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MATERIALI

& TECNICHE

Le tecniche dei maestri artigiani LA LAVORAZIONE DELL’ALABASTRO DI VOLTERRA di Irene Taddei

Non si può parlare di Volterra senza associarvi l’idea e l’immagine dell’alabastro. Volterra costruita da artigiani, suggestivo involucro fatto di bellezze artistiche ed architettoniche, testimonianze d’una costante stratificazione storica e culturale. Volterra ha visto nascere con la civiltà etrusca il suo vero splendore e con il contemporaneo sviluppo della lavorazione della “dolce pietra”, una manifattura d’alto valore artistico che segnerà, nel bene e nel male, l’intero suo cammino millenario instaurando con essa un connubio tuttora inscindibile. Raffinato come il marmo più pregiato, traslucido al pari delle più pure opaline, trasparente come il vetro, duttile alla lavorazione come il legno, prezioso e variamente colorato, istoriato come le pietre dure, l’alabastro di Volterra nelle mani si trasforma con docile accondiscendenza e fa sue le più svariate forme. Dopo il fiorente periodo etrusco trascorrono però secoli prima di poter riavere notizie certe circa una produzione intensiva degli alabastri a Volterra. Dal periodo medievale all’affermazione del

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un più mirato sfruttamento commerciale realizzando una produzione minuta e di semplice esecu-zione. Durante tutto il Novecento al-terne vicende di mercato e scelte a-ziendali portano la pietra volterrana a periodi di minore o maggiore flori-dezza, ma la costante da allora è co-munque stata la progressiva ricerca di valorizzazione e identità sia territo-riale che materica. Le grandi esposi-zioni di Parigi del 1900, St. Louis del 1904 e Torino del 1908 e 1911, ve-dono la presenza dei migliori laboratori volterrani, nel 1909 si viene a ri-organizCristianesimo fino al Rinascimento,zare la Scuola d’Arte, il cui embriondal Seicento fino ai primi dell’Otto-ale nucleo era stato fondato nel 1791 cento, le vicende dell’artigianato vol-dal nobile volterrano Mar-cello terrano hanno subito alterne vicissi-Inghirami Fei come scuola-bottega, tudini che hanno strutturato e seg-con l’obiettivo di trasformarla in nato questo particolare settoreReale Scuola d’Arte Applicata aldell’artigianato italiano. Da impor-l’Industria; nel 1925 all’Esposizione tanti lavori a carattere religiosodelle Arti Decorative di Parigi una riconducibili a tutto il Rinascimento,pubblicazione specializzata presenta testimonianze non di uno sfrutta-l e p o s s i b i l i t à d e l l ’ a l a b a s t r o mento intensivo, ma di una volontànell’illuminazione e sottolinea la sua esclusivamente ar-tistica, a manifat-idoneità ad essere stile 1925. È il ture risalenti al tardo Seicento emomento in cui Gio Ponti, alla Settecento dove ci si ori-enta versoTriennale delle Arti Decorative di

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Artigianato 53  

Italian Magazine about crafts and Arts

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