Page 66

AREE REGIONALI OMOGENEE ità nel campo dell’arte è definito uno dei più importanti musei italiani dell’arte della ceramica e meta indiscussa per coloro che amano e praticano questo affascinante ed antico materiale. Tra le opere presentate si possono ammirare alcune splendide porcellane che Morandini ha progettato per la Rosenthal di Selb (Germania), forme affascinanti e raffinatissime, eleganti e curiose, tanto che la mano non può fare a meno di avvicinarsi per il desiderio di constatare la reale fisicità e la piacevolezza del tocco. Superfici bianche purissime dove i volumi creano ombre ammalianti, a volte accarezzate da inusuali linee nere. “Anche un piccolo segno nero su una superficie bianca, determina inconsapevolmente una nostra attenzione. La responsabilità di chi sviluppa questo segno, creando comunicazioni, illusioni, certezze, bellezza o arte è totale, affascinante e coinvolgente. Da sempre ho amato disegnare e sognare confrontandomi in mille temi e progetti di lavoro, cercando di trovare, attraverso l’idea fuggente, l’emozione di un’immagine che generi sorpresa” (Marcello Morandini) (I.T.)

COTTO DI IMPRUNETA  UNA CONCA PER IMPRUNETA La conca posizionata davanti all’ingresso del Palazzo Comunale, realizzata dalla Fornace Poggi Ugo e donata al Comune di Impruneta e alla cittadinanza, è una delle più grandi conche in terra imprunetina mai realizzate nella storia. é ornata da quattro festoni (le stagioni) e sul bordo è inciso un messaggio di pace, tradotto in 31 lingue, rivolto a tutti i popoli. La tecnica usata dagli artistiartigiani della fornace A. Masini e M. Del Pino, è quella del colombino: si lavora la terra esclusivamente con le mani, il vaso viene fissato al centro, mentre l’uomo gira attorno camminando a ritroso e ponendo uno sopra l’altro tanti “lucignoli” e comprimendo via via il vaso che cresce fino al giusto spessore. Per realizzarla sono occorsi 6 mesi: 1 per progettarla da parte di Lorenzo Andrei, uno dei titolari della Fornace a cui va il merito di aver partorito l’idea; 3 di lavorazione; 2 di essicazione e cottura. L’inaugurazione è avvenuta l’8/3/03 nella stupenda piazza Buondelmonti alla presenza delle autorità e di coloro che ne han no contribuito al compimento. (I.T.)

anche del mobile, canturino, è stato sicuramente Giorgio Wenter Marini. Nato a Rovereto nel 1890, dopo aver studiato al Politecnico di Vienna, si laurea in architettura a Monaco di Baviera nel 1914. Opererà intensamente come incisore, pittore, grafico, architetto, docente. Dal 1931 al 1934 diviene direttore della Regia Scuola d’Arte di Cantù. A Cantù, dopo il suo insediamento e una sistematica analisi della situazione e anche attraverso l’introduzione e la conduzione di un corso di Composizione Stilistica nel 1932, inizierà un’opera di ridefinizione culturale, di rinnovamento di metodologie e approcci didattici e formativi. I nuovi indirizzi programmatici si struttureranno in ricerche artis-

MERLETTO DI CANTÙ  Biennale del Merletto L’arte del merletto nell’incontro con l’abbigliamento è il tema della sezione storica della VIa Biennale di Cantù dal 5 al 19/10/03. Si possono ammirare pizzi dal XVII al XX sec. provenienti da varie manifatture europee, usati per impreziosire abiti e biancheria intima. Con i merletti originali, una “galleria virtuale” con riproduzioni illustra le fortune del merletto nell’evoluzione della moda e delle mode. Una parte dello spazio espositivo è dedicato ai progetti e alle opere premiate nel Concorso Internazionale per la progettazione di un merletto a fuselli, giunto quest’anno alla VI edizione. In concomitanza con la Biennale, gli operatori coinvolti organizzano esposizioni di merletti e il Comitato Commercianti promuove l’allestimento di vetrine a tema e la tradizionale esposizione di merletti, il 12/10, lungo la via Matteotti. (I. T.)

LEGNO E PIZZO DI CANTÙ Giorgio Wenter Marini Un personaggio che ha contribuito maggiormente al rinnovamento del linguaggio estetico del merletto, ma

Merletto progettato da Giorgio Wenter Marini.

tiche e morfologiche, che informate anche a riferimenti culturali mitteleuropei, saranno finalizzate al “tentativo di inserire nell'artigianato locale forze vive e preparate ai problemi attuali, contro le stanche posizioni stilistiche” tipiche della produzione canturina del periodo, intenta ad imitare e riprodurre passivamente stili e merletti del passato. Al rinnovamento apportato da Marini si affiancherà quello altrettanto significativo di Melotti, chiamato a Cantù dall’architetto Orombelli, presidente della scuola (progettista di preziosi merletti e deciso sostenitore del Marini). Nel 1934 Wenter Marini lascerà la Scuola d'Arte, poiché l'ambiente che lo circondava non era del tutto congeniale ai suoi progetti e interessi culturali, ma, nonostante la breve permanenza a Cantù, risulta certamente, per la qualità del contributo offerto alla scuola e alla città, una figura importante nella storia canturina del secolo scorso. Marini morirà a Venezia nel novemAurelio Porro bre 1973.

81

Profile for Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte

Artigianato 51  

Italian magazine about crafts

Artigianato 51  

Italian magazine about crafts

Advertisement