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S E G N A L A Z I O N I

Lampade da tavolo di Antonio Pugliese.

costruite con rigore formale. Forme pure, cilindri netti a tinte piatte che sembrano lievitare, aiutate da piedini in legno e metallo, che ne caratterizzano la linea in un equilibrio precario solo apparente. Nell’intreccio di donne del mito di ieri e di oggi, le lampade sono un omaggio alla bellezza. Personaggi femminili del mondo dell’arte, del cinema e della mitologia greca, sono i soggetti ai quali Pugliese si è ispirato. Ora accendiamo un po’ più da vicino le luci di queste lampade: Marilyn dalle lunghe frange che svolazzano (con l’aiuto di un ventilatore), come nella stori ca immagine dell’attrice americana. Greta Garbo rigorosamente in bianco e nero. Nausica biancaeterea con luce soffusa. Per Penelope colori oro e nero che ricordano la Magna Grecia, con un po’ di stravaganza nel paralume a pois rosa, verde acido. Linee sinuose e accattivanti per le Tre Grazie. Una diva, sotto i riflettori al centro della scena La Nascita di Venere. Lineare e attorcigliata come un serpente la piantana di Adamo e Eva, che emana luce tutta terrestre. Silvia Moraca Inge Bouwmeester Inge nasce in Olanda quarant’anni fa e sin da giovanissima coltiva la sua passione per l’arte: dopo il liceo frequenta lo studio di un pittore dove affina giornalmente le tecniche pittoriche e scultoree. Nel 1987 si trasferisce in Italia, luogo culto per ogni artista, attirata anche da un’altra passione: quella per il mare. Inizia una sperimentazione di materie intorno al tema dell’arredare la casa con elementi che facciano riscoprire il piacere di circondarsi di oggetti artistici portatori di valori, belli da vedere e toccare, oggetti scultura dove funzionalità e decorazione possano trovare giusto equilibrio. È proprio la passione per il mare che si respira nelle sue creazioni: di pregevole interesse

le curiose sedute-scultura (sono moltissime) costituite da legni lavorati dal mare, in cui alla componente casuale e di recupero si unisce una compostezza ed un rigore prettamente nordico. “Trasportati dal vento, levigati dall’acqua e sbiancati dal sole. E poi ... raccolti con passione e uniti con amore, meravigliosi legni tornate a sorridere' (I.T.) Seduta-nature di Inge Bouwmeester.

GIOVANNI CERRUTO Ceramista, allievo di Giovanni Ci-matti e Wanda Poletti, produce og-getti unici o in piccole serie di grandezza variabile, nel Laboratorio Ce-ramiche Cerruto dove opera con la moglie Daniela Gianchino. La produzione privilegia la componente e-stetica, dal design alla decorazione, alla texture delle superfici, fino alla realizzazione dell’oggetto d’arte. Le ceramiche sono foggiate a mano, con la tecnica del mosaico, utilizzando argille bianche e rosse chamottate, cotte a 980° con decorazione a gran fuoco. Attraverso graffi, rilievi, colori, simbologie, in un misto di forze e di Piatto-vassoio-centro tavola, Giovanni Cerruto.

energia, in queste opere si manifesta un cosmo semiotico, un universo asimmetrico di caos senza disarmonia. Le argille sembrano testimoniare trasformazioni biologiche o forse alchemiche, soprannaturali, magicamente pietrificate in forme e scritture immaginarie. Ma è l’intervento sensibile dell’artista a modellarle, secondo uno stile organico e alla luce della ricca tradizione mediterranea, di straordinaria bellezza. Sara Tomasella Carmen Molteni Le sue opere hanno origine dalla materia elementare che poi viene plasmata, modellata, fusa e cotta, ingabbiata in una forma e poi liberata dopo un passaggio alchemico tra fiamme e calore. Nata come ceramista, l’artista comasca ha scoperto da alcuni anni le sorprendenti potenzialità del vetro, che secondo le sue parole “rispetto alla terra è molto più libero e leggero”. È chiaro perciò che solo il vetro poteva essere il protagonista della mostra “Verso la Libertà” che Carmen ha presentato lo scorso autunno al Chiostrino di S. Eufemia in Como. L’esposizione, articolata sul tema del busto di donna, si apriva con alcuni busti incatenati e concludeva con un grande busto alato completamente libero: un finale ottimista perché l’ala

Busto di donna alato di Carmen Molteni.

e l’oro di cui è rivestita l’opera sono elementi positivi. Tra i due estremi si trovavano busti privi di qualsiasi intimità esibiti su una colonna o busti mutilati, incapaci ancora di abbozzare un’ala di speranza. Sono frutto di continue sperimentazioni le tecniche di Carmen, che si occupa personalmente di tutti i passaggi della produzione: rientrano allora le vetrofusioni a spessori differenziati, in cui si mescolano vetro con vetro colorato e dipinto e vetro con ossidi e smalti, il casting, la pâte de verre. Silvia Bottinelli

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Artigianato 51  

Italian magazine about crafts

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