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Nella pagina a fronte, dall’alto e da sinistra: Giò Pomodoro nel suo studio; “Helios, per il Cairo”, “Sole 3”, “Sole AU”, cm. 200x200, acquerelli, tempere, ossidi e matita su carta a mano spagnola.

In questa pagina, dall’alto e da sinistra: “Studio per piano d’uso collettivo: a Antonio Gramsci”, Ales, 1997, marmo nero del Belgio; “Caduta del pilastro” omaggio a Roberto Sanesi, 1998, cm. 200x100, acquerelli, matita e ossidi su carta a mano spagnola; “Sol deserto”, 1998, cm. 200x200, acquerelli, ossidi e matita su carta a mano spagnola.

a valorizzare. Le sculture di Giò Pomodoro sanno espandersi sino a conquistare complesse e suggestive dimensioni ambientali. Gli ampi spazi, monumentali e di vita, realizzati ad Ales, Taino e Roma, di cui la mostra presenta modelli, studi e documentazioni fotografiche, costituiscono uno dei momenti più originali e lungimiranti dell’intero lavoro dello scultore, sempre attento a una fruizione sociale dell’opera d’arte.

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Artigianato 50  

Magazine about italian crafts

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