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MATERIALI di Jugoslavia, tolse al Friuli la città di Idria e, di conseguenza, la zona nella quale erano sorte le numerose scuole del merletto a tombolo. Tutto ciò, al fine di conservare la tradizione del fare merletti, che nel Friuli orientale si era ormai consolidata nei secoli, determinò la necessità di aprire a Gorizia un corso di merletti che, nel 1946, fu compreso nella Scuola Statale che, tutt’ora presente ed attiva sul territorio friulano rimase alle dipendenze del Ministero Pubblica Istruzione fino al 1979, anno nel quale la gestione della Scuola Merletti di Gorizia divenne di competenza della Regione Friuli-Venezia Giulia. I materiali e gli strumenti Quelli fondamentali sono filo, tombolo, fuselli e spilli. In origine, il filo era esclusivamente di lino e, prima che la So-cietà Agraria Goriziana si industriasse a promuoverne coltivazioni nell’area friulana (a detta degli agronomi del tempo si poteva coltivare un lino “pari del più bello di Crema, avendo anzi le filla più lunghe di quello”) la fibra di provenienza romagnola e turca veniva rifornita dai commercianti del porto di Trieste e, solo in alcuni casi, e per le lavorazio-ni più grezze, proveniva dalle piantagioni di Carinzia. At-tualmente, accanto al filo di lino -ancora utilizzato soprattutto per le riedizioni dei merletti tradizionali e sempre prodotto con una torsione verso sinistra o del tipo a “S”- vengono usati fili di lana e di seta, quasi sempre di colore bianco e, in alcuni casi, fili colorati di cotone. Il tombolo è un cuscinetto trapuntato di forma cilindrica lungo circa 40 cm. e di 20 cm. di diametro, riempito di segatura finissima e ben battuta e rivestito generalmente con una stoffa di co-lore verde. Il tombolo, sul quale verrà realizzato il merletto in ogni sua parte, viene abitualmente appoggiato su un ce-stino di vimini che, oltre a costituire un agevole sostegno dell’oggetto cilindrico, ne consente la rotazione nel corso della lavorazione. I fuselli sono costituiti da elementi di legno di varia essenza, di lunghezza variabile tra 12 e 15 cm. costruiti artigianalmente secondo le modalità del lavoro da eseguire e le abitudini della merlettaia che deve utilizzarli, e portano in sommità una spoletta sulla quale viene avvolto il filo. Gli spilli, di ottone nichelato con testa arrotondata, servono per fissare sul tombolo il disegno che, realizzato generalmente su carta eliografica o in modo tale da non sporcare il filo con inchiostri o altre impurità, costituisce la guida geometrica per la costruzione del merletto. La lavorazione L’esecuzione di un merletto non può essere disgiunta dalla realizzazione di un disegno che, definito nei minimi dettagli, rappresenta per la merlettaia un vero e proprio progetto. Di conseguenza, il disegno selezionato per la riproduzione, viene analizzato in ogni sua parte, per poter individuare in esso le eventuali difficoltà esecutive, per potere scegliere i percorsi più agevoli per la riproduzione e, soprattutto, per poter stabilire il numero dei fuselli che, nel corso dell’esecuzione, dovranno essere utilizzati. Prima di iniziare l’esecuzione del merletto, comunque, è sempre indispensabile avvolgere il filo sui fuselli in senso antiorario, procedere alla saldatura che serve a regolare lo scivolamento del filo, accoppiare tra loro i fuselli e disporli da un lato del tombolo in relazione agli spilli. I movimenti che ne seguiranno e che consentiranno la costruzione del merletto saranno soltanto due: il giro incrocio (una torsione a giro) e l’incrocio giro incrocio (una torsione a giro incrociato). Nel caso dei merletti “concentrici”, la lavorazione procede prevalentemente in senso antiorario e, solo eccezionalmente, in senso orario. La motivazione di tale modalità esecutiva è data dal fatto che, lavorando in senso antiorario, risulta più

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& TECNICHE facile la realizzazione dei punti base e il procedere del lavoro risulta meno impedito dalla presenza degli spilli che, fissati sul tombolo, fungono da riferimento durante l’esecuzione. Per abitudine, il disegno viene letto e scomposto in anima centrale, primo contorno ed area esterna di chiu-sura e, data tale suddivisione, nel caso dei merletti concentrici, la costruzione si conclude riportando al centro il filo e andando a saldare con l’uncinetto tale filo all’anima centra-le del merletto. Resta inteso che i punti principali che, per consuetudine, vengono utilizzati sono: punto tela, punto catenella e mezzopunto ai quali, di volta in volta, si aggiungono i punti Fiandra, Bruxelles e Gorizia, (quest’ultimo nel dopoguerra) con un certo nazionalismo di ritorno, divenne alternativo al punto d’Idria. Le applicazioni La produzione del merletto si rivolge, oggi, al mondo della moda e dell’abbigliamento, con applicazioni decorative quali colletti, polsini, orli, bordure e anche abiti interi. Si applica anche alla cultura domestica nella realizzazione di centrini, centrotavola, sottopiatti e tendaggi di varie dimensioni e qualità e, senza dimenticare il mondo liturgico, viene utilizzato anche nel campo della creazione artistica, in pannelli decorativi, oggetti e anche gioielli. L’attività artigianale E’ possibile in casa. Con gli strumenti di sempre: tombolo, fuselli, filo (il più adatto) e spilli. Può essere svolta individuale o in gruppo nella ricerca, purtroppo sempre più difficile, di mercati e occasioni per proporre il prodotto finito. Le scuole La Scuola Merletti di Gorizia ha sede in via Roma 14 e, oltre che in sede, opera in una quarantina di sedi staccate nella Provincia di Gorizia, Trieste, Udine e Pordenone. L’attività della scuola prevede due programmi distinti di studio: il primo, articolato in tre anni, è rivolto agli adulti e, con le specifiche caratteristiche di un corso di divulgazione, prevede l’apprendimento della tecnica del fare merletto nelle varie specialità della tradizione locale; il secondo, molto più complesso, si sviluppa lungo sei anni e, articolato come un corso di studio per maestra merlettaia, è teso al conseguimento del competente diploma di insegnante. Nell’ambito delle attività culturali e scolastiche finalizzate alla diffusione della tecnica del fare merletto ed alla sua valorizzazione, è bene ricordare che, nel Comune di Fagagna, presso il Museo della Vita Contadina “Cjase Cocèl”, una sala espositiva é dedicata alla famosa Scuola Merletti di Fagagna. Si tratta della ricostruzione storica dell’ambiente nel quale operavano le merlettaie fagagnesi tra la fine del 1800 ed i primi anni del 1900. Nella sala, che comprende quindici posti a sedere con quindici tomboli a fuselli, sono esposti numerosi indumenti originali realizzati a merletto (scialli, abiti, colletti, ecc.) e sono conservate anche le campionature delle differenti lavorazioni tradizionali. Oggi, a rappresentare la Scuola Merletti di Fagagna è appunto questa ricostruzione storica che, periodicamente, in occasione di manifestazioni che si svolgono annualmente nel museo, si anima di nuova vita grazie a due maestre fagagnesi che prestano tempo ed esperienza per dare dimostrazione ai visitatori dell’operare delle merlettaie di sempre. Il futuro Difficile se condotto da solo nel solco della tradizione. Più facile e più ricco di cose positive se affiancato alla ricerca di nuovi disegni, di nuovi sistemi di produzione e se rivolto al mercato dell’arte e del design. L’augurio è quello di sempre: innovare la tradizione per trarre da essa nuove energie per migliorare la vita che, in maniera troppo frettolosa, occupa le fessure del nostro tempo.

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Artigianato 49  

magazine about italian crafts

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