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S E G N A L A Z I O N I MOSTRE VILMA PRANDELLI All’Atelier degli Artisti di Brescia, dal 10 al 29/10/03 si terrà la prima esposizione di Vilma Prandelli. La mostra presenta 14 sculture in creta realizzate tra il 1990 e il 2003, espressione di una ricerca partita dal nudo e sfociata nel ritratto di uomini e donne createsi nella manipolazione della materia, come definito dall’autrice: “La sua consistenza, il colore, l’umidità, la morbidezza, la resistenza, il peso e la plasticità sono caratteristiche che rendono il contatto con la creta quasi magnetico. La voglia di dargli una forma diventa irresistibile”. Se per Vilma “lavorare la creta è dare forma alle immagini che abbiamo dentro”, osservando attentamente le sculture ci si accorge che l’autrice non è interessata a mostrare i dettagli di un ritratto psicologico (tanto meno estetico), bensì a rappresentare una dimensione di ”estraniamento dall’effettivo”, una pratica che conduce inequivocabilmente ai luoghi del viaggio, a libere esplorazioni. I personaggi, uomini e donne, sono irretiti in una dimensione astratta: gli occhi sono spesso accennati e contemplano una magia, lontano, laggiù, ove la realtà concreta non ha accesso. La sua opera scultorea ricorda un brano scritto tanto tempo fa da un altro praticante dell’“estraniamento” che, annotava: “Viaggiare? Per viaggiare basta esistere. Passo di giorno in giorno come di stazione in stazione, nel treno del mio corpo o del mio destino, affacciato sulle strade e sulle piazze, sui gesti e sui volti, sempre uguali e sempre diversi come in fondo sono i paesaggi. Se immagino, vedo. Che altro faccio se viaggio? Soltanto l’estrema debolezza dell’immaginazione giustifica che ci si debba muovere per sentire. La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo (Fernando Pessoa, “Livro do desassossego por Bernardo Soares”). In tempi più vicini troviamo le parole di Biagi che nella sua periodica rubrica scrive: “Qualcuno mi chiede: Dai tanti viaggi cosa hai scoperto?. Risposta solita: Tutti gli uomini piangono nella stessa maniera”. Nata a Gardone, dove opera, l’artista inizia a scolpire a 27 anni e frequenta il Corso di modellato con F. Severino e poi con G. Bergomi.

MOSTRA DELLA CERAMICA D I MONTE SAN SAVINO La mostra, grazie alla qualità degli espositori presenti, ha riscontrato un grande successo. La forte affluenza di visitatori ha comportato la proroga di una settimana alle date originariamente previste dal 7/6 al 29/6/2003. La qualificata tradizione nella lavorazione ceramica di questa zona ha indotto l’Amministrazione comunale, Federimpresa e la Camera di Commercio di Arezzo a riprendere l’iniziativa, che era stata sospesa da alcuni anni, con esito fortemente positivo. Sono state esposte le opere di 10 artisti di livello nazionale, tra cui Bruno Gambone, Marcello Fantoni, Riccardo Gori, Ceramiche Giotto, Anna Giotto, Ceramiche Orietta Lapucci, una collezione dell’artista Zulimo Aretini, alcune opere conservate nel museo di Deruta di Giulio Busti e antiche ceramiche di Catrosse, risalenti alla tradizione di Cortona. Molto apprezzate dai visitatori le ceramiche d’arte della collezione della Bottega d’Arte Rossicone di Milano, ottenute grazie alla collaborazione con l’Atelier Fuoriclasse di Milano. Rispetto alle edizioni passate, si è aggiunto il progetto innovativo di ospitare, ogni anno, una tipologia diversa di artigianato artistico aretino. Quest’anno, grazie alla collaborazione del comitato organizzativo della Mostra della Pietra Lavorata di Castel San Niccolò, è stata proprio la volta della pietra, materiale tipico della provincia aretina, con 5 opere poste nei Locandina/poster della Mostra della Ceramica di San Savino.

giardini pensili del comune. In occasione dell’inaugurazione è stata presentata la Guida dell’artigianato artistico nella provincia di Arezzo (seconda fase del progetto ArtArt) che si presenta come un catalogo delle botteghe artigiane, suddivise in vallate, unitamente ad una descrizione del territorio. “E’ il frutto di un lavoro lungo e significativo che abbiamo condotto sul territorio e che fa seguito alla mappatura della categoria svoltasi nel 2001 ricorda Araldo Giannoni della bottega Giotto Ceramiche e Presidente della categoria dell’artigianato artistico di Federimpresa. Arezzo ha consolidate tradizioni che possono essere non punti di arrivo ma di partenza per rilanciare mestieri e lavorazioni che non devono essere perduti”. L’ALTRO BULGARI

La Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Milano, dall’11 al 15 agosto, ha presentato la mostra “L’altro Bulgari” a cura di Maria Cristina Improta. Silvano Bulgari, figlio di Giorgio Bulgari, sbalzatore e cesellatore di metalli preziosi, si forma nella bottega del padre. La sua attività si è sviluppata a livello internazionale con il coinvolgimento di varie fondazioni fra cui quella intitolata a Robert Kennedy e la Fondazione di studi di storia dell’arte “Roberto Longhi”. I manufatti (circa 90 gioiellisculture e sculturegioiello) esposti in mostra, eseguiti in esemplare unico con la tecnica della cera persa, costituiscono una rassegna di molti anni di attività e forniscono un panorama di diversi periodi e dell’evoluzione dell’artista che ama rivisitare l’Arte, i diversi stili e periodi. Nella foto la scultura Piatto di maccheroni, con piatto in argento sbalzato e inciso e pasta realizzata con la tecnica della cera persa. La forchetta proviene dal mercato antiquario, anch’essa in cera persa. (I.T.)

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Artigianato 51  

Italian magazine about crafts

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