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ringraziamo Skira Editore di Milano per la gentile concessione delle immagini tratte dal volume “Il Liberty a Milano” (a cura di Rossana Bossaglia e Valerio Terraroli).

Sempione annovera un minor numero di edifici vistosi, caratterizzandosi per quel tono elegante e schivo che intende rappresentare il gusto della borghesia medio-alta; comunque la varietà degli architetti che vi hanno agito dimostra l’interesse e l’impegno dei committenti e le loro curiosità culturali. Milano non esaurisce la sua impronta liberty nell’edilizia privata che abbiamo ricordato. Ci sono alcuni edifici in centro, come quello della piazza dedicata appunto al Liberty, di particolare impegno progettuale e fisionomico. Così le sedi dei luoghi d’incontro per il moderno pubblico colto, per esempio quella del Circolo Filologico o il teatro Filodrammatici, e gli interventi nel mondo industriale, in particolare dovuti all’architetto Mazzocchi. Non si dimentichi che le grandi esposizioni internazionali e, per quanto concerne Milano, quella del 1906, lasciarono spesso una traccia duratura, essendosene poi conservati alcuni padiglioni: a Milano, il bell’Acquario ancora attivo nel Parco Sempione. Nel trattare il Liberty a Milano si è poi, nella presente occasione, allargato lo sguardo al territorio della provincia, dove si erano via via individuati edifici di questo stile sia nell’edilizia per abitazione, sia in quella industriale. La sequenza più omogenea, sia per la fisionomia stilistica, sia per l’ubicazione, è costituita dalla serie di villette, o comunque case private, sorte a Monza nel periodo; il gusto floreale che domina gli apparati decorativi è ispirato nella massima parte al tema della margherita, evidente omaggio

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Artigianato 52  

Italian Magazine about arts and crafts

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