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Nella pagina a fronte: l’oggetto travestito di Ugo La Pietra: dalla serie “Attrezzature urbane per la collettività: abitare è essere ovunque a casa propria”, paletti e catene convertiti in oggetti di arredo domestico, 1979.

L’OGGETTO TRAVESTITO a cura di Ugo La Pietra

In questa pagina, dall’alto: copertina del catalogo; allestimento di Ugo La Pietra con grande tavolo rivestito in ceramica (1993) e portavasi in ceramica realizzati da Alessi (Caltagirone, 2000).

La ricerca di nuovi ambiti di agibilità e creatività dovrebbe portare l’individuo verso la manipolazione e quindi la trasformazione dei propri atteggiamenti comportamentistici. In effetti, spesso, egli si limita ad interventi riduttivi, come quello di trasformare il proprio aspetto fisico usando il camuffamento. E così ci si traveste spesso per recuperare un’altra posizione e per comunicare altri significati. La pratica che ogni individuo sviluppa quotidianamente per comunicare il proprio ruolo, la propria mansione, la propria ideologia, la condizione sociale, la generazione, l’integrazione,

l’emarginazione, ecc... è spesso alterata da sistemi visivi e formali (moda, chirurgia estetica, travestimenti, ecc...) aprendo un’infinità di linguaggi capaci di confondere i codici, tali da nascondere la vera identità, di un individuo. Questo percorso all’interno del comportamento quotidiano è riconducibile a ciò che spesso avviene nel mondo degli oggetti. La storia del design è ricca di esempi in cui l’oggetto subisce

un processo di modificazione (attraverso il progetto intenzionato o mediante l’uso e la manipolazione) che lo porta a cambiare immagine. La riconversione progettuale Fin dai primi anni ’70 Ugo La Pietra ha sviluppato all’interno degli oggetti (vedi Riconversione progettuale per gli oggetti di arredo urbano, Triennale di Milano, 1979) una sorta di riprogettazione e di trasformazione degli stessi. Tavoli, sedie, poltrone, letti, armadi, lampade, venivano così realizzate con attrezzature normalmente usate per la segnaletica urbana (paletti, basi di cemento, catene, paline metalliche, ecc...). La trasformazione dell’oggetto, o comunque il suo camuffamento, è quindi una pratica che è stata spesso sviluppata per decodificare, e modificare, attraverso l’oggetto, i rapporti tra individuo e ambiente. La modificazione può essere di due tipi: trasformazione che ne altera l’identità, mantenendo la tipologia originaria (camuffamento), o trasformazione che, oltre a far perdere l’identità

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Artigianato 49  

magazine about italian crafts

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