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mostre di Massimo Bignardi

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irò subito, fugando ogni dubbio, che non ho pregiudizi verso la superstizione, né tantomeno credo, come avverte Luciano De Crescenzo, che “essere superstiziosi porti male”. L'inquieta e al tempo stesso ironica presenza, nel senso dato da Calvino al valore dell'ironia, in questi giorni nel mio studio invaso dagli ottantasette corni, realizzati da altrettanti artisti italiani e raccolti dall'Associazione Arte e Apotropia, ha sobillato la fantasia, riproponendo da diversa angolazione un quesito, che ora trova un ulteriore appiglio o, se si vuole un pretesto, al quale dare una possibile risposta. Certo è, cedendo alla seduzione delle forme dell'arte, che a guardarli si finisce per credere alla loro forza e, come recita il venditore ambulante di amuleti, per “convincersi dell'utilità”. L'utilità non è quella di un effettivo risultato scaramantico, tanto da disporsi al di là delle certezze del nostro credo umanistico (tecnologico), in direzione, cioè, dell'imponderabile, delle energie che muovono nel nostro quotidiano, agendo attraverso la capacità di trascrizione che i segni, di qualsiasi natura, hanno. Viene subito da chiedersi: cosa c'entra la credenza o meno con questi "oggetti", proposti oggi in bella mostra, con la vanità e la spregiudicatezza di forme, perché no anche, di nuovo design

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Oggetti propiziatori

Da un rinato interesse per la superstizione in mostra ottantasette nuovi corni realizzati da altrettanti artisti italiani per la collezione dell’Associazione Arte e Apotropia di Como

dell'apotropaico? Una prima risposta la offre il progetto che per anni ha inseguito l'associazione comasca: un progetto già manifesto nel nome assunto, ossia Arte e Apotropia, legando fra loro, (è forse questa la chiave?) i termini ovvero le ritualità di due pratiche entrambe inscritte nella sfera del magico. Rilievo che stabilisce il carattere di questa raccolta. Innanzitutto essa dà la misura di

quanto la creatività contemporanea abbia, al di là dei territori linguistici, una sua vitalità di corpo propiziatorio, elevato contro il sortilegio, le ombre del malefico (che non è solo il negativo) celato dalle figure della quotidianità. Essa offre, quindi, oggetti disposti al fascino della superstizione, facendo leva sulla magia della pratica dell'arte, aperta, in senso positivo, alle contrarietà che si

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Artigianato 49  

magazine about italian crafts

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