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AUTORI di Antonio Amico

C

antastorie e artigiano dedito a “cose d’arte”. Dedito ad alitare vita sulla creta, con tutti gli arnesi del mestiere: le mani e il tornio, le spatole e le dita, l’acqua e i pennelli e i forni e le muffole, a trasformare terra e smalti e… raccontare. Viaggiatore di immagini e di mondi sconosciuti e lontani nel tempo e nei luoghi, lontani per cultura e tradizioni, per il colore della pelle e il Dio da pregare, ma tutti legati da un sottile filo rosso: la ceramica e la fantasia. Con Giacomo Alessi c’è un “come e un perché” di tutto, sempre spiegato e raccontato con allegria, con fantasia, con l’occhio popolare, magari in dialetto; la spiegazione assennata del buon padre di famiglia che spiega perché il terremoto del 1693 fu motivo di sopravvivenza per la ceramica calatina, perché una famiglia di bravi ceramisti caltagironesi si sposta a Burgio, forse perseguitata e trasferisce le sue tecniche e i suoi decori, perché e come si diffusero e svilupparono gli albarelli da farmacia, l’editto di Melfi, le leggi di Federico, le spezierie povere per i poveri e le spezierie ricche per i ricchi, i divieti di accordi “sottobanco” tra medici e spezieri. Vite. Racconti di crociate. Vite parallele da intrecciare con un occhio alla tradizione e un occhio alle esigenze del mercato, della putia da mandare avanti e un occhio, involontario e lungimirante, ai fatti della politica. Così una cupola (nata per dimostrare alla miopia di certi amministratori come restaurarne una) diventa dieci, venti, trenta cupole diverse e poi diventa minareto, dieci minareti, venti

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Giacomo Alessi

Un grande artefice dell’arte ceramica capace di dare forma e significato alle sue opere

minareti in un intreccio consapevole tra Terra Santa e Vecchio Mondo cattolico, tra mussulmani e cristiani, tra Arabi e Normanni, tra Tunisia e Sicilia, tra pestilenze e terremoti. Minareti islamici e cupole barocche vengono rappresentati accanto, nella commistione metaforica di una città visionaria che è un messaggio

e vorrebbe essere una profezia. Cupole e minareti insieme, simboli di una uguaglianza di base che si riconosce in un Dio comune, islamico o cristiano; una sorta di Baphomet, divinità bifronte cui cristiani e islamici potevano rivolgere preghiere. Un simbolo dimenticato tra i carri armati di Gerusalemme, le bombe umane, le

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Artigianato 53  

Italian Magazine about crafts and Arts

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