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In questa pagina, dall’alto: “Tu nun si’ a’ canaria” di Vincenzo Borrelli; “Grottesca” di Carlo Previtali.

di una modalità espressiva altrove ritenuta esausta o comunque secondaria, quanto come teorico di una nuova consistenza tecnica ed estetica del lavoro: “Gli artisti sono troppo cerebrali e la cultura accademica declassa la fisicità delle opere (...). Pensano semplicemente che sia sufficiente avere una buona idea; tutto si ricollega al concetto secondo cui chi indulge al piacere fisico non è serio”. È esattamente quanto sostenni in una delle tesi, esposte anche a nome del World Crafts Council, nell’introduzione al catalogo della mostra sull’eccellenza europea nelle arti applicate contemporanee, realizzata nell’occasione delle Celebrazioni del Centenario dell’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino (1902). Ed è la ragione di una mia polemica con quei ceramisti che ritengono di dover bussare alla sorda e sovente sordida porta dell’arte pura, per poter respirare un’aria più fine, senza rendersi conto che questa sopravvalutazione delle Fine Arts come cielo etereo è vecchia, appartiene al secolo scorso, e che è proprio da una nuova dichiarazione e postazione d’indipendenza dell’arte applicata, naturalmente sorretta da una diversa cultura del progetto, che è possibile condurre incursioni perturbanti nell’altro campo, rafforzare chi all’interno rappresenta un “elemento di crisi”, come appunto Grayson Perry, con la sua riattribuzione di un fondamentale valore alle componenti “estetiche”, tecnico realizzative, in ogni arte.

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Nella pagina a fronte, dall’alto: “Grottesco quotidiano” di Fausto Salvi; “Fischietto grottesco” di Guido Mariani.

Grotto and win

“Journey through the grotesque ceramics” an exhibition and publication edited by Enzo Biffi Gentili on the occasion of the tenth anniversary of the “Journey through ceramics” Award.

The booklet “Journey through the grotesque ceramics” is published as “present” for the tenth anniversary celebration of the “Journey through ceramics” Award, organized since 1994 at Vietri sul Mare and followed, in 1999, by the Vietri sul Mare International Award. The occasion, the printing place and the choice of a theme like that of a short journey through the recent revivals and changes of the “grotesque painting” in Italy, where it was born as majolica extraordinary decorative invention during the Renaissance, but also of the “grotesque” meant as both comical and deforming expressive mode, would seem to define a rather “historicist” and specialistic project. Nevertheless the great art historian André Chastel ended his fundamental essay dedicated precisely to “La grottesque”, with an inspiring question: “Si nous admettons que les ‘folies’ de la grotesque font partie d’une tentation permanente, rebondissant à toute époque, il faut se demander ce que cette propension au comique, dans l’art, est devenue”. I have always made a “personal issue” of this invitation, since the beginning of the Nineties, within the limits of my activity as an editor and on one occasion I dedicated to the “grotesque” theme a whole exhibition, Delirium Design, prepared with William Sawaya at “Abitare il Tempo” in Verona in 1995. It was mostly an applied arts’ exhibition, notwithstanding the participation of very noteworthy “pure” painters

Profile for Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte

Artigianato 53  

Italian Magazine about crafts and Arts

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