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Nella pagina a fronte, dall’alto: il pane della festa, Tramatza (OR); decori in ferro battuto per testiera di letto, Nuoro. In questa pagina, dall’alto: particolare di scialle ricamato, Oliena, immagine della sopraccoperta della pubblicazione “Manos de Oro”; campanacci, Tonara (NU).

con uno o più fabbri, abili forgiatori di cerniere per porte, grate di finestra, balaustre, staffe e morsi per cavalli, ferri per ferrare i cavalli e tutti gli attrezzi per l’attività agricola. A questi fabbri si devono aggiungere i maestri ramai di Isidi e di Tornara (vedi i famosi campanacci) e le corporazioni dei fabbricanti di coltelli. Il coltello sardo è un prodotto che troviamo soprattutto in tre zone: Nord-Est (a Pattada, dove si chiama “pattadessa”), Centro (verso la costa occidentale, Santu Lussurgiu, dove si chiama “lussurgesa”) e Sud-Ovest (un piccolo polo fra Arbus e Guspini, dove si chiama “sa guspinessa” e anche “s’arburesa”). Coltelli estremamente funzionali dove la lama (a foglia) e il manico (di corno) si fondono in un’unica forma molto “coerente”, oggetti che stupiscono e meravigliano per la perfezione, oggi sempre più richiesti dai turisti come oggetti souvenir, come pure tutte le varietà di gioielli. Ricavate dalle miniere di Iglesias ecco preziose forme in argento, mentre a Cagliari e Oristano si lavora l’oro in filigrana e ad Alghero e Bosa è presente la lavorazione del corallo. Il gioiello non è solo un prodotto artigianale che il turista trova nei migliori negozi di Cagliari e Alghero, ma è anche il completamento d’obbligo dell’abbigliamento tradizionale sardo. Il costume, che ancora oggi viene usato nelle occasioni di gala e di festa, sembra pensato come struttura di base per essere ornamentata da collane, braccialetti, spille, anelli, dai bottoni in filigrana (che chiudono corpetti e camicie) alla “fede”: anello nuziale in cui microscopiche perline

d’oro si dispongono a formare un grappolo. Così gli artigiani sardi, attraverso la lavorazione dei materiali più grossolani (pietre e marmi) e di quelli più raffinati (oro, argento e rosso corallo), hanno dimostrato e dimostrano di saper utilizzare tutte

le risorse del proprio territorio, forgiandole per costruire e abbellire il proprio spazio domestico e di vita quotidiana. Gli artigiani sardi, oggi come ieri, rappresentano la cultura e l’economia portante dell’isola: dai preziosi tappeti ai sapienti intrecci,

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Artigianato 53  

Italian Magazine about crafts and Arts

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