Page 10

Dall’alto: “Cassettone” di Maurizio Calzavara e Silvano Tintori, IVa Selettiva 1961, esecuzione Tonelli e Broggi; “Cassettone in avodiré” di Werner Blaser, Ia Selettiva 1955, esecuzione Angelo Molteni.

24

d’Arte, a Carlo De Carli, al quale è affidato il progetto dell’allestimento, ci sono due tra gli architetti più importanti del panorama internazionale, antesignani, tra l’altro, dell’affermazione del design scandinavo: Alvar Aalto e Finn Juhl. Aalto, oltretutto, incuriosito dai laboratori artigianali di Cantù, ne visita alcuni, senza escludere

estremi di costruttività e d’uso”. L’iniziativa ottiene un forte successo di pubblico, ma anche di critica, infatti, tutte le più importanti riviste di settore promuovono e diffondono l’avvenimento riportando articoli con un’ampia documentazione iconografica dei progetti premiati esposti, e propone Cantù come uno dei centri di maggior prestigio per la produzione mobiliera. La Selettiva, nelle prime edizioni, si rivelerà un punto di riferimento per gli operatori di settore e un’iniziativa d’elevata risonanza per l’autorevolezza e la fama dei progettisti partecipanti (tra gli altri: Ilmari Tapiovaara, Werner Blaser, Eero Aarnio, Sven Staff, Gianfranco Frattini e, come invitati, Carlo De Carli, Marco Zanuso, Gio Ponti, Guglielmo Ulrich, Angelo Mangiarotti, Ico Parisi), per il riconosciuto valore dei componenti le giurie (Alvar Aalto, Franco Albini, Mario Asnago Gio Ponti, Carlo Mollino, Ignazio Gardella, Carlo De Carli, Marco Zanuso, Vico Magistretti, Pier Giacomo Castiglioni, Luigi Caccia Dominioni, Gorge Nelson, Arne Jacobsen, Finn Juhl), per la struttura stessa del concorso, per la qualità dei progetti selezionati ed esposti. Alla prima edizione il I° premio è aggiudicato a Werner Blaser. Una scelta, come si desume dalle parole di Ponti, certamente travagliata e problematica per l’assoluto rigore geometrico del progetto, fondato sulla connessione a tripla forcella retta a vista. L’elemento generativo, esteso a tutto un sistema modulare e tipologico di mobili, sembra porsi in contraddizione con i principi progettuali che informano l’attività dei componenti della giuria. Con Aalto e Juhl massimi protagonisti del “design organico”, e con Ponti e De Carli alla ricerca di uno “stile italiano del mobile”. Il progetto di Blaser, seppure originale nei caratteri compositivi e strutturali, è selezionato e indicato dalla giuria come modello etico-morale, prima ancora che progettuale,

Profile for Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte

Artigianato 50  

Magazine about italian crafts

Artigianato 50  

Magazine about italian crafts

Advertisement