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Dal volto di Medusa, oscillante "tra l’orrore del terrifico e il ridicolo del grottesco", emana lo sguardo che l’indistinto, il caotico, la morte, l’abisso restituiscono al tentativo umano di circoscriverli. Gorgòn insegue l'emblema della visione, del proibito e della distruzione che attraversa il mito, la letteratura, l’arte e i saperi, rifrangendoli e contaminandoli in uno specchio del disastro. a cura di Marco Benoit Carbone – Contributi di Marco Benoit Carbone, Francesca Coraglia, Sara Damiani, Sergio Padovani, Osvaldo Duilio Rossi, Paolo Ruffino, Francesca Salsi, Moreno Tiziani, Marco Teti; con schede critiche su Roger Caillois e Jean-Pierre Vernante una belligeranza a cinque voci sullo spreco editoriale nel sistema del profitto.

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