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In questa pagina, dall’alto e da sinistra: “Corni” di Aldo Spolti, Michele Peri, Crescenzio Del Vecchio, Giordano Montorsi. Nella pagina a fronte, dall’alto: “Corni” di Enzo Cucchi, Carla Accardi, Lucio del Pezo.

ci si propone di aggirare gli ostacoli o i problemi della vita quotidiana”. È una sorta di tutela, conclude l'antropologa, che “ci fa sentire meno indifesi di fronte all'imponderabile”. Il corno è, nella sfera del simbolico, l'evidenza della potenza virile, del dominio (ossia propria di chi domina), tradotta ed esemplificata nella sua forma più naturale: vale a dire l'arma di difesa, di aggressione, di penetrazione e al tempo stesso indistruttibile. Spiega Pierre Grison, nella specifica voce del dizionario dei simboli, che il corno, dal quale traggono la forma "raffigurativa" i cuòrni partenopei, significava “eminenza, elevazione” lambendo i territori dello spirituale. In tal senso il repertorio della storia dell'arte offre molti riferimenti: esempi sono le "corna" sul capo del michelangiolesco Mosè, o il piccolo amuleto di corallo rosso che Crivelli dipinse nelle mani del Bambino, della celebre "Madonna della rondine", oggi alla National Gallery di Londra. Non v'è dubbio che a sollecitare l'immaginario dei nostri artisti vi sia stata una giusta dose di autoironia, maggiormente evidente nelle opere realizzate dalle giovanissime presenze. A detta degli astrologi, ma anche degli studiosi di occultismo, quelli che viviamo sono anni difficili, nei quali si muovono energie negative: sono anche anni segnati, diversamente dall'ottimismo ideologico che aveva animato i

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Artigianato 49  

magazine about italian crafts

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