecniche e dei materiali, che affini nelle nuove leve la capacità di cogliere ed interpretare il messaggio provocatorio dell’architetto e del designer, proiettando verso il futuro una professione che possa essere riferimento di scuola e di laboratorio.

The tradition of the artisan trades discovers in Saluzzo an independent and entrepreneurial vocation at the beginning of the last century with the activity of Amleto Bertoni (18751967) from Faenza, who creates the basis for a managerial development. Saluzzo’s activities specialize in the antiques’ collection, the restoration and the furniture “reconstruction” according to the modes of past styles, and Bertoni workshop becomes a self-sufficient productive cycle with carpenters, cabinet-makers, gilders, lacquerers and upholsterers, allowing to carry out in the same shop also more complex work. However the current picture of the artisan enterprises dealing with artistic gilding, lacquering, sculpture, inlay doesn’t make up a homogeneous sector supported by a common and organic idea of market promotion. Notwithstanding the fact that the lack of a “Saluzzo’s school”, characterized by a precise identity in the art trades, confirms the need to stem a fall involving both the sector’s economical aspects and its creative tension, several development strategies have been promoted by the Exhibition Organization and the municipal administration for reducing the difference between artisan workshop and school, between the public and the art products and between excellence of production and ability of coming up to the market needs, encouraging the craftsmen’s and designers’ experiences with the students and the teachers of the town Art Institute and the Architecture Faculty of Turin.

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Other initiatives have developed qualified and positive confrontations between designers and craftsmen, realized for Progetti e territori (Projects and Territories) in Verona in collaboration with Ugo La Pietra. The “forges” of “Abitare il Tempo” (Living the Time) in Verona and “Abitare con Arte” (Living with Art) in Milan have meant to revitalize the Artistic Craftsmanship, drawing together architects-designers and makers-heirs of traditional trades. Architects Gabetti and Isola, Arrò, Drocco, Deferrari, Jacomussi, Germak and Laurini, Isnardi, Luzi, Mamino designed for the producing firms of the Saluzzo area “Furniture among Friends”, showing at the International Days of the Interior Decoration of Verona personalized doors, tables, frames, containers, beds and trolleys. Demonstrating that the province, denigrated as place of conservative manners, can be bearer of new languages, the exhibition set up in 1994 for “Abitare il Tempo” launched the challenge of wooden, iron and glass “Work Articles” produced by the Saluzzo’s firms based on the project of some students from the town Art Institute and of designers coming from cultural areas both Italian and foreign. The exhibition, organized by Toni Cordero and Elena Arrò, emphasizes the artisan projectuality and creativity not connected with the items’ utilization value. “Conessenza” of Antonio Arrò, realized by Amleto Bertoni, is a timeless ladder “set free” from a walnut trunk; the experimentation besides routine, and the work repetitiveness, has contributed to destabilize the operators’ roles producing alchemies, nucleuses of ideas, application fields so far unexplored. If the narcissism of some projects has suffocated craftsmanship with the production of out of the market items, the respectability of a craftsmanship hostile to novelties has been stirred, setting free a real need of the object’s projectuality. Witnesses of an ancient artisan diffidence to changes – furniture made from precious essences, volutes and daring combinations of materials – crowd the archives of many designers’ offices and seem to invoke the silence of the project “action” in favour of a “not-action” with the purpose of letting the recollection appear, anyway the true bet on the craftsmanship’s future passes through the creativity, the steady

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revising of the “genius loci” through a transmission system of the manual knowledge. Schools and training courses often organize the programs in view of lines of work generically connected with design or business management, closer to the young people’s ambitions, thus eluding craftsmanship’s true problem, which has to do with the acquirement of the creation instruments through the knowledge of the techniques and of the materials, launching towards the future a profession which might be reference of school and workshop.

“Abitare il Tempo” a Verona, “Progetti e Territori” mostre coordinate da Ugo La Pietra: Mahel-Mamino, “Tavolo con tante gambe”, realizzato da Bressano per la mostra “Piemonte”, curata da R. Gabetti e A. Oreglia d’Isola, 1992. “Living the Time” in Verona, “Projects and Territories” exhibitions coordinated by Ugo La Pietra: Mahel-Mamino, “Table with many legs” realized by Bressano for the exhibition “Piemonte” organized by R. Gabetti and A. Oreglia d’Isola, 1992.


“Abitare il Tempo” a Verona, “Progetti e Territori” mostre coordinate da Ugo La Pietra, dall’alto: opera di Emanuela Oddenino realizzata da Dalmasso Cucine per la mostra “Piemonte”, curata da Elena Arrò e Toni Cordero, 1993; di De Ferrari, Jacomussi, Germak, Laurini, “Mobile quadro”, realizzato da Mobilarte per la mostra “Piemonte”, curata da R. Gabetti e A. Oreglia d’Isola, 1992. “Living the Time” in Verona, “Projects and Territories” exhibitions coordinated by Ugo La Pietra, from the top: work by Emanuela Oddenino realized by Dalmasso cucine for the exhibition “Piemonte”, organized by Elena Arrò and Toni Cordero, 1993; by De Ferrari, Jacumussi, Germak, Laurini, “Picture Forniture”, realized by Mobilarte for the exhibition “Piemonte”, organized by R. Gabetti and A. Oreglia d’Isola, 1992.

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AUTORI di Adriano Gatti (Foto di Francesco Smania)

I

vetri di Isabella Bertocco sono forme elementari all’interno delle quali l’artista costruisce mondi complessi e ricchi di suggestioni. Vetro, pasta di vetro, vetri composti sapientemente in fusioni che raccontano tanti microcosmi all’interno dei quali sono visibili segni che ci rimandano a cieli notturni, marine, paesaggi e, superando la figurazione, si spingono verso un’astrazione lirica fatta di storie, pensieri, stati d’animo. Tracce che segnano la forma, la caricano di significati e la complicano attraverso le trasparenze, i colori, le rugosità, le textures. Nei suoi vetri, Isabella Bertocco dimostra la sua passione per la cultura del fare (consegue il diploma di Maestro d’Arte e la maturità d’Arte Applicata) unita alla sua capacità di pensiero e di progettazione (frequenta gli studi umanistici presso l’Università degli Studi di Padova e lavora per molti anni come designer e art director nel settore della comunicazione visiva). Inoltre, la sua passione per la sperimentazione fa sì che l’interesse verso il materiale vetro venga arricchito attraverso esperienze in corsi e stages di artisti di fama internazionale utilizzando la tecnica di “glass fusing”. La tecnica utilizzata, pur essendo particolarmente lunga per i tempi di realizzazione, difficile e costosa per il tipo di vetro e materiali impiegati, la rende indipendente dalla fornace e, soprattutto, le permette di essere non solo ideatrice, ma anche esecutrice dei suoi progetti. Così, attraverso la continua pratica, la Bertocco racconta una natura tutta sua, imprigionata all’interno di forme archetipiche da cui nascono oggetti

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Isabella Bertocco

Nelle sue creazioni in vetro policromo fuso traspare l’indomabile passione per l’arte e il personale lavoro di ricerca e sperimentazione


Nella pagina a fronte, dall’alto: “Lettera d’amore”, cm 15x47, 2004; “Lettera d’amore”, ø cm 42, 2003; “Ginger”, ø cm. 43, 2003; In questa pagina, dall’alto: “Pesce”, cm 15x47, 2003; “Verdementa”, ø cm 42, 2004; “Strappo”, ø cm 40, 2003.

preziosi pieni di fascino misterioso. I vetri e i segni che li attraversano, sovrapponendosi e creando campiture in continuo movimento, sono il risultato facilmente intuibile di una prolungata attività pittorica che la Bertocco, in un linguaggio tendenzialmente astratto, ripropone nel vetro, aggiungendo luce e trasparenza. Il risultato sono vetri che possono essere letti come oggetti ma che portano con sé tutta la virtualità dell’opera d’arte. L’artista, che da tempo si è fatta conoscere in varie mostre personali e collettive in Italia e all’estero, dimostra nelle sue opere la grande passione per il colore, per i forti contrasti. Della propria ricerca scrive lei stessa: “La forma che prediligo è quella circolare o quadrata, in quanto il mio principale interesse è di intervenire con il colore su una superficie su cui far vivere vibrazioni di luce. Preferisco l’utilizzo di forme circolari per le proprietà simboliche riconosciute al cerchio (perfezione, omogeneità, eternità e spiritualità) che, pur essendo la più semplice delle forme, è anche la più ricca di significati e relazioni con l’essere umano, la vita, il tempo, il divino. Talvolta recupero l’archetipo della forma artigianale e dò alle mie opere la forma di una semplice ciotola. Su forme primarie sovrappongo, con fusioni multiple di vetro, strutture trasparenti, colori opalescenti, linee in movimento, elementi d’oro o platino, ma l’attenzione è soprattutto focalizzata sull’uso del colore, selezionato sempre per l’emozione che evoca

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sulla superficie del vetro stesso, resa in maniera da accrescere l’impressione che l’opera sia un contenitore di significati e di spirito”. Isabella Bertocco crede nell’opera capace di dare emozioni e lavora nel mondo dell’arte e dell’arte applicata nella definizione del pezzo unico, irripetibile: dimostrazione della ricerca nella diversità in opposizione alla serialità. Tutte le sue opere infatti sono pezzi unici. Dal 2003 ha iniziato a lavorare sul tema Lettere d’amore, sia su tele di grandi dimensioni che sul vetro e tiene a sottolineare che in tali lavori ciò che l’appassiona è l’importanza della comunicazione, delle parole, della scrittura attraverso messaggi di pace e d’amore contrapposta a tutto ciò che ci circonda oggi. Le sue Lettere d’amore sono opere positive, dove i colori sono in prevalenza blu e azzurri teneri e sfumati e l’importanza del messaggio d’amore è sottolineata dall’inserimento della scrittura dorata. Una scrittura non scrittura; delle parole c’è solo la traccia, un segno grafico, quasi un motivo decorativo incorporato al vetro, sigillato per l’eternità, trasparente, dorato, presente. Così nelle mostre le sue opere sono immediatamente riconoscibili e il suo linguaggio sempre apprezzato; non a caso negli ultimi anni diverse mostre e manifestazioni internazionali la vedono presente e in continua attività. Dal marzo 2001 partecipa al progetto culturale “La via del Vetro”, mostra itinerante nei Musei Nazionali delle principali città del Libano, Siria, Egitto, Turchia e India e delle capitali europee Atene, Amsterdam, Zagabria, Rjeka, Lubiana, Albona. Su invito dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, ha tenuto lo scorso autunno una personale, “Fragile”, e prima ancora era presente a “Mutevoli trasparenze”, dove i curatori hanno inserito le sue opere tra quelle di 11 artisti del vetro di fama internazionale. Col nuovo spazio espositivo “Art and glass”, aperto a Padova nel dicembre 2003 con mostra permanente delle sue opere, l’artista conferma

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Isabella Bertocco

so that the work of art may be a container of spiritual meanings. The artist believes in the work able to stir emotions and works for the definition of the unrepeatable piece, looking for diversity as opposed to seriality: all her works in fact The glass articles by Isabella Bertocco are unique examples. Since 2003 are elementary forms inside she has been working about the theme which the artist pieces together complex “Love letters”, on big-sized canvas and charming worlds: glass, glass paste, and on glass; she has conceived a passion different kinds of glass composed for the word and writing communication in fusing relating of many microcosms through peace and love messages in which recall night skies, seascapes, landscapes and approach a lyricism made opposition to all what surrounds us today. The “Love letters” are positive of stories, thoughts, moods. Traces works where the colours which mark the form, charge it with meanings and complicate it through are mainly blue and tender and shaded sky-blues and the love message is given transparencies, colours, wrinkledness, inserting the golden writing: however texture. In her glass items Isabella Bertocco shows her passion for the action of the words there is only a graphic sign, almost a glass-incorporated decorative together with the ability of thinking motif. As a result in the exhibitions and planning, which develop from her works are immediately recognizable the studies and activity as designer and for this reason her language and art director in the visual is always appreciated; it is not just communication sector. Her passion a mere chance that in the last years for glass grows deeper during courses with her works she has joined in several and training periods given by famous artists, utilizing the technique of “glass fusing” which, though long-lasting, difficult and expensive for the employed materials, allows her both to conceive and carry out the projects. Thus, in her valuable objects Mrs. Bertocco tells about a nature whose forms are archetypal; the glass and the signs crossing them are the result of a long-standing pictorial activity Mrs. Bertocco, in a fundamentally abstract language, reproposes in glass, adding light and transparency. The consequences are glass items which can be read as objects but endowed with the virtuality of the work of art. The artist has developed a passionate liking for colour and the strong contrasts and her favourite shapes are the square and the circle for its symbolic features (perfection, homogeneity, eternity and spirituality), the circle being the simplest shape but also the richest with meanings and associations with man, life, God. She sometimes reprocesses artisan archetypes, giving her works basic outlines while laying on them transparent structures, opalescent colours, moving lines, but her attention is to colour for the emotion it brings to mind and to the glass surface In her polychrome fused glass creations transpires the indomitable passion for art and her personal research and experimentation work

Nella pagina a fronte, dall’alto: “Lettera d’amore”, ø cm 42, 2004; “Lettera d’amore”, ø cm 43, 2004. In questa pagina: “Aspettando l’inverno”, ø cm 38, 2001.

national and international events, as the cultural project “The glass way”, itinerant exhibition in the National Museums of many Middle East cities, in India and some European capital cities; the one-man show “Fragile”, following the invitation of Padua culture assessorship and previously she exposed in “Changing transparencies”, exhibition where the organizers placed her works among those of eleven world-famous glass artists. In December 2003 she opened in Padua an expositive space, “Art and Glass”, with her works on permanent show.

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AUTORI di Fernando Murilo Moro

Paola Paronetto e Letizia Maggio

Due stili e due differenti percorsi confluiscono in un comune progetto di ricerca nel settore dell’ arte ceramica e non solo

I

l percorso di Paola Paronetto parte dal nonno paterno, scultore, che le seppe trasmettere il fascino dell’argilla. Le sue ceramiche, a guardar bene, sono sculture prima che oggetti destinati all’arredo. Le loro superfici lievitate e dolci emozionano i visitatori e li spingono a toccarle. Paola, con le sue forme essenziali, è quindi lontana dal seguire mode e dettami del mercato: proponendo così una personalissima interpretazione delle antiche tecniche di lavorazione della ceramica, attraverso anni di ricerca sulle terre sigillate e sul raku nelle sue molteplici espressioni. Nel suo laboratorio, immerso nella campagna pordenonese dov’è nata, l’artista prepara ingobbi colorati attraverso un lungo processo di decantazione di vari tipi d’argilla. Questi ingobbi dai cromatismi inediti e vibranti vengono poi utilizzati per decorare i grandi vasi e gli oggetti per l’arredamento che l’artista realizza a mano con grande maestria, animando le forme. Alla produzione di articoli di design, destinati ai migliori negozi di arredamento e di oggettistica

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in Italia e all’estero, l’artista affianca la produzione più propriamente artistica, rivolta al mercato dell’arte

moderna, collaborando con varie gallerie, tra cui la “Galleria Gagliardi” a San Gimignano.


Nella pagina a fronte, dall’alto e da sinistra, di Paola Paronetto: “Squame”,vasi raku, ø cm 40; “bambù”, vasi con ingobbi e terre sigillate; “Congo”, vasi realizzati al tornio decorati con terre sigillate; “Onde”, pannello, maiolica/legno, cm 170x55. In the front page, from the top and from the left, by Paola Paronetto: “Squame”, jars made with the raku technique, ø cm 40; “Bambù”, jars with engobes and attic varnish; “Congo”, jars made at the lathedecorated with attic varnish; “Onde”, panel, majolica/wood, cm 170x55.

Più recente è il rapporto di Letizia Maggio con la ceramica. Dopo aver frequentato il laboratorio di Paola Paronetto, la Maggio ha arricchito la sua formazione partecipando a corsi e seminari, soprattutto in Toscana, con affermati ceramisti italiani e stranieri. Affascinata dalla tecnica raku, ne ha esplorato potenzialità e limiti fino ad approdare alla realizzazione di una linea di gioielli-scultura in ceramica, che ha riscosso molto successo. Attualmente collabora con diversi negozi in Italia e all’estero e si dedica con passione alla conduzione di laboratori di ceramica per bambini secondo il metodo Munari. Tiene anche corsi per adulti, di vario livello. Nei suoi monili dalle forme pure, essenziali, traspare un forte senso della bellezza della materia. Gli interventi cromatici sono ridotti al minimo e la successione armonica di superfici levigate e lucide e intriganti textures crea interessanti effetti chiaroscurali. Sospesi su esili e quasi invisibili fili di acciaio, i pendenti di Letizia Maggio testimoniano la sensibilità e i modi scultorei dell’artista.

In questa pagina, dall’alto e da sinistra, di Letizia Maggio: “Tubi”, collana in ceramica raku, acciaio e argento; “Piastre”, pendenti in ceramica raku e lustri, ø cm 7 ca. In this page, from the top and from the left, by Letizia Maggio: “Tubi”, necklace made with the raku technique, steel and silver; “Piastre”, eardrops made with the raku technique and luster, ø about cm 7.

Paola Paronetto and Letizia Maggio

Two styles and two different iters combine into a mutual research project in the sector of the ceramic art and not only that The iter of Paola Paronetto starts from her paternal grandfather, sculptor, who passed on to her the enthrallment of clay. Her ceramic wares are sculptures before being objects for the interior decoration. Their leavened and soft surfaces excite the visitors and urge them to touch them. With her essential forms, she is therefore far from fashions and market dictates and proposes an interpretation of the ancient techniques of the ceramic processing with a long-lasting research about attic varnish and raku; in her workshop she prepares coloured engobes for decorating the furnishing items she hand-makes. Together with design items she produces articles more specifically artistic intended for the market of the modern art, collaborating with several galleries, like the “Galleria Gagliardi” in San Gimignano. The relationship

of Letizia Maggio with ceramic is more recent. After attending Paola Paronetto’s workshop, she has enriched her preparation joining courses and seminars with successful Italian and foreign ceramists. Fascinated by the raku technique, she has successfully carried out the realization of a line of ceramic sculpture-jewels; she collaborates with several shops in Italy and abroad and deals with ceramic workshops for children according to the Munari method. She also gives lessons to adults, of different levels. In her pure, essential-shaped jewels transpires a strong sense of the material beauty. The chromatic interventions are reduced to the lowest terms and the sequence of smoothed and glossy surfaces and intriguing textures creates interesting chiaroscuro effects. Suspended from almost invisible steel wires, the pendants of Letizia Maggio witness the sensibility and the sculptural manners of the artist. Paola Paronetto e Letizia Maggio si sono conosciute diversi anni fa a Porcia, nel Pordenonese, a uno dei corsi di ceramica che Paola allora teneva nel suo studio. Nel tempo, la loro conoscenza si è trasformata in salda amicizia. Oggi le due ceramiste, pur lavorando ciascuna nel proprio laboratorio ad una propria linea, vivificano costantemente il loro rapporto attraverso una collaborazione fatta di reciproci stimoli, scambio di esperienze, sperimentazione di tecniche nuove e materiali diversi. Il risultato è un sodalizio artistico che coniuga ricerca individuale e progettualità comune, nel rispetto dei reciproci ruoli e delle necessarie diversità.

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FIERE E SALONI di Gaetano Franzò

Macef Milano 2004

Un ampio e qualificato ventaglio di iniziative collaterali farà da cornice al fronte espositivo dell’edizione autunnale che dopo il rilancio dello scorso mese di gennaio ripropone il suo ruolo nella filiera commerciale stagionale

Il Macef di settembre vedrà

la presenza di più di 3.000 aziende, di cui oltre 800 espositori stranieri. L’area occupata, che sarà di circa 125.000 metri quadrati netti, lascia prevedere un alto afflusso di visitatori italiani e internazionali. L’edizione autunnale, che si terrà dal 3 al 6 settembre ancora nei padiglioni storici della Fiera di Milano, ripropone gli abituali settori rilanciati al Macef di primavera, indirizzati in prevalenza, ma non in assoluto, verso gli acquisti dei dettaglianti per il prossimo Natale. Molti e qualificati gli eventi che faranno da cornice alla manifestazione. XX Edizione del Compasso d’Oro Un grande evento simbolico a carattere e valenza internazionale, finalizzato alla valorizzazione del design e creato d’intesa con l’Adi, Associazione per il Disegno Industriale, per celebrare la XX Edizione e i 50 anni della creazione (Milano 1954) del Compasso d’Oro, prestigioso e ambito premio che si è affermato come il massimo riconoscimento al progetto, al prodotto, alla ricerca e al merito. In anteprima sarà presentata al Macef la selezione triennale dei concorrenti al XX Compasso d’Oro ADI, attraverso la creazione di una raccolta per immagini di tutti gli oggetti per la casa contenuti nei 3 volumi di ADI Index (anni 2002, 2003 e 2004), che saranno inseriti in un video speciale (suddivisi in 4 ambientazioni) in proiezione continua presso il “fornice” (atrio/ ingresso) di Palazzo Cisi, luogo di grande e continuo passaggio del pubblico dei visitatori MACEF. Si potranno vedere i migliori progetti

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e prodotti di design selezionati dall’Osservatorio Permanente del Design che la Giuria del XX Compasso d’Oro vaglierà per scegliere i partecipanti all’assegnazione dei premi, prevista per il 16 settembre alla Triennale di Milano, nel corso di un grande evento. Il collegamento sempre più stretto tra Macef e ADI, che rappresenta l’intero sistema del design (progettisti, industrie, formazione, critici, giornalisti ecc.) testimonia che non soltanto i prodotti più importanti come la moda e l’arredamento fanno parte di un percorso di produzione consapevole e gratificante, ma anche quegli oggetti che appartengono alla quotidianità. Il Caffè: italianità per eccellenza Al centro del padiglione 10 nell’area “Segni”, dedicata alle aziende di design, verrà creato un particolare spazio di incontro dedicato al caffè e quindi a tutti i prodotti correlati a questa bevanda, che più di ogni altra ci accompagna a casa e fuori. Mostra del Gruppo Guzzini

Nel padiglione 21, all’interno di “Experience 21”, l’evento illustrerà ai visitatori il significato dell’attività di ricerca in Italia nel settore dell’arredamento attraversola storia dei prodotti più conosciuti. attività emblematica di un percorso storico e propositivo, ben rappresentata da un gruppo che da decenni esprime innovazione formale, di prodotto e tecnologia, connessa al design. Il 4 e 5 settembre l’iniziativa farà da salotto privilegiato a “Domus 2004”, incontro del settore arredamento connesso al programma di cooperazione industriale Al-Invest, creato dalla Commissione Europea al fine di incrementare trasferimenti tecnologici e accordi commerciali fra piccole e medie imprese europee e quelle dell’America Latina. Fatto a mano La tradizionale iniziativa, espressione delle capacità creative ed esecutive proprie dell’Italia riconosciute nel mondo, grazie alla collaborazione


Dall’edizione di primavera: immagini di complementi d’arredo, gioielleria, regalo, tavola/cucina/argenteria per la casa, tessile. From the spring edition: pictures of furnishing accessories, jewellery, gifts, tableware/kitchenware/silverware for the home, textiles.

della nostra rivista vede la realizzazione di una guida del “Fatto a mano” all’interno del Macef, contenente un vasto repertorio di aziende, prodotti e sistemi di lavorazione, elencati padiglione per padiglione e in ordine sia alfabetico sia merceologico. La guida verrà distribuita gratuitamente nelle receptions e nei locali del Buyers Club. Mostra ceramica AICC L’interessante mostra di alcune fra le più belle creazioni di ceramiche italiane dei 33 Comuni facenti parte dell’Associazione coordinata dal Polo Ceramico di faenza, grazie alla sponsorizzazione della nostra testata, farà la sua prima apparizione a Milano nell’atrio del padiglione 1. La mostra nasce dalla recente istituzione del Marchio DOC (presso il Ministero delle Attività Produttive) delle ceramiche italiane (Ceramica Artistica & Tradizionale), a garanzia non solo della produzione ceramica italiana in generale, ma anche, a livello locale, delle singole produzioni. I transatlantici della natura un evento davvero particolare e spettacolare si terrà nella reception del padiglione 20/3, dove il Macef ospiterà un’iniziativa dedicata ai “transatlantici della natura”. L’ambientazione particolare, che richiamerà il mondo marino, e una mostra sui grandi cetacei faranno da sfondo alla presentazione in anteprima assoluta della linea di gioielli prodotti dall’Acquario di Genova e ispirati agli “animali dell’Acquario”.

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d. 1 (9) (10) ella pagina a fronte: di Lucio Fontana, “Figura mminile”, 1951, terracotta smaltata e oro al terzo oco. questa pagina: piatto reale, seconda metà del XVII colo, maiolica, diametro cm 44.

d. 2 (7) ttocoppa, fine del XVII secolo, maiolica, diametro m 34.

d. 3 (5- 3) all’alto in basso: bricco con coperchio, fine XIX-inizi X secolo, grès; vaso da elettuari, 1666, maiolica.

A wide and qualified series

d. 4 (6) of collateral initiativeswill complete ndro Cherchi, bottiglia,maiolica, 1990 circa.

the expositive side of the autumn edition which, after the revival d. 5 (1) ntonio Sabatelli, piatto,maiolica, 1960 circa. its role of last January, reproposes in the season commercial line

More than 3,000 companies, of which over 800 from abroad, will show their products at the autumn edition which will be held from 3rd to 6th September in the Milan Fair pavilions, on an area of about 125,000 square meters. Many the collateral events of the happening. 20th Edition of “Compasso D’oro” A great international event will celebrate the 20th Edition and the 50 years of the creation of“Compasso d’Oro”, the greatest recognition to project, research and worth. The three-yearly selection of the competitors for the 20th “Compasso d’Oro” ADI will be presented through a collection of all the items for house contained in the 3 volumes of ADI Index (2002 – 2004) in a video shown at the entrance of Palazzo Cisi. The best will be examined by the Jury of the 20th “Compasso d’Oro” in order to participate in the prize awarding on 16th September at the Triennale of Milan. Coffee In the pavilion 10 in the area “Signs” dedicated to the design companies will be created a meeting space for coffee and products connected with this drink which is always in our life at home and outside. Exhibition of the Guzzini Group In pavilion 21, inside “Experience 21” the event, well represented by a group expressing for decades innovation and technology connected with design, will illustrate the research in Italy in the interior design sector through the history of the most known products. On the 4th and 5th September will be held

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“Domus 2004”, meeting of the interior design sector linked to the program of industrial cooperation Al-Invest. Handmade This traditional initiative, expression of the Italian creative and executive skills acknowledged over the world, with our magazine’s cooperation has realized a guide of the “Handmade” inside MACEF, containing firms, products and processing systems listed by pavilion and alphabetical order as well as the order pertaining to the technology of commerce; this guide will be distributed free in the receptions and the Buyers Clubs. AICC ceramic exhibition Some of the most beautiful ceramic creations of the 33 Municipalities

belonging to the Association coordinated by Polo Ceramico in Faenza will be on show, for the first time in Milan and thanks to our magazine’s sponsorship, in the foyer of the pavilion 1. The exhibition develops from the recent institution of the DOC trademark of the Italian ceramics (Artistic & Traditional Ceramic) at the Ministry of the Productive Activities. The liners of nature At the reception of pavilion 20 will be held an initiative dedicated to the “liners of nature”. An exhibition about the big cetaceans and the sea world will be the background of the presentation of the jewels produced by the Genoa Aquarium inspired by the “Aquarium’s animals”.


FIERE E SALONI di Federico Gatti

Arresojas VII Biennale del coltello sardo

A Guspini nel Cagliaritano dal 30 luglio all’8 agosto nello splendido scenario naturale delle cave di Montevecchio si ripresenta la tradizione artigianale del coltello sardo

“Arresojas”, la VII biennale

del coltello sardo che si terrà dal 30/7 all’8/8 a Guspini nel Cagliaritano, ha la finalità di riscoprire e tramandare una forma antichissima di artigianato, quella delle lame, dei rasoi, dei coltelli da tasca. atti interamente a mano e con svariati materiali propri dell’isola stessa dall’ossidiana al ferro, dal legno al corno - e legati alle sue tipologie territoriali, storiche e culturali, i coltelli sardi hanno accompagnato da sempre la vita quotidiana di cacciatori, pastori, intagliatori, agricoltori e anche dei banditi sardi dall’800 fin quasi ai giorni nostri. La tradizione degli “arresojas” si confronta con la produzione artigianale di lame provenienti da molte altre regioni italiane ma anche da civiltà più lontane che le hanno fabbricate per gli stessi usi; si può dire che la storia degli utensili utili e diffusi come il coltello è sempre strettamente intrecciata a quella di un popolo, al suo territorio e alla sua cultura profana e religiosa. Esistono nel mondo molte collezioni di lame e coltelli, di cui alcune saranno in mostra; infatti “Arresojas 2004” si gemellerà con un’importante manifestazione di coltelleria in Corsica (Journées internationales du couteau d’art et de collection...) che parteciperà alla biennale. Insieme ad “Arresojas” si terrà Sa leppa, la lama dei Sardi, dedicata allo spadino, strumento utilizzato dai sardi fino all’800, di cui verranno esposte alcune collezioni. La mostra si terrà in tre edifici, posti nello splendido scenario naturale che circonda, come un grande orto botanico abitato da animali selvatici, le antiche miniere di Montevecchio.

“Arresojas”, biennial of the Sardinian knife to be held in Guspini in the province of Cagliari, intends to revive and hand on a very ancient kind of craftsmanship, that of blades, razors and pocket knives. andmade with materials typical of the island and linked to the territorial, historical and cultural typologies, the Sardinian knives have accompanied the life of hunters, shepherds, farmers and also the Sardinian bandits. The Sardinian tradition confronts itself here with that of Italian regions and foreign countries, for which “Arresojas” 2004 will sign a twinship with a knife sets event in Corsica. Moreover will be held even an exhibition dedicated to “swords”, used by the Sardinians until the 19th century. The exhibition will be held in the splendid natural scenery around Montevecchio’s ancient mines.

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FIERE E SALONI di Fernando Murilo Moro

Artelibro Festival del Libro d’Arte

dal 17 al 19 settembre a Palazzo Re Enzo a Bologna una manifestazione di grande divulgazione culturale e di scambi professionali fra editori, librai e specialisti arricchita da una fitta serie di eventi collaterali

E’

stato presentato alla stampa nazionale l’evento “Artelibro Festival del Libro d’Arte”, che si svolgerà a Bologna dal 17 al 19/9/2004 nella prestigiosa sede di Palazzo Re Enzo e del Podestà e in altri luoghi della città. L’idea di istituire “Artelibro” è nata dal crescente interesse per il mondo dell’arte sia del grande pubblico sia del mondo professionale. Ne sono testimonianza le numerose mostre e manifestazioni artistiche che vedono protagonisti e in sinergia enti pubblici e imprese private. Anche l’architettura e la moda sono oggi strettamente legate al mondo dell’arte, e l’editoria specializzata di questi settori lo dimostra. “Artelibro” intende essere una manifestazione di grande divulgazione culturale e di scambi professionali fra editori - grandi, piccoli, piccolissimi, italiani e stranieri, tutti di qualità alta - e altri operatori di settore, come librerie specializzate e stamperie produttrici di libri e cataloghi d’arte: circa 90 espositori di importanza nazionale e internazionale, entusiasti della peculiarità dell’evento, unico in Italia, che sarà occasione per confrontare le diverse politiche editoriali e di comunicazione, ma anche strumento per sensibilizzare e attrarre il grande pubblico. Il Festival del Libro d’Arte, che si inaugurerà il 16/9 con la presentazione di Philippe Daverio, sarà caratterizzato da una fitta serie di eventi collaterali proposti dai promotori e da enti e istituzioni che a vario titolo sostengono l’iniziativa, dagli espositori, dai membri del Comitato scientifico. Se Palazzo Re Enzo sarà il cuore del Festival con una mostra-mercato

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a ingresso libero, per i visitatori, nei tre giorni del Festival, vi saranno presentazioni di libri, tavole rotonde, convegni per addetti ai lavori, dibattiti, conferenze, laboratori, conversazioni e incontri di ampia divulgazione; mostre sul libro d’arte e d’artista; laboratori

per bambini; iniziative per scuole medie e superiori, che si svolgeranno, oltre che in alcune sale e nella corte di Palazzo Re Enzo, in altri luoghi della città messi a disposizione delle istituzioni che sostengono il Festival. “Artelibro”


Nella due pagine: la statua di “Nettuno” del Giambologna all’ingresso di Palazzo Re Enzo; immagini di stampe artistiche, miniature e incunaboli conservati nei musei e negli archivi storici di Bologna. In the two pages: the statue of “Neptune” by Giambologna at the entrance of Palazzo Re Enzo; images of artistic prints, miniatures and incunabula kept in the museums and the historical archives of Bologna.

è promosso da Associazione Artelibro e Associazione Italiana Editori, in collaborazione con Comune, Provincia di Bologna e Regione Emilia Romagna. Il progetto è sostenuto da varie istituzioni cittadine e patrocinato da: Ministero per gli Affari Esteri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, ABI, Associazione Casse di Risparmio Italiane. Il sito internet www.artelibro.it è on line per gli interessati a conoscere il programma aggiornato degli eventi, mentre CST, Centro Servizi per Turisti, fornisce informazioni alberghiere al numero verde 800856065, info@cst.bo.it Ufficio stampa: tel. 051269267 fax 0512260748 - info@studiopesci.it www.studiopesci.it Segreteria organizzativa: tel. 051230385 - fax 051221894 info@noemacongressi.it www.noemacongressi.it

Artelibro-Festival of the Artbook publishing and communication policies, The national press has been presented the event “Artelibro Festival of the Art Book” which will take place in Bologna from 17th to 19th September 2004 in the prestigious centre of Palazzo Re Enzo e del Podestà and elsewhere in the city. The idea of launching “Artelibro” comes from both the great public and the professional world’s growing interest in the art world. Witnesses of this are the many exhibitions and artistic events which have as protagonists and working in synergy public authorities and private enterprises. Also architecture and fashion are today closely linked to the art world, and the specialized book industry of these sectors proves it. “Artelibro” wants to be an event of great cultural popularization and of professional exchanges among editors – big and small, Italian and foreign, all highly qualified – and other operators of about 90 exhibitors important on a national and international scale, enthusiastic about the peculiarity of the event, unique in Italy, which will be a chance to compare the several

but also instrument for attracting and making the great public more aware of the art world. The Festival of the Art Book will be characterized by many collateral events proposed by the promoters and by boards and institutions which, in different roles, support this initiative, by the exhibitors and the members of the scientific Committee. If Palazzo Re Enzo e del Podestà will be the heart of the Festival with an admission free exhibition-fair, for the visitors, during the three-day event, will be presented books, round tables, conventions for the experts, conferences, debates, workshops, conversations and meetings of wide popularization; exhibitions concerning art books and artist’s books; workshops for children; initiatives for the secondary and high schools which will take place, in addition to some halls and the courtyard of Palazzo Re Enzo, in other places of the city put at disposal of the Institutions supporting the Festival.

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FIERE E SALONI di Felice Bonalumi

A Monza la 59a MIA mostra dell’arredamento

Molteplici e particolarmente intensi i Focus Point dell’edizione autunnale dal tema “Progetti e innovazioni” al Polo Fieristico di Monza dal 18 al 26 settembre

“P

rogetti e innovazioni”: ecco il tema centrale della 59ª MIA, la più consolidata mostra italiana del settore arredamento. Progettare e innovare sono parte integrante e fondamentale del lavoro in generale, e del settore artigiano e della piccola azienda in particolare. Da ormai sei decenni MIA si propone come la più grande vetrina del settore arredamento presente in Brianza. Come in passato, sono presenti le novità del settore con la ricostruzione di interi locali delle nostre abitazioni. La marcata spinta all’esportazione è confermata dalla presenza di nazioni straniere, spesso per la prima volta in Italia nei padiglioni di MIA, come nel caso di quest’anno che vede ospite la Repubblica di Bielorussia. Artigianato della Bielorussia Una selezione del ricco e variegato artigianato della Bielorussia per scoprire una terra dagli antichi valori e dall’antichissima storia. Arredamento Bio e dintorni Continuano le nuove proposte di un settore, non più di nicchia, che vede impegnate molte aziende artigiane. Novità è la fattiva collaborazione con i designer per dare ai prodotti un valore aggiunto ormai richiesto dai consumatori. Un segno... unico per il corpo I maestri artigiani del complemento d’arredo “azzardano” un’uscita dal loro campo privilegiato di lavoro e “invadono” il settore della moda con oggetti in vetro, in ceramica e in carta, naturalmente da indossare. Colazione da... Rosa Camuna Un’iniziativa che coinvolge gli artigiani-artisti lombardi in un rito quotidiano tra “tempi antichi” e nuove esigenze che vedono

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“Projects and innovations” This is the central theme of the 59th MIA, the most well-established Italian exhibition of the interior design sector; designing and innovating are in fact at the base of the artisan work and of the small firms. Craftsmanship from Byelorussia A rich product’s selection helps to discover a land with a very ancient history and values. Bio Interior Design and thereabouts A new proposal is the collaboration la colazione come “momento veloce” with designers in order to give products ma importante per l’inizio di una and consumers one more value. buona giornata. La mostra vedrà A sign … unique for the body la partecipazione di artigiani-artisti, The craftsmen of the furnishing anche di altre regioni, a conferma complement “invade” the fashion sector dell’importanza di tale momento. with glass, ceramic and paper items, Giardino metropolitano... di sculture of course to be worn. Il momento arte esce all’aperto Breakfast at … Rosa Camuna con una serie di proposte di scultori Lombard and from other regions craftsmenche, nella diversità e nell’assoluta artists are involved in the breakfast rite, libertà, si esprimono proponendo un “fast” but important beginning of a good day. modo nuovo di abbellire il giardino. Metropolitan garden … of sculptures Premio Internazionale Some proposals coming from sculptors “Humanware... Natural Inspiration” suggest new ways of embellishing Nella serata di venerdì 24/9 presso the garden. la Sala Conferenze del Polo Fieristico International Award “Humanware … verranno premiati i vincitori della Natural Inspiration” 5ª edizione del Premio, dedicato The winners of the 5th edition al complemento d’arredo, svoltosi of the Award held in March at the MIA in marzo alla 11ª MIA PRIMAVERA dedicated to the furnishing complement e che ha ormai assunto una stabile will be awarded on Friday 24th September connotazione internazionale. at the Conference Hall of the Fair Centre.


FIERE E SALONI di Antonio Viviani

Museum Image e Museum Studio

Giunta alla sua quinta edizione la manifestazione riconferma il suo ruolo di punto d’incontro tra domanda e offerta nel settore del merchandising e dei supporti necessari per un museo confortevole

Due giorni di incontri commerciali

e culturali ad Arezzo. Museum Image Mostra dei prodotti e dei servizi dedicati all’Arte, giunta alla sua quinta edizione, si terrà il 23 e 24/9 al Centro Affari e Convegni di Arezzo. È la manifestazione italiana del marketing museale che propone ai professionisti i servizi e le nuove creazioni del settore in un unico luogo e momento, distante dai gifts e in un periodo gradevole ed accogliente, all’inizio della stagione degli affari. Prodotti Saranno presenti in mostra nuove creazioni, oggetti d’arte, articoli derivati a carattere culturale, riproduzioni per negozi specializzati in merchandising e museum-shops. Servizi Numerosi gli espositori di forniture di servizi nei settori: design dell’area espositiva, illuminotecnica, segnaletica museale, comunicazione, didattica, sicurezza e trasporti. Musei Ampia la partecipazione di Musei e siti culturali che presenteranno le proprie attività. Istituzioni sia private che pubbliche e networks di musei incontreranno il loro pubblico e i nuovi settori commerciali che si stanno sempre più sviluppando al loro fianco. Museum Studio Parallelamente ai contatti commerciali, la sezione dedicata a Museum Studio organizza una serie di seminari e laboratori sui prodotti derivati, sulla comunicazione e sulle strategie del marketing museale. Eventi collaterali Anche quest’anno verrà dato

un premio al museo-rivelazione come nell’ultima edizione. Saranno inoltre divulgati gli esiti di un sondaggio svolto lo scorso anno in sei città, due per macro-area geografica, su ciò che la cultura fa rivivere nel desiderio giovanile di conoscere, coltivare la memoria del passato, confrontarla con la realtà presente. “Museum” numero 5 ha in serbo diverse sorprese ed è atteso come l’appuntamento che fa testo.

Museum Image: The fifth edition of the exhibition of the products and services for museums will be held on the 23rd and 24th September at the Business and Conventions Centre of Arezzo. New creations, art objects, cultural items, reproductions for merchandising shops and museum-shops will be presented. Many will be the exhibitors of services’ supplies in the sectors: design of the expositive area, lighting technique, museum signs, communication, didactics, safety and transport. Museums and cultural sites will introduce their activities. Private and public institutions and museum networks will meet the public and the new commercial sectors which are developing by their side. Museum Studio: This section organizes a series of seminars and workshops about the derived products, communication and the strategies of the museum marketing. Also this year the revelation-museum will be awarded. Moreover will be divulged the findings of a survey carried out last year in six Italian cities about what culture makes experience again in the youthful desire to know, cultivate the memory of the past, confront it with the present reality.

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MAT E R IALI

& TECNICHE

Le tecniche dei maestri artigiani LA LAVORAZIONE DEL terrazzo alla veneziana di Paolo Coretti

Terrazzo Forse dal francese terrasse. Di certo, dalla radice “terra”. Chiamato anche testaccio, battuto, seminato o pavimento alla veneziana, a seconda che si voglia privilegiare la sostanza costruttiva, il modo di esecuzione o la città in cui si è consolidata la sua maggior fortuna, è quel pavimento che, antico come il mondo, è fatto di sassi di torrente variamente sminuzzati, impastati in maniera più o meno ordinata con cemento, calce o argilla, battuti con vigore e, infine, levigati con grande equilibrio e regolarità. I Romani lo chiamavano pavimentum barbaricum. Forse per la sua semplice asprezza, ma anche per la capacità di supplire, in modo povero, ai ricchi pavimenti di marmo. In esso individuavano l’opus signinum, realizzato con cocciopesto e calce, quasi sempre monocromo e incline al colore rosaceo, e l’opus segmentatum che mostrava, frammiste all’impasto, scaglie di marmo di varia pezzatura e di diversa colorazione. Largamente diffuso nella zona aquileiese durante il periodo paleocristiano e quasi completamente dimenticato nel corso delle invasioni barbariche, riuscì misteriosamente a sopravvivere nella cultura delle genti del Friuli occidentale e, attorno al 1400, risorse a nuovi splendori. Fu in quel periodo, infatti, che l’antica pavimentazione in testaccio, priva di significativi ornamenti, si arricchì di disegni e di decori e fu in quel periodo che, pur nel rispetto del procedimento costruttivo originario e senza mai sconfinare nel mosaico a tessere, vennero aggiunti all’impasto ciottoli di vari colori e di diversa dimensione. La presenza dei sassi colorati e, soprattutto, la loro semina controllata mutò il modo di

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Sopra: antica incisione che illustra la preparazione del sottofondo. Sotto: antica incisione che illustra le varie fasi di lavorazione.

colorare i pavimenti e con questa tecnica fu possibile realizzare decori pavimentali che, per certi versi, evocavano le figure dei più ricchi pavimenti musivi. La plasticità dell’impasto, poi, la sua eterogenea composizione, il peso limitato per metroquadrato e la facilità con la quale era possibile mutare il colore dell’insieme e delle singole decorazioni, decretarono la fortuna

del pavimento a terrazzo, pavimento che, sviluppatosi per la prima volta nelle valli dello spilimberghese, iniziò a diffondersi anche a Venezia e da Venezia, successivamente, nell’entroterra veneto, nelle regioni limitrofe e in tutta l’Europa. Con il pavimento a terrazzo divennero famosi anche i terrazzieri che, quasi inevitabilmente friulani, riuniti fin dal 1582 nella relativa Confraternita di Venezia, il 13 settembre 1586 (come recita lo Statuto originale) furono ammessi dal Consiglio dei Dieci nell’Arte dei Terrazzieri: “Essendo stà concesso a Noi Terrazzeri della presente Città per munificenza e bontà di questo Dominio di poter elevar una Scola e Fraterna della detta Nostra Arte, come per la Concession del sud.o Consiglio dei Dieci appare sotto li nove Frebraro 1582 sotto il nome e Coffalon Nostro di Missier San Florian”. Sempre legati al luogo di origine e ai materiali della loro terra, i terrazzieri friulani, riuniti in gruppi di chiara etnia, furono capaci di conservare nel tempo la condivisione per l’arte dei padri e per la loro specialissima lingua, e furono così compatti da costituire una sorta di comunità chiusa che, nel territorio di Venezia, durante il secolo XIX, contava circa 20.000 persone. Il tempo, poi, e le diverse condizioni economiche conseguenti all’impoverimento di tutta l’area veneta costrinsero i tanti terrazzieri a percorrere le strade del mondo ma, anche in questo loro malinconico andare da migranti, essi furono capaci di diffondere la loro cultura di artigiani e di artisti contribuendo a modernizzare le tecniche del fare terrazzo e continuando ancora oggi ad essere protagonisti sulla scena di questo antichissimo mestiere.


­­­­­­­M A T E R I A L I

& TECNICHE

A lato, da sinistra: ferro per battere usato per rassodare il fondo; “mazzapicchio”, attrezzo per battere e rassodare il terrazzo; “ors”, attrezzo per levigare il terrazzo; rullo per livellare e comprimere l’impasto. Sotto, da sinistra: antico pavimento in seminato veneziano; pavimento nella “Ciâsa dal diaul” a Sequals, primi anni del ’900 (particolare); terrazzo “alla veneziana” in calce, decorazioni a semina rada, marmo nero del Belgio, porfido, onice e altre pietre semi preziose, Palazzo Condulmer, Venezia, inizio XVIII secolo.

Tecnica esecutiva Le fasi costruttive, tramandate per secoli di braccio in braccio, comprendono la formazione dell’impasto di calce spenta o, nei tempi moderni, di cemento, nel quale impasto vengono seminati i sassi di varie pezzature e colori, secondo un progetto cromatico e decorativo ben definito; la cilindratura dell’impasto e la sua attenta battitura per rendere compatto il pavimento e per far emergere dall’impasto stesso gli elementi lapidei seminati e, per ultima fase, la lunghissima e monotona operazione della levigatura, la quale, il più delle volte fatta a mano, risulta necessaria per rendere palese il disegno annegato nell’impasto, per rendere planare il pavimento, ma anche, e soprattutto, per affidare a ciascun elemento la sua giusta brillantezza. Più nello specifico, la prima fase costruttiva riguarda la prepa-razione di un sottofondo dello spessore di circa 3 cm. formato da rottami e calcinacci vagliati ed impastati con acqua e calce idraulica. La seconda fase, invece, richiede la formazione di un altro strato dello spessore di circa 2 cm. denominato “coperta” e composto da elementi di cotto macinati ed impastati con il cemento e la terza fase, infine, denominata “stabilidura”, di spessore variabile da 1 a 1,5 cm., prevede la stenditura a secco di polvere di marmo di grana sottile e

media, opportunamente mescolata a polvere di cemento. È su questo sottofondo, realizzato a strati, che è possibile procedere alla semina della graniglia distribuendo per prime le scaglie di marmo più grosse, poi quelle più minute e, infine, sempre spruzzando con acqua la superficie in modo da conservare sufficientemente morbido lo strato di stabilidura, collocando i cosiddetti bollettoni, ossia grossi frammenti di marmo che, proprio per la loro dimensione e per la loro collocazione non casuale, risultano fondamentali per rendere dina-mica e ragionata la visione della intera superficie policroma del pavimento. Le eventuali decorazioni, anch’esse realizzate utilizzando schegge di marmo o di altro materiale levigabile e altrettanto durevole, dovranno essere eseguite contestualmente alla semina, collocando detti elementi in maniera diretta nella strato di stabili-dura o, nel caso la loro collocazione fosse più complessa, tracciando sullo strato il disegno voluto mediante lie-ve incisione della superficie (conservata ancora morbida) o mediante spolvero ottenuto da carte in precedenza opportunamente punzonate. Ancora, qualora il progetto preveda una netta separazione tra la parte di-segnata e il fondo del pavimento, sarà bene suddividere tali parti mediante la posa di una sottile lamina di metallo che, dis-

posta verticalmente, fungerà da cassero a perdere e, grazie alla sua buona flessibilità, marginerà con assoluta precisione il disegno voluto evitando sconfinamenti di impasto e di materiale minuto. A semina effettuata, sarà indispensabile procedere con tempestività alla fase della cilindratura - necessaria a rendere compatta e perfettamente piana la superficie - e a quella della battitura, operazione altrettanto necessaria per ottenere, per compressione puntuale, la fuoriuscita dell’acqua ancora contenuta nell’impasto e, di conseguenza, l’affioramento omogeneo e controllato dei frammenti anche più minuti. Il pavimento così eseguito dovrà essere stuccato (operazione da eseguire con stucco tenero mediante spalmatura a spatola e successivo spolvero con gesso) e dovrà essere protetto in modo di consentire un’asciugatura lenta dell’impasto al fine di evitare la formazione di fessurazioni o cavillature dovute al ritiro disomogeneo dei vari materiali impiegati. Solo dopo avere ottenuto la necessaria coesione e la giusta durezza (qualità che si ottengono dopo almeno 3 settimane di stagionatura condotta senza interruzioni e strappi), il pavimento potrà essere trattato ed abraso con l’antica tecnica della orsatura e successivamente, con i mezzi moderni e, naturalmente, meccanici, potrà essere levigato.

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MAT E R IALI

& TECNICHE

Dall’alto e da sinistra: terrazzo in calce e cotto con decorazioni in marmo verde Alpi, giallo di Siena, rosso di Verona, giallo Torri e ciottoli bianchi sminuzzati, Palazzo Pisani a Santo Stefano di Venezia, inizio XVIII secolo; pavimentazione realizzata in terrazzo, grana sottile, Banca Comm. Italiana, Venezia, 1893; terrazzo “alla veneziana” in calce con decorazioni a semina rada realizzate con marmo nero del Belgio, porfido, onice e altre pietre semi preziose, Palazzo Condulmer, Venezia, inizio XVIII secolo; particolare della pavimentazione in terrazzo realizzata con ciottoli bianchi e grigi, Casa della Salute a Venezia, 1935; terrazzo in calce e cotto con seminati elementi di nero del Belgio, giallo Mori, grigio del Carso e madreperla, Palazzo Vendramini ai Cormini, Venezia, 1770-1775.

I materiali Oltre all’acqua, alla sabbia, ai cocci frantumati, alla calce idrata e al cemento (materiali questi necessari alla formazione degli impasti per i vari strati del sottofondo e facilmente reperibili presso le rivendite di materiali edili), sono di fondamentale im-portanza i ciottoli da sminuzzare e così le pietre, i marmi ed i materiali a questi ultimi assimilabili. Se un tempo l’arte del terrazziere e la bravura erano condizionate anche dalla sua capacità di individuare i ciottoli nei torrenti di origine ed era suo compito raccoglierli, cuocerli o meno nelle fornaci e, infine, spaccarli e sminuzzarli a seconda delle necessità, oggi, la graniglia, formata da ciottoli e da vari elementi lapidei spaccati, è presente sul mercato e, confezionata in sacchi, è reperibile presso gli empori specializzati già suddivisa per colore e per granulometria. Gli strumenti Quelli più consueti del fare le malte, stenderle e costiparle fino ad ottenere la consistenza necessaria. La betoniera ad azionamento elettrico o a scoppio con la capacità pari o

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inferiore a 350 lt. Meglio se dotata di pala raschiante per evitare lo spreco del materiale di risulta. La spatola per la stuccatura ed il frattazzo per lisciare la superficie stuccata. Entrambi in ferro con il manico di legno. Più morbido questo e più duttile al gesto e all’andamento del fare. La lama di ferro, poi, per battere e rassodare il fondo e il misterioso mazzapicchio. Quest’ultimo costituito da un peso (in acciaio o in cemento) sollevabile con due aste con le quali, a mano, è possibile effettuare il sollevamento e la ricaduta e, quindi, la battitura ritmica e controllata del sottofondo per far emergere dall’impasto ancora morbido le schegge lapidee. Da ultima, la levigatrice a frese rotanti, dotata di dischi abrasivi e spazzole metalliche, operante in ambiente umido, indispensabile per rendere planare il pavimento e per lucidare, in tempi ragionevolmente brevi, gli elementi emersi dall’impasto battuto.

La possibile bottega Il mestiere del terrazziere si esprime lontano dalla bottega. Nei locali e nei luoghi dove deve essere realizzata l’opera pavimentale. Ed è in quei luoghi che il terrazziere mette in funzione i propri strumenti. Nella bottega è necessario ci sia lo spazio per immagazzinare i mezzi (betoniera, levigatrice, attrezzi d’uso) e i materiali (graniglie di varie pezzature, sabbia, calce idrata e cemento). Nella bottega è opportuno disporre di uno spazio per sviluppare su carta (scala reale) i disegni per eventuali decorazioni. Magari con l’ausilio di un episcopio o di una lavagna luminosa. Strumenti questi particolarmente adatti per ingrandire le figure e portarle alla misura voluta. Trattandosi di attività artigianale poco rumorosa e per nulla inquinante, non mi risulta che, sotto il profilo urbanistico, sussistano impedimenti per collocare la bottega e per consentire l’esercizio dell’attività anche in zone a destinazione semi-residenziale.


MAT E R IALI

& TECNICHE A lato: modulo pavimentale in terrazzo realizzato con smalti, Massimiliano Pavon, 1999.

Bibliografia di riferimento “Dal sasso al mosaico - Storia dei terrazzieri e mosaicisti di Sequals” a cura di G Colledani e Tullio Perfetti, edito nel 1994 dal Comune di Sequals (PN).

Sotto, da sinistra: modulo pavimentale in terrazzo realizzato con elementi di marmo di Carrara, vetro e alluminio, Vittorio Pierini e Monica Bianchettin, 1999; modulo pavimentale in terrazzo realizzato con elementi di sinterizzazione, Aldo Furlan, 1999; pavimentazione in terrazzo, Scuola Mosaicisti del Friuli, 1999.

“Pavimenti a terrazzo” di Paolo Coretti rivista Artigianato tra Arte e Design n.25 (aprile/giugno 1997), edita da Amilcare Pizzi Editore, Milano. “Pavimenti a Venezia” di T. Sammartini con la consulenza tecnica di A. Crovato, edito nel 1999 dalla Vianello Libri, Treviso. “Scuola di Mosaico & Mosaici - Nuove poetiche pavimentali” a cura dei maestri Silvano Pighin, Romeo Burelli, Igor Marziali, catalogo della mostra edito nel 1999 da Scuola Mosaicisti del Friuli, Spilimbergo (PN). “Carta del terrazziere”, documento scritto per il Convegno Generale dei Terrazzieri, che si è tenuto a Treviso l’11 dicembre 1999, a cura del Consorzio “Il terrazzo alla veneziana” di Castelfranco Veneto (TV).

Le scuole “Se tutti quelli che vorranno lavorar in ditta Nostra Arte de terrazzer siano tenuti intrar in questa Scola, e per il primo anno pagar debbono ducato uno per benintrada e dopo il primo anno chi vuole essere socio come Maestro sia tenuto far le sue prove. Deve saper costruire [un terrazzo nuovo] in una stanza, levigato e lucidato come comanda la nostra Arte. Se sarà trovato sufficiente, sarà accettato nella Scola e dovrà pagare due ducati [di iscrizione]. Tutto questo perchè li galantuomini cittadini e altri che fabbricano non siano gabbati da persone che non sappiano il mestiere.” Questo breve testo, che registra in modo comprensibile i contenuti del documento e che trascrive in maniera quasi del tutto corretta la sua versione originale, è tratto dal già citato Statuto dell’Arte de’ Terrazzeri approvato a Venezia il 13 settembre 1586 e dichiara, in modo inequivoca-

bile, la necessità - in evidenza fin da quel tempo - di disporre di una scuola in grado di istruire i futuri terrazzieri, di omologare il loro sapere al modo di realizzare il terrazzo e garantire costruttori e clienti, circa la qualità del prodotto eseguito. Anche dopo la chiusura dell’antica corporazione e, di conseguenza, anche durante la diaspora che ha portato i terrazzieri friulani e veneti in tutte le contrade del mondo, i principi enunciati alla fine del 1500 sono stati tenacemente rispettati. Sono stati tramandati da artigiano ad artigiano. Resi concreti da pavimento a pavimento. Fino a consolidare uno stile. Un modo di operare costante e perfettamente riconoscibile. Ed è per continuare a preservare questo patrimonio che la Scuola Mosaicisti di Spilimbergo, riconosciuta fin dal 1922, ha istituito un corso in cemento e terrazzo, corso che, condotto dal maestro Romeo Burelli assistito dai maestri Silvano Pighin e Igor Marziali, si tiene oggi nella sede di via Corridoni 6, a Spilimbergo, nella città che, per eredità naturale, ha raccolto e continua a tramandare l’antica arte dei terrazzieri.

Il mercato È il momento in cui, nel fare pavimentazioni in genere, segna il passo l’applicazione quasi automatica di elementi ceramici o lapidei di tipo seriale. Viviamo in un periodo nel quale l’omologazione delle funzioni e dei simboli viene giustamente messa in discussione e, nel contempo, viene ricercato un modo di esprimersi più personale e più legato al luogo. Sono convinto che oggi, e oggi più di sempre, sia il momento adatto per dare nuova vita alla tecnica del terrazzo. Per realizzare in ciascun locale una diversa ipotesi decorativa. Per adattare il segno e la materia policroma alla luce, all’orientamento dell’edificio, ai colori del luogo. Per rivestire uno spazio orizzontale - sia esso un pavimento o un tavolo - con una sorta di tappeto, sempre condiviso da chi lo realizza e da chi abiterà quelle stanze. Per vivere di volta in volta un’esperienza unica e sorprendente e per far vivere, a coloro che abiteranno, un’ir-ripetibile storia di pietre spezzettate capaci di comporre un dipinto, che altro non è che la somma di colori e timbri di una natura vera e, allo stesso tempo, nuova in quanto inventata.

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AREE REGIONALI OMOGENEE  LA NUOVA TERRITORIALITÀ “Opus incertum” L’Italia frantumata in tanti territori, luoghi omogenei di attività legate alla cultura materiale

È sempre più chiara la frantumazione per ragioni etniche, culturali, economiche, filosofiche...; siamo tanti e sempre più diversi, e la diversità non è più privilegio, non è più emarginazione, ma è diritto. Diritto a sviluppare ed esaltare le proprie convinzioni e le proprie appartenenze senza prevaricazioni.

CERAMICA DI DERUTA Deruta e Perugino Il Museo delle Ceramiche di Deruta ha centrato il prestigioso obiettivo di produrre, interamente in loco, senza aiuti, protezioni, curatele e consulenze, la mostra: “La ceramica umbra al tempo di Perugino”, a cura di Giulio Busti e Franco Cocchi, inserita nelle prestigiose manifestazioni in onore di Pietro Vannucci detto Perugino, fino al 25 settembre. I curatori insieme a Clara Menganna, Mauro Mastice ed il sindaco, attraverso studi e ricerche nelle antiche carte e negli interrogativi cocci, hanno scoperto Nicola Francioli detto “il Co”, dando così una svolta significativa alla ricostruzione del “periodo d’oro” della ceramica di Deruta, quello del primo cinquecento. Ma ora “il Co”, “divin derutino”, è stato consacrato al massimo livello, in occasione delle mostre pel “Perugino, divin pittore”. In ocFronte di raro vaso biansato in maiolica bianca, cm 28,5x13,8, alto piede ad anello, anse a “orecchio”, decoro con stemma della famiglia Baglioni, Deruta, inizio secolo VI.

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La ricerca della differenza ci porta a leggere un’Italia frantumata in tanti territori, luoghi omogenei di attività legate alla cultura materiale. Vengono qui presentate le aree che, in questi ultimi anni, hanno dimostrato una volontà di affermazione della propria identità e, contemporaneamente, il bisogno di rinnovamento. casione della presentazione dell’iniziativa, Timoty Wilson, conservatore ad Oxford, ha dichiarato che questa non è solo un’esposizione di ceramiche di qualità eccelsa, che ha coinvolto trenta musei da tutto il mondo, tra i più prestigiosi; ma anche una mostra con alla base un’alta ed annosa ricerca scientifica. Il rappresentante regionale, nella stessa occasione, ha dato rilievo, piuttosto, alla complessiva strategia espositiva decentrata sul territorio: oltre alle tre mostre di Pe-rugia, ci sono quelle di Città della Pieve - “Perugino ed il paesaggio”; Deruta - ceramiche; Corciano “Perugino pittore devozionale”; più gli itinerari perugineschi: Assisi, Bettona, Cerqueto, Montefalco... La mostra di Deruta è veramente “bella”, nel senso antico e classico del termine, impreziosita dalla discrezione dell’allestimento, dai grandi armadi espositivi primo novecento, con decori di grottesche. Tuttavia, da una prospettiva più propriamente artistica-industriale, l’esposizione non fa giustizia interamente delle ampie intenzioni di Busti e della sua “squadra di ricerca” che intendono ricostruire una storia i cui attori non so-no solo artisti, ma, accanto ad essi, progettisti, modellisti, committenti, istituzioni, distributori; si vorrebbe restituire, cioè, il tessuto sociale entro cui le opere sono state create, inserirle di nuovo nel loro contesto, nel loro spazio, nel loro mondo. Farle rivivere. Bisogna allora uscire dalla contemplazione dell'Unicità per ricostruire serie e tipologie, mode e modi, disegno e design; bisogna spezzare l'isolamento conseguente alla musealizzazione, fare storia dell'intero mondo e del conflitto artistico in oggetto. Bisogna saper esporre pubblicamente la filiera tra artista e artigiano creativo, e che tutto ciò non resti nella parola scritta. Eduardo Alamaro

CERAMICA Faenza/UrbinO MAURO Tampieri e LUCA Caimmi A PESARO Due città protagoniste della “grande” tradizione ceramica italiana e internazionale si confrontano, dall’8 al 29/8, attraverso la produzione contemporanea di Tampieri e Caimmi in uno spazio espositivo d’eccezione: il settecentesco scalone pesarese costruito su progetto di Luigi Vanvitelli. Il contenitore, alternativamente lo scalone o la vicina chiesa di S. Maria Maddalena, sarà l’elemento unificante, insieme al tema: la ceramica, della serie di eventi espositivi promossi dai Musei del Comune di Pesaro. Nel pensiero di Giancarlo Bojani, direttore scientifico dei Musei Civici e curatore della mostra, accostate tra lo-ro, le opere dei due artisti, rappresentano il continuum di una specie di metamorfosi della forma, le sue possibilità di moltiplicazione in mille e più vie. All’origine è un vaso, e Tampieri ne è il maestro indiscusso: inestimabile per le sue facoltà primarie dell’arte del vasaio, abilissimo e sensibile torniante, e per gli smalti strettamente connessi con le forme, che risaltano e le danno vibrazioni. Non a caso è stato un aiuto essenziale per un grande ceramista del XX secolo, il faentino Carlo Zauli. Tampieri è stato artefice di questa metamorfosi con le virtualità tipiche che il vaso ha nei suoi valori plastici di farsi scultura per eccellenza e per le possibilità infinite di essere manipolato. Per questo Bojani ha condotto Caimmi a lavorare nello studio faentino di Tampieri: perché il giovane fanese, allievo dell’Accademia di Belle Arti in Urbino, sino dalle prime opere sembrava privilegiare in altri materiali - magari artificiali - la suggestione del contenitore, la sua allusiva consistenza, l’iperrealità d’oggetto. Si tratta dunque della forma primigenia del vaso che finisce per solidificarsi in una sua


AREE REGIONALI OMOGENEE bloccata realtà; ma la connotazione i-perrealista sfuma quasi e s’annulla in fantomatiche presenze che vanno a segnare percorsi architettonici ed urbanistici impossibili. Così il vaso si nasconde nella sua primaria consistenza, esiste magari soltanto il suggerimento emisferico ma senza più alcun segno della mano e dello strumento torniante. La realtà ceramica diviene pertanto un pretesto di rappresentazione; è necessario ma reso implicito nella sua consistenza tecnica. E tanto questo si evidenzia quando l’autore arriva ad abbandonare la sfera e si misura con la costruzione libera, dove i volumi sono costruiti e accostati, non più condizionati dalla forma data che occorre elaborare, distorcere, mascherare. Quasi pervenuto a tracce di figure umane, od oggetti, l’artista conduce le proprie fattualità e intenzionalità oltre il primo atto e il gesto manipolatore - presente in Tampieri - e indica altre prospettive e altre suggestioni. La metamorfosi è così stata un lungo percorso, che suggerisce devianze e insinua spaesamenti, facendo delle preziosità materiche quasi gelide lontananze, quasi priva delle implicazioni in cui la ceramica (la maiolica) è sovrana ed emotivamente accattivante. Dove Tampieri aggiunge per accattivarsi, Caimmi cerca di ridurre nell’intento di creare distanze, di dare segni subliminali. Un percorso metamorfico fra l’uno e l’altro, che più che fissarsi ed esaurirsi in sé medesimo, pare suggerire più d’una, mille altre vie, chissà quali possibilità da percorrere ancora.

CERAMICA DI PESARO Ceramica al castello Per conservare e promuovere l’antica arte della ceramica l’Associazione culturale “Candelara in festa” organizza quest’anno, per le serate dal 9 all’11 luglio, “Arti e Mestieri al Castello, dall’argilla alla ceramica” mostra mercato itinerante per riscoprire le antiche tecniche di lavorazione, ammirare storici manufatti e scoprire la produzione contemporanea di artisti-artigiani emergenti. Sede dell’evento è il castello di Candelara, paesino medievale del comune di Pesaro (da cui dista 7 km) inserito in uno splendido paesaggio collinare. Lungo le strade di questo suggestivo borgo, come su un palcoscenico, si potrà assistere alla dimostrazione pratica di artigiani che affronteranno tutte le lavorazioni ed i passaggi che dalla terracotta consentono di arrivare ad autentici capolavori in maiolica, veri oggetti d’arte, provenienti da tutto il Centro Italia: si spazia infatti dalla ceramica di Montelupo Fiorentino a Deruta, Gualdo Tadino, Gubbio, Faenza, Ri-mini, Budrio, Castelli, Ascoli Piceno, Fratte Rosa, Urbania, Urbino e Pesa-ro, tutte città di chiara fama nel pa-norama della ceramica internaziona-le. Eventi collaterali affiancheranno il tema protagonista coinvolgendo artigiani e hobbysti pesaresi che levigano il legno, forgiano il ferro, cesellano il rame, scolpiscono la pietra, intreccia-no canestri, fondono il vetro, impa-gliano sedie e bottiglie, tessono al te-laio, stampano a ruggine i tessuti: mestieri tradizionali coniugati a nuo-ve tecniche di esecuzione. Isabella Taddeo

prodotti utili alla vita quotidiana, co-me coperte, tovagliati, lenzuola, tappeti, arazzi, ma anche bisacce, mantelli e abiti da lavoro o da festa. Le decorazioni prevalenti dei tessuti va-riano da paese a paese, sono legate ai vari metodi di lavorazione e ai diversi tipi di telaio e si basano su motivi geometrici, zoomorfi, floreali, antropomorfi, ma anche su simboli ed em-blemi araldici. Proprio con l’intento di studiare, conservare e tramandare questa importante arte è nato, da cir-ca due anni, il Museo Unico Regio-nale dell’Arte Tessile Sarda, che ha sede a Samugheo (OR), uno dei più importanti centri della produzione di tessuti sardi, dove sono presenti so-prattutto pezzi storici provenienti dalle collezioni private del luogo, ma si possono ammirare anche altre real-tà tessili isolane e manufatti contemporanei, questi ultimi a testimonianza dell’intento di collegare la tradizione alla promozione dell’attuale produzione locale. Il museo, che è anche un importante centro di documentazione consultabile da studiosi ed operatori del settore, è sede di iniziative sull’arte tessile contemporanea quali gli “Incontri tessili” estivi, a cui partecipano artigiani e artisti italiani e internazionali. Proseguendo nel tour “sul filo” della tradizione tessile, chi volesse visitare un laboratorio tra quelli aderenti all’I.S.O.L.A., può farlo ad Aggius (SS), presso la Cooperativa Tessitrici Prof. Cannas: qui si può assistere alla “magica” nascita di tessuti che conservano colori e decori tradizionali e acquistare tappeti e arazzi prodotti in loco o provenienti da altre zone tipiche (Mogoro, Nule, Bonorva), ma anche ceramiche e altri oggetti di artigianato. Cristiana di Nardo

TESSUTO SARDO Ceramiche di Mauro Tampieri (sopra) e Luca Caimmi (sotto).

il tour della tRADIZIONE La Sardegna è spesso meta di vacanze estive, ma è anche una vera e propria “terra dell’artigianato”, dove le antiche lavorazioni manuali sono tuttora praticate e promosse anche grazie all’operato dell’I.S.O.L.A. (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano). Perché allora non programmare un soggiorno all’insegna della scoperta di queste tradizioni? Per esempio la tessitura: quest’arte è fra le più diffuse in Sardegna e nel corso dei secoli ha fatto parte del bagaglio di attività e conoscenze indispensabili ad ogni famiglia; presso ciascuna vi era un telaio per realizzare numerosi

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S E G N A L A Z I O N I  rativi e contenitori di rarità. Per i nostri microcosmi domestici è nato “My grass”, contenitore per erbe aromatiche creato dalla giovane designer Alessia Mi-gliore con Studio Nava; realizzato in resina termoplastica e disponibile in diverse finiture (trasparente, trasparente arancio, marrone e verde), è prodotto da Con & Con. (I.T.)

ATELIER complementi d’arredo La collezione Fenizia Design, nata co-me sperimentazione nell’omonimo studio milanese di progettazione di interni, si arricchisce quest’anno di pezzi nuovi, alternando la produzione in serie a quella del pezzo unico. Il mood si evolve sia per ciò che riguarda i materiali, che dall’opacità quasi magmatica del colore nero mutano fi-no al lucido riflettente, sia per le forme, che da organiche diventano geometriche, con spigoli vivi e lati sfaccettati. L’evoluzione è particolarmente visibile nei modelli di lampade presentate lo scorso anno al Salone del Mobile: il perspex riflettente, loro tratto caratteristico, diventa ancora più specchiante. La lampada “Blackline”, da terra o a sospensione, è disponibile in un nero totale attraversato da una linea fucsia, oppure in versione optical con decori di sapore orientale bianchi e neri; così anche “Line” viene presentata nella nuova versione da tavolo, su base bianca con diverse possibilità di colore per quanto riguarda la parte luminosa. Le poltroncine “Sixty” sono rivisitate: il modello base, prodotto in serie, viene declinato fino a diventare un pezzo artigianale con un rivestimento di applicazioni patchwork in bianco e nero a contrasto, mentre i tavolini “Spigolo” cambiando dimensione e forma sono proposti in varie altezze, quadrati e rettangolari, adatti sia per un’area relax contemporanea che per un pasto all’orientale. Isabella Taddeo Poltroncine Sixty dello Studio Fenizia Design.

AUTORI Giusi Ricco Un’autentica passione ha spinto Giusi Ricco, impiegata in un ufficio di Milano, a lasciare tutto per seguire la sua vena artistica con coraggio e intraprendenza; dice infatti di sé: “Da bambina impastavo acqua e terra, ta-

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Cornici di carta di Giusi Ricco.

gliuzzavo carta e stoffa e creavo oggetti d’uso improbabile. Da grande ho lavorato il cuoio, ho manipolato la creta, ho dipinto stoffe e le opere che realizzavo avevano una destinazione e un uso certo. Poi ho scoperto la carta-pesta, ed è stato subito amore”; infatti, dopo aver esaminato, approfondito e sperimentato le infinite possibilità di un materiale povero ma duttile co-me la carta, ha allestito il suo laboratorio in una vecchia cascina lombarda a Bollate. All’interno dell’atelier un mondo di strane e suggestive forme si svela al visitatore curioso: vasi, ciotole, cornici, consolle, gioielli e persino tavoli, dai colori poetici e trame affascinanti, tutti rigorosamente in carta e realizzati con varie tecniche, da quella giapponese, basata sulla so-vrapposizione di carte e colla con ap-plicazione di decori cartacei in rilievo che simulano ricami, alla tradizionale carta macerata, in cui carte di diverso tipo vengono mescolate a collanti, ottenendo un impasto modellabile co-me la creta. Sono oggetti in cui il materiale perde la sua fragilità, che resta solo come memoria, e acquista una robustezza che conferisce loro durevolezza, manufatti a metà strada tra oggetti d’uso domestico e vere e proprie opere di arte applicata. (I.T.) AlessIa Migliore Nelle nostre città dove il verde manca di una vera teorizzazione e pratica progettuale, dove la vista di un albero o di una siepe diventa un momento raro e meritevole di un istante di contemplazione, le nostre case si trasformano spesso in luoghi alternativi per colmare questa necessità. Così, piante ornamentali, officinali, erbe a-romatiche trovano posto negli spazi più impensabili e i vasi sono protagonisti attraverso i quali rivendicare il nostro bisogno di natura. Vasi quindi che diventano microgiardini colorati e preziosi, estremamente curati e fin troppo razionali, vasi che dominano come elementi deco-

“My grass” di A. Migliore con Studio Nava.

JAMES RIVIÈRE Artista orafo, nasce artisticamente a Milano verso la fine degli anni ’60; dopo gli studi di oreficeria, medaglia e scultura al Castello Sforzesco e i corsi di design all’Istituto Europeo, le sue prime esperienze di lavoro avvengono in un’azienda orafa milanese per proseguire nel laboratorio di un artigiano orafo, dove approfondisce particolari conoscenze tecniche. Anello di James Rivière.


S E G N A L A Z I O N I Rivière collabora e realizza progetti con Bruno Munari e Luigi Veronesi, maestri nel lavoro e amici nella vita. Nel 1967 inizia la sua attività indipendente e nel 1972 presenta i suoi gioielli alla Triennale di Milano a un concorso in cui gli viene assegnato il primo premio. La voglia di esplorare nuovi materiali e loro potenzialità espressive lo portano a utilizzare dapprima l’argento, cui accosterà il ra-me, l’oro e pietre preziose dando vita a gioielli complessi, simboli del legame tra intelletto e impulso creativo, affascinanti miniature di un universo nascosto. Le sue creazioni si possono ammirare a Milano in spazi suggestivi curati personalmente dall’artista. Rosanna Del Prete “A partire dalla forza espressiva e dalla densità sensoriale dei materiali, spesso associati alla scrittura come metafora della memoria, cerco dei riferimenti personali e collettivi. Fisso le tracce e documento le stratificazioni di una società nella quale la velocità del movimento e del tempo aumenta sempre di più. La fecondità dell’innovazione scientifica e tecnica cancella rapidamente il passato, lasciando un senso di vuoto e sradicamento. Contrappongo l’intensità simbolica e la vitalità dei materiali se-

“Albero ferito” di Rosanna Del Prete.

gnati dalle tracce dell’uso e del tempo al vuoto dell’oblio di un passato recente che non ha avuto il tempo di depositarsi nella memoria collettiva. L’economia della cultura rurale era basata sul risparmio e riciclo totale. In questo contesto sociale il rispetto quasi sacro degli oggetti determinato dal bisogno e dalla povertà permetteva una coabitazione eqilibrata con l’ecosistema. Gli oggetti erano preziosi perché rari, e dall’economia delle risorse dipendeva la sopravvivenza.

metalli co-me il rame, l’ottone, il bronzo, il fer-ro... Determinante per la sperimentazione artistica è l’utilizzo degli ob-jects-trouvés: scarti industriali o elementi naturali corrosi dal tempo”. Dal 4 al 18/12/04, presso Aemilbanca a Pianoro (BO), presenterà sculture, bozzetti e gioielli nella personale “Metallo” con sottotitolo “saldato cu-cito schiacciato fuso corroso tranciato piegato laminato scartato”... Eva Bozzi “A conti fatti” di Rosanna Del Prete.

Bassorilievo in legno stuccato bianco contenente un oggetto-gioiello di Emanuela Bergonzoni.

Paradossalmente oggi gli oggetti non sono più preziosi perché sono abbondanti, ma per sopravvivere dobbiamo ripensare al nostro rapporto con essi. E allora esploro l’estetica nata spontaneamente nella cultura rurale, e utilizzo la stessa logica nella realizzazione dei miei quadri. Il nostro rapporto agli oggetti si è banalizzato e impoverito. Guardo con stupore le possibilità di trasformazione che essi hanno, cerco di ridargli valore offrendogli un’altra vita e un’altra funzione.” EMANUELA BERGONZONI L’artista emiliana ha da sempre coltivato la sua grande passione per i gioielli e la scultura sia attraverso gli studi sia con l’attività pratica artigianale quale stilista e modellista in aziende orafe e di moda nel settore degli accessori preziosi. Questa passione, divenuta preminente su altri suoi interessi artistici quali la fotografia e la grafica, l’ha portata a partecipare negli anni a diverse collettive, in cui ha esposto le sue sculture, realizzate spesso con materiali e metalli di recupero che utilizza modulandone i cromatismi e le luci, e i “gioielli-scultura”, dei quali nel 2002 a Bologna presenta un progetto di ricerca, e le sue motivazioni, intitolato “frammenti di scultura da indossare”. Emanuela scrive del suo progetto: “Il gioiello-scultura è un vero e proprio oggetto d’arte che non merita di essere chiuso nel buio di un cassetto; prendere in considerazione questo problema significa credere nel suo valore come opera d’arte... Dopo vari tentativi sono approdata a queste strutture in bassorilievo di legno stuccato bianco, ciascuna conforme all’oggetto-gioiello che dovrà ospitare. Con un semplice gesto è possibile dividere l’ornamento dalla struttura-madre per indossarlo”. E del materiale usato per le strutture portanti dice che “è in pre-valenza argento. Ai fini del progetto artistico vengono usati altri

ANTONIO MONTI La bottega artigiana di Antonio Monti a Lacco Ameno è una tra le più antiche borsetterie e cesterie italiane: è nata infatti nel 1865 dall'estro e dall'abilità creativa della bisnonna, che tramandò agli eredi i segreti della lavorazione della rafia. Nel 1945 la famiglia Monti produsse nuove armature di ferro su cui modellare e ricamare i cestini di paglia con la rafia, veri gioielli simili ai vecchi merletti, che rilanciarono l’artigianato di Ischia nel mondo. Le donne dell’isola hanno lavorato per decenni la paglia, intrecciando oltre a cestini, borse, cappelli, anche altri oggetti per la tavola, la casa e l’abbigliamento. Oggi Monti, continuando la tradizionale arte dell'intreccio e del ricamo in rafia, produce nel suo laboratorio oltre 12.000 pezzi all’anno. (e.b.) Tre modelli di eleganti borse intrecciate nel laboratorio artigiano di Antonio Monti.

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S E G N A L A Z I O N I  AZIENDE LACCHE D’ORIENTE Cercare, esplorare, creare oggetti per la tavola e la casa che abbiano forte personalità e contengano un’indubbia qualità nei materiali e nella lavorazione è la filosofia che guida da sempre

Alexander, azienda che opera a Ma-niago (PN), e che ritroviamo in una particolare collezione di complementi d’arredo, “Lacche d’oriente”, composta da sei pezzi unici e coordinati fra loro realizzati completamente a mano con i materiali, le tecniche e i tempi dell’artigianato orientale. La forma viene creata modellando delle bacchette di bambù, incollate dapprima tra loro e poi su una base che riproduce le forme del pezzo, che viene infine ricoperto di uno strato d’argilla e lasciato asciugare all’aria per circa venti giorni. Dopo la laccatura, seguita dalla fase dell’asciugatura, l’oggetto viene decorato a motivi geometrici con colori e tinture vegetali; la verniciatura lucida completa il percorso di realizzazione. I lunghi tempi di lavorazione - oltre quaranta giorni - e le irregolarità delle forme testimoniano la fattura interamente manuale di ogni pezzo e quindi la sua irripetibilità, mentre i colori e l’eleganza della lacca portano in casa l’emozione dell’estetica orientale nel segno dell’armonia. (I.T.) UN’ALTRA LANA

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L'esperienza ultraventennale di Ma-rie-France Russeil, stilista e creativa della La Fabrique di Vivian e Russeil nel campo delle creazioni in pelle sia per gli accessori che per l'abbigliamento, l’ha condotta anche verso una costante ricerca di materiali originali e innovativi per le loro applicazioni: ad esempio la lana cotta, interpretata con grande maestria ed eleganza, quale filo conduttore di giacche, cappotti, maglie, borse e anche accessori. Questo mix di materiali condotto dal suo personalissimo stile porta alla creazione di campionari alla moda, se non addirittura d'avanguardia, tenendo d’occhio anche la tradizione e co-gliendone spesso gli impulsi in essa sempre vivi e positivi. In questa prospettiva vanno visti, fra l'altro, mo-delli originali di scarpets, le pantofole friulane destinate originariamente a soddisfare le necessità delle classi più povere: erano infatti calzature da la-voro, che dovevano essere comode, resistenti e durevoli. (I.T.) Creazione di Marie-France Russeil.

Tappeto in pura lana vergine di Paola Lenti.

Alla Collezione Area appartengono i nuovi tappeti Rosa, Asperala, Tennis e Domino. Sono tappeti in pura lana vergine neozelandese, realizzati in Hand-Tufting, una tradizionale tecnica orientale rigorosamente manuale. Il tappeto Bloom è il risultato della costante ricerca e innovazione che da sempre la società conduce sui materiali e sulle loro molteplici possibilità di lavorazione: una treccia piatta in pura lana tuftata manualmente su una base in cotone dello stesso colore ad un’altezza tale da ottenere un tappeto estremamente soffice al passaggio e di grande impatto estetico. (I.T.)

CORSI - CONCORSI

RICERCA TESSILE Celebra quest’anno i suoi primi dieci anni di attività la società Paola Lenti srl di Meda (MI) cresciuta, in un periodo relativamente breve, fino a diventare sinonimo di design italiano a livello internazionale. Ciò grazie ai due elementi distintivi che caratterizzano fin dagli inizi le sue collezioni: la costante ricerca tessile, che ha rivisitato materiali di uso spesso consolidato, applicandoli in modo del tutto nuovo al settore dell’arredamento, e il colore nella ricerca dell’equilibrio cromatico, che ha portato a prediligere toni sempre più desaturati. Le novità presentate quest’anno, disegnate sia all’interno della società che da affermati designer esterni, pur appartenendo a collezioni diverse rispondono allo stile contemporaneo e essenziale del marchio Paola Lenti.

Ceramica a Milano Lo spazio NIBE, creato dall’Associazione culturale “Laboratorio Nibe”, è un punto d’incontro a Milano per mostre, convegni, corsi di perfezionamento sull’affascinante mondo della ceramica. Durante tutto l’anno molte sono le proposte di corsi per principianti e professionisti che si articolano in corsi base, corsi di decorazione ceramica, ingobbi, tornio, grès e terre sigillate. Queste ultime consistono in particolari e ricercati rivestimenti ceramici che consentono di ottenere superfici traslucide, il cui aspetto sta a metà tra lo smalto e l'ingobbio, la cui origine è da far risalire ai tempi dell’antica Roma. I ceramisti contemporanei, pur seguendo la tecnica tradizionale ereditata nella parte iniziale del loro lavoro, hanno reinventato l'estetica delle terre sigillate grazie all'utilizzo della tecnica "raku" (sistema giapponese di cottura) durante l'ultima fase di cottura del pezzo creato. (I.T.)


S E G N A L A Z I O N I Doratura L’Associazione “Perlarte” organizza un corso di doratura rivolto ai corniciai e a quanti desiderano avvicinarsi a questo antico mestiere. Il corso sarà della durata di cinque giorni (periodo agosto-settembre, date da definire) e si svolgerà nella suggestiva zona di San Giminiano con possibilità di sistemazione in un accogliente agriturismo. L’obiettivo del corso sarà quello di fornire nozioni tecnico-pratiche finalizzate alla realizzazione della doratura a guazzo e a missione, meccatura, consumazione e invecchiamento applicate alle cornici; ciascun partecipante avrà modo di concretizzare le conoscenze acquisite attraverso la realizzazione di alcuni manufatti. Biennale dell’incisione È stato presentato in giugno a Milano il “Premio Acqui, VII Biennale In-ternazionale per l’Incisione 2005”, organizzato dal Rotary Club Acqui Terme-Ovada, patrocinato da Regione Piemonte, Provincia di Alessandria e Comune di Acqui Terme. La Biennale sarà inaugurata presso la Sala Mostre Kaimano di Acqui Terme nel maggio 2005 ed è aperta a tutti gli incisori. La partecipazione è gratuita e saranno esposte calcografie o silografie eseguite dopo il 1° gennaio 2003 (da presentare entro e non oltre il 31/10/2004) che non abbiano avuto una tiratura regolare, né siano state esposte in altro premio o manifestazione pubblica. Al termine della manifestazione le opere pervenute resteranno acquisite dalla Biennale e depositate nel Museo dell'IncisioneCastello dei Paleologi di Acqui Terme. In occasione del Premio il Rotary Club, con il patrocinio dell’A.I.E.L. (Associazione Italiana Ex Libris), organizza la III Mostra concorso Ex Libris a partecipazione gratuita, a-perta a tutti gli artisti italiani e stranieri. Il tema delle opere che gli artisti presenteranno è il "Centenario Rotary International".

fiere e saloni PRomozione design Come ogni anno in occasione del Sa-lone del Mobile di Milano, la VIA, organismo francese per la promozione del design, ha esposto una sessantina di progetti fuori edizione e nuovi prodotti rappresentativi dell’innovazione nel campo dell’abitare e più in generale del quadro della vita.

Sopra: tavolo trasformabile di Janvier Laurent. Sotto: seduta “Cradle” di Robson Mark.

VIA sostiene la creatività in materia di design dal 1979, con mezzi diversi: ri-flessione prospettiva, aiuti alla creatività, rapporti permanenti con le scuole, consulenze alle imprese, e-sposizioni e conferenze in tutto il mondo, centro di documentazione, banca dati sui creativi (Agorà dei creativi). Gli “Aiuti alla Creatività” hanno riguardato progetti di ricerca sviluppati, di cui sono stati realizzati i prototipi grazie al sostegno finanziario e al controllo di VIA. Una “Carte Blanche” è stata conferita quest’anno a Jean-Michel Policar per uno studio sull’uomo utente, il suo ambiente e il volume spaziale in cui vive; sono stati attribuiti infine quattordici “Aiuti a Progetti” per la loro originalità concettuale nel settore del mobile, dell’illuminazione e del giardino. (I.T.) A HONG KONG LA GIFTS AND PREMIUM FAIR Dal 28 aprile al I° maggio di quest’anno si è tenuta la Hong Kong Gifts and Premium Fair 2004, cui hanno partecipato circa 3.500 espositori da 33 paesi e regioni, con un incremento di quasi il 20% rispetto all’edizione del 2002 e con una superficie espositiva totale lorda di oltre 68.000 metri quadri, che rappresenta quasi l’intera capacità massima dell’Hong Kong Convention and Exhibition Centre. La fiera si afferma dunque come il più grande evento commerciale del suo genere in Asia e il terzo nel mondo. Dei circa 6.000 acquirenti, il 50% era proveniente dall’estero (i più numerosi da USA, Giappone, Australia, Regno Unito, Germania, ecc.). La HK Houseware Fair e la HK Gifts and Premium Fair, le due fiere che hanno avuto luogo in

due settimane consecutive di aprile, hanno registrato una partecipazione complessiva non lontana dai 90.000 acquirenti. Un’indagine di mercato effettuata sul posto in occasione della fiera nel settore degli articoli per la casa e in quello dei regali ha rilevato una crescita dei mercati dell’Europa occidentale e degli Stati Uniti, forse attribuibile alla forza dell’euro e alla ripresa economica americana: gli acquirenti tendono a comprare con una maggiore frequenza e anche a ordinare più consistenti quantità di merci per volta. Questo suggerisce che le società di Hong Kong dovrebbero cercare di cogliere le immense opportunità commerciali che vengono loro offerte.

LIBRI Antiche carrozze Il collezionismo della carrozza antica in Italia sta conoscendo uno sviluppo notevole nella riproposizione di raccolte provenienti da famiglie aristocratiche e da collezioni pubbliche, di cui una delle più ricche e interessanti è quella di Piacenza presso i Musei di Palazzo Farnese. Uno dei maggiori conoscitori e studiosi di carrozze antiche, Rudolph Wackernagel, curatore della raccolta reale del Castello di Nymphemburg di Monaco, ha edito, dopo anni di ricerche, due lussuosi volumi con la descrizione dei capolavori della raccolta e con una storia delle realizzazioni di quegli straordinari e artistici veicoli. Importantissima la cronistoria delle fabbricazioni e degli interventi di ripristino con relative date, tenendo presente che non si tratta sempre di restauri conservativi o di interventi di riutilizzo, bensì di interventi precorsi che a volte cambiano in parte l’aspetto esteriore e che giustamente vengono indicati come alterazioni. Lo studio dei passaggi stilistici e tecnici, che scava nel passato alla ricerca degli antenati dei vari veicoli fino ad arrivare ai nipoti a motore, è ampiamente documen-tato. Vastissimo il repertorio degli u-si dei diversi proprietari e delle variazioni conseguenti (stemmature, decorazioni...), testimoniate da un appa-rato iconografico antico con disegni, dipinti, ecc. Opera di straordinaria importanza che, fornendo nuovi dettagli sulla vita quotidiana nell’antico regime, potrà interessare specialisti collezionisti e giornalisti. Stefano Pronti

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S E G N A L A Z I O N I  mostre Il senso del design per i bambini Come ogni anno, al Salone Internazionale del Mobile di Milano conclusosi in aprile se ne sono viste davvero di tutti i colori, come a dimostrare che la creatività non conosce limiti. In particolare i giovani designers provenienti da tutto il mondo sono stati i veri protagonisti con idee e progetti all’avanguardia ed il comune denominatore di un design senza barriere di tempo e luogo: oggetti liberi di essere fruiti, trasformati e reinterpretati per adattarsi a diversi contesti, estremamente flessibili e dinamici come è lo stile di vita attuale, oggetti spesso da scoprire divertendosi. Proprio attraverso il gioco ci si libera da molti preconcetti e si riscopre un rapporto con l’oggetto più immediato, intimo. E quali migliori fruitori se non i bambini ci possono aiutare a ritrovare quella complicità naturale che dovrebbe esserci tra noi e gli oggetti che ci circondano? Non a caso A.PR. I. (Associazione Progetto Infanzia) e l’agenzia di comunicazione Recapito Milanese hanno proposto, durante i il Salone nella zona di via Tortona a Milano, un interessante percorso dal titolo “Il senso del design per i bambini”, con iniziative come “la casa delle cose”, oggetti quotidiani che diventavano pretesti per inventare nuovi giochi, la pratica del gioco quindi come approccio alla conoscenza del mondo. Si è venuto a creare un vero laboratorio sperimentale da cui gli o-peratori di settore hanno potuto at-tingere spunti e riflessioni sulle mo-derne esigenze e sulle possibili strade da percorrere al fine di migliorare, anche attraverso i piccoli ma numerosissimi oggetti che ci circondano, la qualità della vita. Lago, azienda che mira a proporre progetti “Ricciolo”, simpatico sgabello nomade che aprendosi a spirale permette di sedersi comodamente in qualsiasi situazione.

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ad alto contenuto innovativo nel settore del furniture design, ha collaborato con la Scuola Steineriana di Cittadella (PD) in un progetto che ha coinvolto bambini tra i 9 e gli 11 anni, cercando di visualizzare, attraverso i loro disegni, ciò che l’azienda è, è stata e sarà; dal-la nuova “Packaging collection 2004” è nato ”Ricciolo”, un simpatico “sgabello nomade” che aprendosi a spirale permette di sedersi comodamente in qualsiasi situazione. (I.T.) Dining Design Idee stravaganti, progetti concreti o utopici e performance intorno al te-ma del cibo come veicolo comunicati-vo primario tra noi e il mondo esterno ed esperienza che coinvolge tutti e cinque i sensi, hanno caratterizzato molta parte dell’ultimo Salone del Mobile di Milano, l’immancabile ap-puntamento annuale per gli esperti del settore e naturalmente evento trendy di quella che è considerata la mecca del design mondiale. Al primo piano del padiglione 9, che ospita ogni hanno anche il

Chiosco “Bubbole Blog” di Diego Grandi, un luogo di ristoro per la mente, un incidente di percorso nella rete della contemporaneità metropolitana.

Salone Satellite (tutt’oggi la più grande fucina di giovani creativi provenienti da tutto il mondo), è stata presentata “Dining Design”, mostraevento conclusa il 19/4 che ha coinvolto personalità del mondo della moda e del design, come Rosita Missoni, Paul Smith e il food-artist Nir Adar, con il mondo della ri-storazione rappresentato dallo chef Claudio Sadler, per creare situazioni in cui gusto e vista potessero viaggiare insieme. L’iniziativa però ha soprattutto rappresentato la capacità del-l’industria italiana di tradurre in real-tà dieci idee di altrettante scuole di design internazionale che hanno concepito veri e propri ristoranti del fu-turo, dining experience in termini di funzionalità e atmosfera per sedurre, educare e divertire. Altro suggestivo

viaggio culinario presso la Triennale è stata “Street Dining Design”, mostra in partnership con la rivista “In-terni”: il tema è quello del chiosco come luogo/oggetto di passaggio ma anche intima protezione dal caos cittadino durante il pasto, momento fon-damentale della giornata, per ritrovare un ambiente più a misura d’uomo. Piccole architetture per promuovere un uso creativo degli spazi urbani che raccontano le ragioni che legano il design al cibo, al progetto e alla co-municazione. Può diventare un must il protagonista del chiosco ideato dal-l’architetto Marco Piva e realizzato da GMC Contract&Mobili: il conopizza, la prima urban pizza o pizza da passeggio creata dalla scuola di cucina Boscolo Etoile, che si prepara e si mangia proprio come un gelato. (I.T.) Design scandinavo Si è chiusa nel giugno scorso la mostra “Design scandinavo al di là del mito”, tenutasi alla Triennale a Milano. In Europa e anche in Italia, negli anni ’50 e ’60, il design scandinavo è divenuto sinonimo di modernismo e i suoi oggetti sono stati presentati in numerose mostre, fiere e pubblicazioni. Come prodotto del commercio internazionale e parte di un progetto culturale, ufficiale e non, questo design che doveva rappresentare la Scandinavia ha finito per assumere molteplici significati, spesso derivati dai miti legati al paese ed ai suoi abitanti. Il design scandinavo si è fatto strada sui mercati internazionali con oggetti divenuti icone della modernità e del buon gusto, alcuni dei quali vengono prodotti tuttora e venduti come pezzi classici. Tradizionalmente “The Apple”, 1957, vetro di Ingeborg Lundin.


S E G N A L A Z I O N I è stato associato ai concetti di semplicità e funzionalità, rappresentando un approccio democratico, caratteristiche da rivalutare alla luce di recenti ricerche sul modernismo; in ogni caso, questo design ci fornisce un paradigma che può essere apprezzato da un gran numero di persone in tutto il mondo, tant’è vero che nell’arco di mezzo secolo è divenuto un fenomeno consolidato mantenendo una risonanza positiva. Con l’affermarsi del post-moderno negli anni ’70 e ’80, l’attenzione nei suoi confronti è diminuita, ma all’inizio degli anni ’90 si è verificata una ripresa di interesse. Si rende dunque necessaria una seria rivalutazione del design scandinavo, che va estesa a tutti i paesi nordici che hanno contribuito a formarne l’identità: Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia. La Fenice a Venezia “Splendidezza di ornamenti e dorature” è la mostra fotografica allestita al Salone del Restauro di Ferrara a cura di Elisabetta Fabbri, che ha seguito l’opera di ricostruzione nella direzione dei lavori e selezionato, dalla ricca documentazione disponibile, le immagini essenziali per raccontare co-me sia stato ricostruito il Teatro La Fenice. Obiettivo quello di documentare i diversi saperi storico-filologici, artistici, artigianali e tecnici coinvolti nella ricostruzione dell’apparato scenografico-decorativo del teatro veneziano attraverso l’esposizione di bozzetti pittorici, intagli, cartapeste e dorature: non solo foto, quindi, ma anche esempi, campioni, prove stampi, sculture in gesso. L’ampia rassegna è volta a illustrare il lavoro e le competenze del restauro delle parti sopravvissute, della realizzazione della parte nuova, progettata da Aldo Rossi, e soprattutto nel processo di ricostruzione stilistica della sala teatrale attraverso gli studi che sono alla base della riproduzione, le invenzioni connesse all’esecuzione, i procedimenti artigianali, le lavorazioni ma-nuali sugli apparati decorativi. La mo-stra si propone di dare visibilità al-l’alto valore artigianale ed alla qualità esecutiva degli interventi effettuati, che hanno consentito di restituire a Venezia un teatro che possiede individualità e valore propri, distinti da quelli dell’originale. Tra gli oggetti esposti accanto alle foto, uno splendido modello in scala 1:5 del Palco Reale realizzato dalla Bertolini Arte.

Meart 2004 a Mendrisio Si è svolta in marzo la IVa edizione di Meart, mostra mercato d’arte e artigianato locale organizzata dall’associazione commercianti e artigiani di Mendrisio nel Canton Ticino. I visitatori, i passanti, gli abitanti, percorrendo in senso longitudinale la dorsale pedonale che attraversa il borgo, hanno potuto ammirare una sessantina di opere frutto della ricerca artistica di altrettanti scultori e artisti-ceramisti provenienti dalla Svizzera Italiana e dalla vicina Italia, ospitati per l’occasione all’interno delle vetrine commerciali della cittadina, spazi insoliti che hanno voluto tentare di avvicinare l’arte alla quotidianità per renderla più fruibile senza banalizzarla. “Questa, nelle nostre intenzioni, è una maniera di rendere - senza comunque banalizzarla immediatamente visibile, interpretabile, vivibile la scultura, forma d’arte che, con la sua capacità di interrogare lo spazio esistenziale, meglio risponde alle esigenze di esercizio, di approccio alla materia e in fondo alla vita, in quanto mezzo attraverso cui si esprime il desiderio dell’uomo di interrogarsi e di ritrovare o rinnovare la propria identità”. (Mauro Paolucci

per il comitato)

Opera in raku di Maristella Perin.

Le fil rouge Una mostra itinerante è quella di Carmen Molteni, artista comasca la cui attività spazia dalla pittura al-l’installazione, all’elaborazione di vari materiali come ceramica e vetro, che approderà dal 2 al 10/10/04 a Palazzo Terragni di Lissone e all’ex Chiostrino di Sant’Eufemia a Como dal 13 al 28/11. Come ha scritto nella prefazione al catalogo Roberto Borghi, “Le fil rouge manifesta il desiderio di rendere esplicitamente un’idea di continuità interna al percorso, un bisogno di consequenzialità tra soluzioni estetiche che risulta felicemente anomalo nel contesto artistico attua-

Opera in creta naturale rossa, refrattaria bianca e smaltata rossa di Carmen Molteni.

le, in cui l’intuizione arbitraria e la trovata spettacolare ottengono facile riscontro. Carmen insiste sulla necessità che le opere si richiamino, si passino il testimone, generino novità, cioè ipotesi di futuro, in relazione al passato. Le fil rouge indica anche l’affiorare di un pensiero costante e sommerso che per l’artista comasca consiste nella tensione verso la libertà”. I Della Rovere Fino al 3/10, i Musei Civici di Pesaro ospiteranno un’iniziativa legata al te-ma dinastico dei Della Rovere, protagonista del grande evento espositivo che coinvolge, oltre a Pesaro, Urbino, Senigallia e Urbania. “I Della Rovere. Piero della Francesca, Raffaello e Ti-ziano” è l’esposizione di dipinti realizzati da artisti che nel corso della carriera sono stati legati in vario mo-do a membri della famiglia Della Ro-vere. Si tratta di un patrimonio nascosto dei musei perché solitamente non visibile al grande pubblico, dato che le opere provengono dai depositi. Visi-tando questa mostra, vale la pena di non trascurare le maioliche della Collezione Mazza, che occupano tre sale del Museo delle Ceramiche; in sostituzione delle opere prestate all’evento di Palazzo Ducale, la raccolta espone un gruppo di manufatti anch’essi inediti perché custoditi nei depositi: una ragione in più per soffermarsi sull’arte per eccellenza fiorita sotto la dinastia illuminata dei Della Rovere. E proprio per conoscere meglio il patrimonio che porta il segno dei Della Rovere, i Musei Civici offrono percorsi guidati dagli operatori dei Servizi Educativi che coinvolgono dipinti e ceramiche. (I.T.)

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S E G N A L A Z I O N I  Italian style negli Emirati Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano un mercato in cui da anni cresce l’interesse verso il “made in Italy” e tutto ciò che gravita intorno all’artigianato artistico italiano. Per coniugare la vitalità economica degli UAE con i settori produttivi che hanno contribuito ad affermare lo stile ita-liano nel mondo nasce la fiera “Ita-lian Lifestyle in the Emirates” promossa da CNA di Torino ed organizzata con Artex Firenze ed Expo Sha-rjah. La prima edizione si è svolta quest’anno a Sharjah dal 25 al 28/5. Centoventi le aziende partecipanti, tutte di livello nazionale con diverse iniziative collaterali come due inte-ressanti convegni. Due le aree espositive: “Living Italy” dedicata all’arre-damento e illuminazione, accessori e articoli per ufficio, accessori e bian-cheria per la casa, tessuti d’arredamento, argenteria e articoli da regalo, rubinetteria, marmi e graniti e materiali e servizi per l’edilizia e “Food e fashion accessories” riservata agli alimentari di qualità e accessori moda. Il settore dell’arte ceramica in particolare è stato rappresentato da una mostra curata dall’Associazione Ita-liana Città della Ceramica, che ha raccolto ed esposto pregiati manufatti di trentatré comuni italiani di antica tradizione ceramica. (I.T.) SILVIO VIGLIATURO Fino al 28/8, nelle Sale Auliche di Pa-lazzo Cisterna a Torino, si terrà la mo-stra “Allusioni e trasparenze”: scultu-re e dipinti di Silvio Vigliaturo, maestro della vetro-fusione, la cui tecnica si rivela sempre più originale e perso-nale, tanto da essere riconosciuta da e-sperti e critici come unica al mondo. La sua capacità di raccontare e de-scrivere poeticamente la vita di oggi e di ieri in maniera atemporale, attraverso disegni, dipinti, sculture, vetra-te, paraventi, racchiude in sé un’acu-tezza espressiva raffinata e una prontezza di osservazione e sintesi artistica lungimirante. L’artista, nato ad A-cri, in Calabria, nel 1949, si è trasferi-to giovanissimo a Chieri dove ha frequentato una bottega artigiana, apprendendo l'arte di lavorare il vetro. Dopo anni di ricerca e sperimentazione apre una propria bottega artistica vetraria, situata tuttora in Piazza Duomo a Chieri. Agli inizi degli anni ’90, conosce Adriano Berengo, titolare della Berengo Fine Arts di Mura-

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“La famiglia”, 1998, scultura in vetro-fusione di Silvio Vigliaturo, cm 180 x 115 x 45.

no, che diviene il suo curatore. Da lì si aprono nuovi scenari che lo porteranno a esporre a Tokyo, New York, Hong Kong, Amsterdam, Düsseldorf, Parigi, Madrid, Dubai, Chicago, Miami, Palm Beach, oltre alle più importanti e significative piazze italiane: Roma, Firenze, Bologna, Ve-nezia, Torino. Saranno esposte opere in vetro-fusione, in acciaio e vetro-fusione di grandi dimensioni e alcune grandi tele a olio, con una particolare attenzione all'Ellenismo,  tema che ha sempre attratto l'artista chierese.

Museo Archeologico di Amelia (TR), dal 2 al 18/07/04. Saranno presenti gli artisti: Wanda Casaril, Teodolinda Caorlin, Sarah Seidmann, Luciana Costa Gianello, Gina Morandini, Ro-berto Zanello, Vito Capone, Marzia Corteggiani, Raffaele Penna, Anna Moro-Lin, Luciano Ghersi, Ettore Consolazione, Maria Lai, Mario Tu-dor, Stefania Missio, Paola Pastores-sa, selezionati quali testimoni della fi-ber art italiana, con un curriculum al-meno ventennale sulla scena nazionale ed internazionale. Ad essi si ag-giungono tre artiste di residenza um-bra, Marilena Scavizzi, Rossella Viti e Laura Patacchia. Gli artisti parteciperanno con 2 opere nel formato clas-sico del minitessile, internazionalmente riconosciuto, di cm. 20 nelle 3 dimensioni. La parte critica é affidata a John O’Brien, artista/critico che vi-ve a Roma e Los Angeles, esperto di questa particolare arte. Le due curatrici, Cielo Pessione Fabrizi e Lydia Predominato, presenteranno due in-stallazioni a lato della mostra. Il 2/07 si terrà un convegnoseminario, co-ordinato da Stefania Severi, a cui parteciperanno come relatori, oltre John O’Brien e altri, anche Cecilia Caso-rati e Francesca Gandolfo. Nell’occasione, sarà presentato un progetto di lavoro sul territorio amerino per rilevare le tradizioni tessili, sia scomparse che tuttora esistenti, che possano offrire radici, spessore e continuità a questi sviluppi del fare tessile. Info: Cielo Pessione, tel. 0744.986011, Ly-dia Predominato, tel. 06.5115366, Mu-seo Archeologico, tel. 0744.978120.

LA FIBER ART AL CENTRO L’Associazione Culturale Atopos, a seguito del successo della Ia edizione del 2002, organizza la IIa Biennale di Arte Tessile Contemporanea con una mostra di piccolo formato tessile intitolata “Frammenti Tessili”, presso il

SEGNI SU PELLE CERAMICA DI Dino Vincenzo Patroni Segni colorati e graffi leggeri caratterizzano le opere della mostra “Dino Vincenzo Patroni, da fibre colorate di

Mini tessile di Raffaele Penna.

Opera segnica su pelle ceramica di Dino Patroni.


S E G N A L A Z I O N I juta a segni di pelle ceramica” che si terrà dal 2 al 15/10/04 a Schio (VI), nella sede di ArtiGenialità Europea. Nell’occasione l’artista presenta una serie di dischi smaltati in maiolica, dipinti con particolare sensibilità cromatica propria del mondo artistico mediterraneo e specificamente del Salernitano dove è nato. L’attenzione va alla materia-supporto che cerca di evidenziare portandola a identificarsi con la pittura stessa. Nel suo repertorio troviamo l’utilizzo di diversi materiali che vanno dal legno al bronzo, dall’acrilico al gesso. Vanno citate come esempio la tela di juta preparata a mano e poi colorata mediante tecniche tradizionali e la maiolica dipinta e graffiata. Il graffiare non vuol essere sinonimo di violenza, ma il modo sotteso per Patroni di scoprire lo spazio e renderlo visibile anche se impercettibile a occhio nudo. Con questi dischi rende omaggio alla maiolica quale ceramica a vernice stannifera, che vede sopra il colore rossiccio dell’argilla quel bianco coprente che fa da campitura di fondo e base fondente ai colori della decorazione. Le maioliche, fin dall’antichità, venivano dipinte con motivi dell’iconografia legata a uno stile decorativo, ma Patroni lavora in modo diverso perché non riporta sulla superficie vitrea una realtà a noi conosciuta, ma quella nascosta del suo inconscio. Il suo modo di dipingere rivela un’espressione astratta (dal latino abs trahere, cioè “trarre da”) come risultato di un personale e faticoso percorso d’introspezione del proprio Alba Scapin mondo interiore.

PROGETTI E TERRITORI Sculture Nel Chianti Si è inaugurato il 21/5 a Pievasciata (SI) il Parco Sculture del Chianti, primo parco italiano situato in un bosco naturale interamente dedicato alla scultura internazionale d’arte contemporanea. La realizzazione di questa particolare area espositiva, in cui sono inserite opere imponenti create appositamente, nasce da tre linee guida volute dal proprietario e curatore Piero Giadrossi: integrazione tra arte e natura, internazionalità, varietà dei mezzi espressivi. Venticinque sculture d'arte contemporanea ambientate nell’area boschiva – lo scenario del Chianti senese – costituiscono il percorso espositivo frutto di interventi site specific: gli artisti, provenienti da tutto il mondo, sono stati invitati a studiare

Adriano Visintin, “Xaris,” 2002, ferro.

il luogo e l’ambiente per creare le proprie opere, integrandole alla natura circostante. Molteplici i materiali utilizzati – pietra, marmo, ferro, acciaio, vetro, legno, resina – per dare vita a sculture e installazioni che rappresentano culture diverse. Gli artisti provengono da 18 Paesi: Argentina, Australia, Colombia, Corea del Sud, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Indonesia, India, Inghilterra, Italia, Olanda, Svizzera, Turchia, USA e Zimbabwe. Le sculture sono situate sia nel Parco che nella vicina Fornace. Nell’area del Parco delle Sculture sarà prossimamente realizzato un centro visitatori e un anfiteatro per manifestazioni culturali all’aperto e per esposizioni temporanee, in collaborazione con musei e centri d’arte contemporaAdriano Gatti nea italiani e stranieri. FESTA DELLA CERAMICA Si terrà in settembre dal 4 al 12 a Nove, in provincia di Vicenza, un festival promosso dall’associazione “Nove terra di Ceramica” con un ricchissimo programma che prevede non solo la parte espositiva ma anche incontri con artisti del settore, corsi per studenti, concerti jazz, convegni ecc. Verrà inoltre presentato il Catalogo del Museo Civico delle Ceramiche di Nove. Locandina del Festival ceramico di Nove.

Consorzio Piceni Art For Job: Artigianato Artistico delle Marche Il Consorzio Piceni Art For Job nasce a San Benedetto del Tronto nel 2000 e oggi associa circa 30 aziende di artigianato artistico delle Marche, appartenenti a vari settori manifatturieri: artigianato orafo; decorazione su ceramica; lavorazione artistica dei metalli; creazione di cornici artistiche; oggetti di design; riproduzioni museali; legatoria artigiana e lavorazione del cuoio. Al fine di promuovere l’artigianato artistico regionale, il Consorzio incentiva la realizzazione di linee di prodotto originali; promuove le collezioni degli associati con iniziative pubblicitarie mirate e partecipazione ad eventi e fiere del

Riproduzione artigianale di anelloni piceni a sei nodi in bronzo, da 0reperti archeologici del V sec. a.C. del territorio ascolano.

settore. Grazie allo studio grafico interno, crea marchi e immagini coordinate per aziende, siti e portali In-ternet. In quest’ambito sta realizzando un portale per il commercio elettronico dei prodotti artigianali, www.artforjob.com, finanziato dal Ministero delle Attività Produttive, che include circa 40 artigiani della regione. Il Consorzio è in rete anche con www.piceni.it (artigianato artistico delle Marche); www.extrart.it e, presto, con www.marchedarte.it, siti delle riviste omonime di cui è editore, rispettivamente dedicate all’arte contemporanea e ai “Mestieri e Sa-pori del Piceno”. Accreditato a livello regionale, organizza corsi di formazione nell’ambito di una vera e propria scuola-laboratorio d’artigianato: favorire la crescita dell’artigianato artistico marchigiano e il suo rinnovamento tecnico e organizzativo, stimolando una nuova progettualità, è l’impegno che anima ogni attività del Consorzio Piceni Art For Job.

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CALENDARIO DEGLI EVENTI

mostre ITALIA

ABRUZZO CASTELLI (TE) Digiosafatte Art - Mostra permanente Contrada Coccioni - S. Rocco tel. 0861.970619, www.digiosafatte-art.com guardiagrele (ch) Itinerario nella memoria I tesori dell’artigianato abruzzese nella storia e nella tradizione 1 - 20 agosto 2004 Ex Istituto San Giuseppe, via Roma 28 tel. 0871.83829 • www.artigianatomajella.it CAMPANIA PADULA (SA) Le Opere e i Giorni Tre - La Vanitas 18 giugno - 30 settembre 2004 Certosa di San Lorenzo a Padula tel. 0975.77745 • 089.2573217 EMILiA ROMAGNA BOLOGNA Artelibro - Festival del Libro d’Arte 17 - 19 settembre 2004 Palazzo Re Enzo e del Podestà tel. 051.269267 • fax 051.2690748 www. artelibro.it • www.studiopesci.it Officina Asia 6 giugno - 5 settembre 2004 Galleria d’Arte Moderna piazza Costituzione 3, tel. 051.502859 CESENA (FC) Officina Asia 6 giugno - 5 settembre 2004 Galleria Comunale d’Arte, Palazzo del Ridotto, via Mazzini e Galleria d’Arte via Pescheria, tel.0547.355727 FAENZA (RA) Terra Viva. Scultura ceramica italiana negli anni Settanta 29 maggio - 10 ottobre 2004 Museo Carlo Zauli, via della Croce 6 tel/fax 0546.22123 • www.museozauli.it Nanni Valentini 29 maggio - 29 ottobre 2004 Banca di Romagna, corso Garibaldi tel/fax 0546.28816 • tel. 338.742356 Capolavori giapponesi dalle collezioni del Museo delle Ceramiche in Faenza Ceramiche italiane dal XV al XIX sec. I costumi di Madama Butterfly Jiki. Porcellana giapponese tra oriente e occidente dal 1610 al 1760 26 giugno - 7 novembre 2004 Le quattro mostre presso MIC - Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza viale Baccarini 19 - www.micfaenza.org RIMINI Officina Asia 6 giugno - 5 settembre 2004 Palazzo dell’Arengario, piazza Cavour tel. 0541.55082

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lazio CIAMPINO (RM) In vitro veritas 26 marzo - 24 ottobre 2004 Casale dei Monaci, via Superga s.n.c. www.casaledeimonaci.it liguria La Spezia Tinguely e Munari. Opere in azione 23 maggio - 3 ottobre 2004 Centro Arte Moderna e Contemporanea piazza Cesare Battisti 1 tel. 0187.734593 • camec@comune.sp.it savona Bianco e blu. Cinque secoli di grande ceramica in Liguria 12 maggio - 15 agosto 2004 Savona, palazzo del Commissario, Fortezza del Priamàr, corso Mazzini Vado Ligure, Museo di Villa Groppallo, via Aurelia 72 Albisola Superiore, Museo della Ceramica Manlio Trucco, corso Ferrari193 Albissola Marina, Villa Faraggiana, via Salomoni 117 Genova, Palazzo Ducale, piazza Matteotti Informazioni: c.chilosi@provincia.savona.it lombardia CANTU’ (CO) Collezione Bruno Munari inventore artista scrittore designer architetto grafico gioca con i bambini 16 maggio - 31 luglio 2004 Galleria del Design e dell’Arredamento piazza Garibaldi 5 • tel. 031.713114 fax 031.713118 • galleriadesign@clacsrl.it MILANO Dagli Sforza al Design Sei secoli di storia del mobile 11 giugno 2004 - 12 giugno 2005 Castello Sforzesco, Museo Arti Decorative tel. 02.884636654 - 02.884636833 www.milanocastello.it Kimsoja. Condition of Humanity 24 giugno - 19 settembre 2004 PAC Padiglione d’Arte Contemporanea via Palestro 14, tel. 02.6020400 www.pac-milano.org s/FASHON di Aristo 13 luglio - 18 agosto 2004 Piscina Solari, Lounge Paradise via Valparaiso, tel. 02.7213184 335.5395082, museoteo@virgilio.it loungeparadise@ctiscali.it marche pesaro Sguanci. Sculture 23 maggio - 5 settembre 2004 Palazzo Gradari, via Rossini tel. 0721.387216 • fax 0721.387206 tel. 0721.370956 • www.arthemisia.it PIEMONTE COLLEGNO (TO) 10a Filo lungo filo, un nodo si farà Storia, leggende e prodotti dell’artigianato tessile 25-26 settembre 2004 Villaggio Neumann, corso Francia 313 tel. 011.4153635 • fax 011.4157007

torino Allusioni e trasparenze Sculture e dipinti di Silvio Vigliaturo 7 maggio - 28 agosto 2004 Palazzo Cisterna, via Maria Vittoria 12 tel. 011.8612204 • fax 011.8142907 stampa@provincia.torino.it sardegNA giuspini (CA) Arresojas - Biennale del coltello sardo 30 luglio - 8 agosto 2004 Palazzo della Direzione delle Miniere di Montevecchio, Marras tel. 335.5797943 tel. 070.97601 • fax 070.970180 TOSCANA LUCCA Matteo Civitali e il suo tempo. Pittori scultori e orafi a Lucca nel Tardo ’400 3 aprile - 25 luglio 2004 Museo Nazionale di Villa Guinigi tel. 0583.442141 • 0583.583150 TRENTINO ALTO ADIGE ROVERETO (TN) Medardo Rosso. Le origini della scultura moderna 22 maggio - 22 agosto 2004 Mart Rovereto, corso Bettini 43 call center 800.397760 • www.mart.trento.it UMBRIA PERUGIA 28 febbraio - 5 settembre 2004 Perugino, il divin pittore Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria Il Perugino e il paesaggio Città della Pieve, Palazzo della Corgna La ceramica umbra ai tempi del Perugino Deruta, Museo Regionale della Ceramica Perugino pittore devozionale Corciano, Chiesa di San Francesco Il vino, l’olio, la terra. Dal territorio alla tavola nell’età delPerugino Torgiano, Palazzo Graziani Baglioni Per le 5 mostre: Infoline tel.02.54919 www. perugino.it Valle d’aosta Aosta La scultura dipinta 3 aprile - 31 ottobre 2004 Centro Saint-Bénin, via B. Festaz 27 tel. 0165.230545 • 0165.272687 VENETO SCHIO (vi) Dino Vincenzo Patroni. Da fibrecolorate di juta a segni di pelle ceramica 2 - 15 ottobre 2004 ArtiGenialità Europea, via Riboli 34/B tel/fax 0973.877611 • 333.7370772 VEneziA 9a Mostra Internazionale di Architettura - Metamorph 19 settembre - 7 novembre 2004 Fondazione La Biennale di Venezia Cà Giustinian, San Marco tel. 041.5218846 • fax 041.2411407 Lina Bo Bardi. La libertà dell’architettura 10 settembre - 15 novembre Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, Santa Croce 2076 tel. 041.2571993 • fax 041.5246296


CALENDARIO DEGLI EVENTI ESTERO FRANCIA PARIGI Arielle 24 giugno - 15 luglio 2004 Bad-Room 30 settembre - 30 ottobre 2004 La Galerie Italienne, 71 Boulevard Raspail tel/fax +33.1.45492168 • www.pron.it GIAPPONE KYOTO Dal 23 luglio 2004 Italia - Design & artigianato d’arte Artigianato della Provincia di Trento Gallery of Kyoto Traditional Arts&Crafts tel. +39.039.2842310 • fax +39.039.2842312 SVIZZERA san bernardino (gr) Gabriella Gallerani. Oltre l’effimero 31 luglio - 21 agosto 2004 Spazio 28 Arte Contemporanea tel. +39.338854952 • spazio28@yahoo.it

fiere

ITALIA LombardiA MILANO Macef 3 - 6 settembre 2004 Fiera Milano tel. 02.48550.1 • fax 02.48004423 macef@fmi.it - www.fmi.it/macef AF-L’Artigiano in Fiera. 9a Mostra Mercato Internazionale dell’Artigianato 4-12 dicembre 2004 Fiera Milano tel. +39 02.31911911 • fax +39 02.33608733 artigianoinfiera@gestionefiere.com Monza (MI) 59a MIA Monza. Mostra Arredamento Rassegne internazionali 18 - 26 settembre 2004 Polo Fieristico di viale delle Industrie tel. 039.2842310 • fax 039.2842312 ufficiostampa@iride.it www. miaentemostre.co NOVEGRO DI SEGRATE (MI) 113° Deballage 9 settembre 2004 Mercato di rifornimento per antiquari (riservato ai commercianti) 136° Brocantage 10 - 12 settembre 2004 Fiera del collezionismo, delle curiosità e delle occasioni di antiquariato 28° Hobby-Model-Expo 24 - 26 settembre Rassegna specializzata di modellismo 114° Deballage 14 ottobre 2004 Mercato di rifornimento per antiquari (riservato ai commercianti)

54° Vinilmania 16 - 17 ottobre 2004 Fiera del disco da collezione Novegro Alto Antiquariato 21 - 24 ottobre Le sei manifestazioni presso il Parco Esposizioni Novegro, via Novegro tel. 02.70200022 • fax 02.7561050 MARCHE SENIGALLIA (AN) “Rinascimento al femminile” Cinque giorni a corte Manifestazioni legate alla grande mostra sui Della Rovere 5 - 9 agosto 2004 Cortile della Rocca Roveresca tel. e fax 071/6629301 www.comune. senigallia.an.it ufficio.stampa@comune.senigallia.an.it SICILIA RIBERA (AG) Artigiani in Mostra 5° Rassegna dell'Artigianato Locale 7 - 9 settembre 2004 Via Castelli Angolo via Marconi Informazioni tel. 092.5544913 Taormina Gift Fair 6 - 8 novembre 2004 Palalumbi tel. 899.200070 • fax 0954.42990 TOSCANA AREZZO Museum Image 22 - 24 settembre 2004 Centro Affari e Convegni tel. 0575.9361 • fax 0575.383028 info@museumimage.it www. museumimage.it VENETO VERONA Abitare il Tempo 16 - 20 settembre 2004 VeronaFiere, Acropoli tel. 051.864310 • fax 051.864313 www.veronafiere.it/abitareiltempo VICENZA Salone del bricolage 21 - 24 ottobre Fiera di Vicenza, via dell’Oreficeria 16 tel. 0444.969111 • fax 0444.969000 www.vicenzafiera.it

ESTERO BRASILE SAN PAOLO Housewares & Gift Fair South America 21 - 24 agosto 2004 Expo Center Norte tel. +5511.3896.0200 • fax +5511.3896.0201 FILIPPINE MANILA Manila F.A.M.E. International 21 - 24 ottobre 2004 CITEM Centre for International Trade Espositions and Missions tel. +632.833.1258 • fax +632.832.3965 www.manilafame.com

FRANCIA PARIGI Maison & Objet 3 - 7 settembre 2004 Paris-Nord Villepinte tel. +33.1.44290200 • fax +33.1.44290201 info@maison-objet.com www.maison-objet.com Museum Expressions 30 gennaio 2004 - 1 febbraio 2005 Palais des Congrès (Porte Maillot) tel. +33.1.53576200 • fax +33.1.53576201 musexpre@europ-expo.com GERMANIA FRANCOFORTE Tendence Lifestyle 27 - 31 agosto 2004 International Frankfurter Messe tel. +49.69.75750 • fax +49.69.75756433 tendence-lifestyle@messefrankfurt.com www.tendence.messefrankfurt.com GRAN BRETAGNA BIRMINGHAM Autumn Fair 04 5 - 8 settembre 2004 NEC, tel. 06.40802404 • fax 06.40801380 tps.emap@universalmarketing.it www.autumnfair.com SPAGNA MADRID 47a Settimana Internazionale del Regalo, Gioielleria e Bigiotteria Intergift - Iberjoya - Bisutex 9 - 13 settembre 2004 Parque Ferial Juan Carlos I tel. +34.91.7223000 • fax +34.91.7225792 intergift@ifema.es www.semanaregalo.ifema.es STATI UNITI ATLANTA The Gift Fair in Atlanta 9 - 12 luglio 2004 Georgia World Congress Center www.thegiftfairinatlanta.com LAS VEGAS Showcase for Asian - Made Toys, Gifts, Premium & Household Products 17 - 19 agosto 2004 Mandalay Bay Convention Center Bayside B - Kenfair International Ltd tel. +852.23118216 • fax +852.23116629 LOS ANGELES California Gift Show 17 - 20 luglio 2004 Los Angeles Convention Center and the California Market Center www. californiagiftshow.com NEW YORK New York International Gift Fair 14 - 19 agosto 2004 Jacob K. Javits Convention Center & Passenger Ship Terminal Piers www.nyigf.com WASHINGTON Washington Gift Show 25 - 28 luglio 2004 Dulles Expo & Conference Center www. washingtongiftshow.com

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ABITARE IL TEMPO Acropoli C.P. 22 - viale Mercanzia 70, Gall. A, Blocco 2B - 40050 Centergross - Bologna tel. 051.864310 • fax 051.864313 www.veronafiere.it/abitareiltempo Alexander viale delle Industrie 1 - 33085 Maniago (PN) tel. 0427.72538/9 • fax 0427.72082 info@alexanderitalia.com www.alexanderitalia.com “Arresojas” 7a Biennale del coltello sardo Palazzo della Direzione delle Miniere di Montevecchio - 09036 Guspini (CA) tel. 070.97601 • fax 070.970180 inf.: Marras tel. 335.5797943 Artelibro Festival del Libro d’Arte Palazzo Re Enzo e del Podestà, 40100 Bologna uff. stampa: tel. 051.269267 • fax 051.2690748 www.artelibro.it • www.studiopesci.it ASSOCIAZIONE CULTURALE “Candelara in festa” 61100 Candelara (PU) tel. 0721.411365 • p.pietrelli@virgilio.it AUTUMN FAIR 04 Trade Promotion Services viale P. Togliatti 1663 - 00155 Roma tel. 06.40802404 • fax 06.40801380 tps.emap@universalmarketing.it www.universalmarketing.it Bergonzoni EMANUELA via Nazionale 132/2 - 40065 Pianoro (BO) tel. 333.3020627 • fax 051.774701 BERTOCCO ISABELLA via Palestro 25/I - 35138 Padova tel/fax 049.8719669 • info@iza.it • www.iza.it COMUNE DI SAMUGHEO piazza Sedda 3 - 09086 Samugheo (OR) tel. 0783.64023 • comunesamugheo@tiscali.it Con & Con. tel. 0362.35351 • www.conecon.it CONfartigianatO Imprese via S. giovanni in Laterano 152 - 00184 Roma tel. 06.703741 • fax 06.703741 confartigianato@confartigianato.it www.confartigianato.it CONsorzio piceni art for job via Pasubio 57/a 63037 San Benedetto del Tronto (AP) tel. +39 0735.657562 • fax +39 0735.651049 www.piceni.it • www.artforjob.com COOPERATIVA TESSITRICI PROF. CANNAS, Centro Pilota I.S.O.L.A. via Li Criasgi - 07020 Aggius (SS) tel. 079.620299 Coretti Paolo via Petrarca 67/2 - 33100 Udine tel. 0432.299101 • fax 0432.26427 Del Prete Rosanna 9, Rue Huntziger - 92110 Clichy, Francia tel. +33.1.41 27 05 85 • 06.79 64 45 28 info@rosannadelprete.com www.rosannadelprete.com ente mostre artigianato della maiella Ex Istituto San Giuseppe, via Roma 28 66016 Guardiagrele (CH) tel. 0871.83829 • www.artigianatomajella.it

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Artigianato 54  

Italian Magazine about crafts and arts

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