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• In qucsl'<l pagina, sopra da sinisrrn: boccale In vctro dipinto, scuol~ di K.amt:nid'1 $cno\', 19H; vaso in velTo di 'l -eo<!or Bienert, 1930; sono, scrivania di Vad av Lorck, 1923. Nella pa!,>Ìna 3 fianco, V:Isctto in vetro, $CIIOI:! di K.,menicl,. Senov, 1914.

da ] asef Drahonovsky (18771938), la scuola esaltava la naturale trasparenza e lucentezza del vetro con forme e disegni

neoclassicisti. La omologazione di stile di varie scuole boeme si è verificata per i servizi da toilette, da liquo re, per molti vasi e i più svariati oggetti destinati alla diffusione commerciale . L'altra tipica produzione boema sono le scatuine di vetro, premiate più volte negli anni Trenta da manifestazioni internazionali. La di tta C ure Schlewogot, l'erede della prestigiosa vetreria di H einrich H offrnann di jablonec nad Nisou, si distingue dalle alrre scuol e per la produzione di vetro sta mpato che imita materiali e forme delle pierre preziose, ispirate a René Lalique. Tra gli oggetti più interessanti esposti a Padova, oltre ai merletti e le porcell ane, sono il ciclo degli Otto arazzi "M estieri" sul tema delle professioni realizzato dalla tessirrice Marie Teinitzerova (1879- 1960) e gli inediti giocattoli in legno dipinto. Quel settore della cosiddetta "arte povera", che a partire dal 1908 si impone a livello internazionale con la cooperativa artistica Arte!. C i seducono anche i cinquanta manifesti d'epoca sistemati in una sezione indipendente dell'esposizione, provenienti dalle agenzie e da studi pubblicitari praghesi con le emblematiche figure-stereotip o di donne D éco.

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Così eleganti, patinate e stili zzate fino a una leggera de fo rmazione. Semplifi cando: con la mostra di Padova si coglie l'essenza Art D éco, considerato come l'erede naturale dell 'Art Nouveau che raccoglie e trasforma gli aspetti del1'arte decorativa, fine <l se stessa. G li oggetti D éco rispondevano alla domanda di lusso ed eleganza dell a borghesia consumatrice fra le due guerre. Certo duran te l'Esposizione parigina del '25 non

tutti i prodotti erano propriamente Déco, perché in una manifestazione internazionale l'intenzione è di presentare le novità nazionali, più che di codificare dettami di gusto e nuove mode . Di fatto , però, tale gusto prevalse e l'Esposizione del '25 battezza il D éco sotto l'egida dell'ornamento puro. P er altro, è una tendenza di gusto dominante anche ai gio rni nostri, sia pe r la produzione di prodotti artigianali ch e industriali.

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Artigianato 24  

Italian magazine about crafts and arts

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